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Mizar, esplorazioni tra natura e stelle nel progetto di Punti di Vista dedicato a ragazzi e ragazze con e senza disabilità visive

Di Redazione
01/04/2022
in Ambiente
Tempo di lettura: 5 minuti
Mizar, esplorazioni tra natura e stelle nel progetto di Punti di Vista dedicato a ragazzi e ragazze con e senza disabilità visive

Se la sfida per l’inclusione delle persone con disabilità riguarda l’intero genere umano, il segreto è creare punti di incontro, opportunità che non lascino nessuno indietro e che facciano sentire tutti e tutte, comunità. L’obiettivo del progetto Mizar – esplorazioni inclusive tra natura e stelle dell’associazione Punti di vista, è questo: con uno sguardo che mira alla ricerca delle potenzialità di ciascuno nei vari contesti, vuole favorire l’incontro e il dialogo tra un gruppo di venti giovani da varie zone del centro e sud Sardegna tra i 12 e i 19 anni con e senza disabilità visive, allo scopo di superare l’immagine della persona cieca come necessariamente bisognosa di assistenza e della persona vedente come perenne ausilio. Il progetto è sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese, in partnership con l’Istituto ciechi Cagliari, l’Osservatorio Astronomico di Cagliari e la Fattoria Emoyeni.

MIZAR. Esplorazioni inclusive tra natura e stelle. – Associazione Punti di vista

“Per noi inclusione significa incontro nella diversità – spiegano dall’associazione – la vita è la vita perché c’è biodiversità, in questo la natura è nostra maestra ed è lei a ricordarci che al mondo c’è posto per tutti gli esseri umani. Il nome Punti di vista esprime il nostro desiderio di sviluppare uno sguardo aperto e curioso che abbracci la totalità dei diversi aspetti della realtà: stavolta, volevamo che il focus del progetto fosse totalmente scardinato dalla vista, che coinvolgesse tutti i sensi e che potesse insegnare qualcosa di nuovo”.

La natura con Mizar gioca un ruolo fondamentale: dopo la formazione teorica e pratica dei giovani partecipanti sulle tecniche di accompagnamento nelle disabilità visive, le attività vengono infatti svolte in contesti all’aria aperta, a stretto contatto con la natura e con la possibilità di relazionarsi con le varie forme di vita vegetali e animali presenti nel territorio. Avventure nell’hinterland di Cagliari, escursioni nei luoghi naturali limitrofi e gite in fattoria: l’outdoor è così un contesto che insieme, diventa accessibile.

“L’idea nasce dall’ascolto – spiega Martina Balloi, coordinatrice del progetto – non sono molte le occasioni di scambio tra giovani con e senza disabilità visive, da ciò la scelta di creare un ponte. Siamo partiti dal formare degli elfi guida con indicazioni basilari sulle tecniche di accompagnamento per agevolare i rapporti e superare i preconcetti. Niente di tecnico: abbiamo ad esempio parlato di arte e di come si può fare insieme, di cucina dato che un elfo vorrebbe avviare un laboratorio di cucina; se inclusione è anche fare le cose insieme è necessario fornire a tutti gli strumenti necessari per poter agire al meglio. Si tratta di un tipo di esperienza che anche a livello nazionale manca, la speranza è quindi che sia l’inizio di qualcosa di magico, che spinga tutti a camminare nella stessa direzione, ognuno con le proprie capacità. Al mondo non abbiamo tanto bisogno di guide, quanto di scambi, relazioni e modi di comunicare che facciano sentire tutti e tutte, comunità”

Ultimo appuntamento previsto da Mizar sarà una residenza in natura di due giorni e una notte. Vivendo all’aria aperta, gli elfi (ovvero chi partecipa alle attività di Punti di vista) nel tempo hanno avuto la fortuna di scoprire luoghi bellissimi, tra fattorie, boschi e colline lontano dalle luci cittadine. Unico faro, la luna e un cielo incredibilmente stellato. Da qui l’idea di una collaborazione con l’Osservatorio Astronomico di Cagliari (OAC) con la possibilità di una sperimentazione sul campo dei materiali didattici tattili prodotti da OAC per facilitare la divulgazione scientifica dell’astronomia per persone con disabilità visive.

Le domande da parte degli elfi senza disabilità visive durante la formazione sono state tante, ma la prima uscita in natura – domenica 20 marzo al parco di Pixinortu – ha soddisfatto ogni aspettativa e risposto a tutte le rispettive curiosità. I feedback sono arrivati subito: “Non mi divertivo così da tempo, è stato fantastico conoscere finalmente gli elfi dell’Istituto ciechi, mostrare e raccontare loro gli oggetti che ci rappresentano”, raccontano. “Sono stato davvero stupito da questo primo incontro, è stata l’occasione per fare amicizia, nuovi incontri e per socializzare; ma ovviamente non è finita qua” ha scritto un elfo con disabilità nella chat di gruppo che – rispettando regole che permettano a tutti e tutte di fruire del canale, come il non tempestarlo di immagini – hanno scelto insieme di creare.

Mizar è quindi un progetto intenso e pensato come comunità costituita da istituzioni, associazioni e famiglie che collaborano, il cui intento è quello di formare cittadini attivi, partecipi e attori delle proprie vite secondo una visione ecologica. “Condividiamo con Punti di vista il valore dato dalla crescita a contatto con la natura – spiega invece Milena Gattermayer della Fattoria Emoyeni – il progetto si sposa perfettamente con le modalità di approccio alla fattoria, dove la comunicazione non verbale con gli animali spinge a mettersi nei panni dell’altro e dove viene continuamente riconosciuto il valore della diversità”.

“In tutti questi anni di esperienza, studio e ricerca sull’educazione all’aria aperta, Mizar rappresenta un ulteriore passaggio, un andare ancora oltre” conclude la presidente di Punti di vista, Mara Lasi. “Boschi, foreste, il mare, parchi naturali, luoghi bellissimi della nostra isola, si sono sempre rivelati dei facilitatori delle relazioni nei gruppi, se accompagnati dal giusto approccio. Nelle nostre uscite non manca mai la scoperta, il lavoro individuale e in gruppo, il cerchio della condivisione, il rituale che scandisce un ritmo al nostro viaggio, l’utilizzo di linguaggi artistici diversi. Mizar è un progetto ambizioso che prima di tutto vuole creare la normalità dello stare insieme, là dove non è scontata. Già dalla prima uscita di domenica scorsa nel bosco, abbiamo potuto osservare non un gruppo di elfi guida e elfi ciechi, ma un gruppo di ragazzi e ragazze con la voglia di conoscere di più l’uno dell’altro, di condividere i propri interessi, di divertirsi e stare bene immersi nella natura. Ecco, allora la nostra ricerca continua nelle prossime uscite approfondendo ed esplorando il nostro modo di relazionarci all’altro, stimolati come sempre da domande: cosa vuol dire essere amici? Potremo dare continuità a queste amicizie? Come le istituzioni potrebbero favorire questo tipo di relazioni? Di quali barriere bisogna realmente liberarsi? Il sistema educativo lavora in questa direzione? Siamo certi che uno dei punti forza sia la rete tra famiglie, associazioni, enti e istituzioni, uno strumento fondamentale per studiare e offrire progetti di alto valore e per garantirne la continuità”.

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