Durante la Fashion Week di Milano lo stilista sardo Antonio Marras ha trasformato la sua passerella in un set cinematografico per presentare la sua ultima collezione SS 2024 intitolata: Lights, camera, action!. La scenografia è composta da quattro ambienti che ci svelano il camerino della Diva, il set macchina, la sala da pranzo, la camera da letto; ancor prima di ammirare la collezioni si è quindi proiettati nell’atmosfera hollywoodiana del film “Boom!” (in italiano “La scogliera dei desideri”) dal cast stellare, girato negli anni ’60 da Joseph Losey, che scelse la Sardegna e Alghero, dove furono costruite per l’occasione due ville (di cui ritroviamo gli interni nel set della sfilata) che si affacciano nell’affascinante promontorio selvaggio di Capo Caccia (qui abbiamo parlato del film raccontato dal documentario di Sergio Naitza). Da questo ricordo d’infanzia prende ispirazione Antonio Marras, la sfilata (che abbiamo visto anche in diretta streaming, ce ne parla qui Alice Tolu) è magia pura, con più di novanta look.
La Diva assoluta della passerella di Marras è Marisa Berenson, musa di Antonio, di registi e stilisti famosi, nipote dell’iconica stilista – costumista Elsa Schiaparelli, a sua volta la più celebre tra le icone della moda italiana. Si presenta in passerella nel ruolo di Liz Taylor, che recitò con grande passione nel film “Boom!”, indossa un vistoso copricapo d’altri tempi, colma di gioielli preziosi, sfila altèra nei vari set con fare capriccioso: cinema e moda con lei si tramutano in arte.
A completare lo scenario cinematografico sono i video proiettati, il mare impetuoso della Sardegna che si fa racconto e ci immerge nelle onde con un sottofondo di musica evocativa, tutte colonne sonore coinvolgenti.
Leggerezza celestiale, dalle linee fluide, vaporose e sovrapposte. Sfilano kaftani leggeri dipinti, kimono di seta, tailleur impeccabili con vita aderente in pizzo chantilly, macramè, damasco, tulle, plissè e ricami minuziosi. Bouquet di rose a stelo lungo si adagiano anche sui completi maschili, nelle giacche a monopetto su bermuda corto.
Bracciali scultorei e preziosi sopra lunghi guanti neri, tacchi vertiginosi, orecchini scintillati, cappelli a falda ampia e occhiali scuri. Piccole borse a mano a volte allacciate alla vita, ampie e comode. La palette è composta dai colori ecrù, il celeste per il trucco ben sfumato come addosso ad una vera attrice del passato.
In questa sfilata il cinema e la moda si sono intrecciati profondamente, celebrando sicuramente quel mistero che è il cinema stesso, con un risultato, ancora una volta, di altissimo livello.
Magico.









