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NOBA, l’ultimo disco di Angus Bit tra il downtempo e l’etereo

Di Natascia Talloru
15/03/2025
in Arte, Musica e spettacolo
Tempo di lettura: 5 minuti
NOBA, l’ultimo disco di Angus Bit tra il downtempo e l’etereo

‘NOBA’, questo il titolo dell’ultimo disco, uscito il 14 marzo, di Nicolò Angius, aka Angus Bit, il trentatreenne musicista e produttore di Terralba attivo musicalmente da diversi anni che nel tempo non ha mai smesso di incuriosire le nostre orecchie, assetate di ricerca del paesaggio sonoro che la  Sardegna ha da offrire, mai così ricco di sfumature e così fiorente come in questi tempi.

E di novità e di ricchezza si parla con ‘NOBA’, ricchezza di suono per l’appunto, di sperimentazione, di ricerca certosina di intimità e di ricordi. Di paesaggi e di campioni sonori che fondono l’ambient, l’elettronica, il downtempo e l’hip-hop.

Angus Bit Inizia a suonare da adolescente e nei suoi concerti si è frequentemente distinto per i set analogici dove ogni esibizione si sviluppa in tempo reale e la performance dal vivo mette in risalto il suono e l’uso di tecniche di finger drumming e turntablism.

E’ un percorso evolutivo quello dell’artista terralbese che, rispetto ai lavori precedenti nei quali prevalevano l’utilizzo di samples e si percepivano le influenze della tradizione, si indirizza verso una transizione oltre il tempo e lo spazio alla ricerca di pubblicazioni sempre più perfettibili e personali, tra l’acustica e l’elettronica, con un affinamento della tecnica che traccia profondamente il senso dell’esecuzione del suono, declinato in ritmi mantrici naturali che sgorgano al limite estremo dell’espressione più intimista dell’artista.

“NOBA è pensare continuamente di smettere – afferma Angus Bit – per poi finire con il rinnovarsi, ancora e di continuo. È un anagramma, un acronimo, pura espressione. NOBA sono i passi di un bambino che, entusiasta, sorride e non accenna a fermarsi. Sei tu che non vuoi crescere troppo, che vuoi rallentare, prendere fiato. Sei tu che vuoi ancora provare a sentire. ‘NOBA’ è meravigliarsi per l’ordinario, per le parole, per gli scambi e gli incontri oltre gli schermi, per i paesaggi che avvolgono con i loro suoni”.

Nella dimensione eterea di questo lavoro musicale dove i suoni risultano stratificati e volutamente lunghi,  è inevitabile non dissolversi tra fruscii, richiami, battiti, pioggia, voci. Suoni ambientali dove gli uccelli sono i sintetizzatori, il mare è un pattern ritmico, i passi e i rifiuti gettati sulle spiagge diventano corde e percussioni.

Un modo diverso, musicale, per permettere allo spirito di raggiungere con i suoi tempi una sorta di sincope transitoria pluridimensionale dove le parole, i ricordi, i richiami, le onde e gli scogli traghettano verso altri spazi della mente, verso quell’altrove che suggerisce nuovi pensieri, creando una miscellanea onirica sospesa e oscillante.

‘NOBA’, autoprodotto e autofinanziato, è stato suonato, registrato, mixato e masterizzato da Angus Bit in un appartamento a Cagliari. Ideato e suonato senza l’ausilio di computer e Daw ma con campionatori analogici, vede  anche il contributo di Riccardo Spada (Feruja) con voce e testo nel brano ‘Weido’,  mentre la copertina è sempre dello stesso Angus Bit, supportato nel lavoro grafico e di post-produzione, logo e lettering da Sebo (Seboinflebo), altro artista di Terralba,  che ha creato il suo immaginario musicale praticamente dagli esordi.

Numerose le sue collaborazioni con diverse realtà culturali e artistiche in progetti musicali, teatrali, radiofonici e audiovisivi, tra cui possiamo citare il progetto musicale e visivo “Antine” di InsulaeLab, dedicato all’artista sardo Costantino Nivola e il progetto “La vera storia della Banda Hood”, tratto dal libro omonimo di Wu Ming4. Nel 2024 ha composto le musiche originali per i documentari “Carrasegare” e “La Faradda Di Li Candareri”, scritti e prodotti per Rai Sardegna da Bibigula. Attualmente Angus, lavora in parallelo con il gruppo Feruja e collabora con diverse produzioni per Cors Bros.

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