Egreen, al secolo Nicholas Fantini, classe 1984, potrebbe tranquillamente essere il rapper preferito del tuo rapper preferito, solo che non lo sai.
E la colpa non è nemmeno tua.
Ma andiamo con ordine e soprattutto capiamo perché ascoltare “Nicolás” potrebbe essere una delle migliori cose da fare qualsiasi sia il background sia dell’artista italo colombiano sia dell’ascoltatore, perché? Perché parliamo di un album vero, figlio della vita, degli sbagli, delle delusioni, delle speranze, della forza e della fragilità.
Qui non ci sono auto di lusso da esibire, Jordan da indossare e altri brand da sfoggiare, non c’è quel sessismo banale della trap del 2016, quella violenza gratuita chiaramente finta e ostentata per show.
Qui abbiamo un album dove, se dovessi utilizzare una sola parola, direi “Umano”, dal ”Non colpevolizzarti per quello che non puoi cambiare” della prima, immediata, traccia omonima fino ad ogni singola rima successiva.
Qui è la Vita di un artista che arriva a quasi 40 anni con un album totalmente prodotto da solo non certo motivi da indie band ma perché questo era il massimo che poteva permettersi, un album che potrebbe essere una autobiografia, un esercizio di auto terapia, di sicuro un gioiello della musica rap indipendente italiana che non condivide nulla dal resto fatto delle solite barre.
Questo è un Diario di Bordo (Pt II da Lacrime), un “Male Oscuro” fatto in rima nel 2022, un’ora di schiaffi in faccia oppure una testa presa ed immersa nella realtà fino a perdere conoscenza e risvegliarsi senza più illusioni, senza retoriche del rialzarsi ogni volta, senza vittimismi.
L’apice di questo lavoro è “Incubi”, singolo apripista dell’album, dieci minuti di flow ininterrotto come flusso di coscienza da ascoltare senza fiatare e riflettere, oh si, riflettere.
Facciamoci questo prezioso regalo: prendiamo un’ora della nostra vita e ascoltiamo “Nicolás” e poi cerchiamo Egreen live scoprendo senza stupore che la data di Milano e già sold out.
Non ve ne pentirete.
ASCOLTA “NICOLÁS” SU SPOTIFY
GUARDA IL VIDEO DI “INCUBI” SU YOUTUBE










