Si chiama ‘Meigama’ e come la parola stessa suggerisce a chiunque ne conosca il significato, in questo disco di otto brani non c’è solo l’idea del pomeriggio, del dopo pranzo e del riposo che i sardi tradizionalmente si concedono dopo le fatiche e il buon vino, c’è anche un ambiente ben preciso e un tempo che ti entra nel midollo.
L’incontro tra le corde di liuto cantabile, mandola e mandoloncello suonate da Mauro Palmas e l’architettura elettronica progettata e realizzata da Francesco Medda Arrogalla, ci restituisce proprio i profumi, i colori e la sensazione del meigama.
Un meigama senz’altro moderno, in cui nel momento in cui lasci andare le preoccupazioni della giornata, non ci sono più solo i suoni della campagna, il ronzio delle api, il nitrire del cavallo o il frinire della cicala, ma c’è anche la nostra società del rumore che Arrogalla rende dolce, a tratti drammatica, e spesso la mette a riposo, nello sfondo dei pensieri che sembrano sfumare anch’essi.

Per celebrare il vero e proprio meigama non può mancare l’idea della ninna nanna che nel secondo brano del disco si chiama semplicemente Dromi (dormi), forse un suggerimento, o un imperativo cortese ma anche un auspicio.
Questo disco è un connubio molto ben riuscito tra suoni tradizionali che richiamano a pattern precisi della musica sarda e mediterranea, e quelli di sintesi o surrogati e inseriti in tessiture sonore anche derivate da frammenti di paesaggi sonori.
Un tempo era una sfida, un conflitto o un tentativo di incontro, ma già da molti anni questa prassi musicale si è consolidata a conferma del fatto che non importa quale sia la fonte ma piuttosto il risultato.
In questo disco sembra tutto in perfetta armonia ed è ciò che conta nel fare artistico, quando la propria linea di produzione è autentica e rispettata.
Nessuno dei brani ha per titolo ‘Meigama’, come se tutti i titoli in esso compreso fossero un tentativo di raccontare proprio il meigama senza incorrere in inutili tautologie.
Può essere che si riferisca al meigama di ‘Campuomu’, dove a un certo punto, quando cala il buio ci troviamo avvolti da una ‘Noti de Incantu’.
Questo disco, uscito pochi mesi fa con la produzione di Meigama e di Altrove Agenzia Creativa diretto da Luca Zoccheddu con registrazione, missaggio e mastering a cura di Corrado Tolu, vola via veloce, è piacevole e con i mille suoni che reca ti accompagna in molti posti e ti riporta a riposo.
(la foto in evidenza è di Sara Deidda)










