La sfida della rivoluzione digitale ci mette di fronte a nuove responsabilità nell’immaginazione di un futuro possibile. Luciano Floridi, professore di Filosofia ed Etica dell’Informazione all’Università di Oxford, esperto di fama mondiale di etica digitale, etica dell’IA e filosofia dell’informazione, a questo tema ha dedicato uno degli incontri della prima giornata di “ConnEtica – Il festival delle interazioni tra digitale ed etica”, con una relazione su “La Società dell’Infosfera. La vita al tempo del digitale e la nuova etica”.
Il dibattito sulla rivoluzione digitale è datato ma soltanto negli ultimi anni la curva e la domanda di connessione sono cresciute esponenzialmente, mettendo in comunicazione miliardi di persone attraverso la condivisione di dati e la creazione di una vera e propria quarta dimensione nella quale distinguere tra online e offline non è più possibile, trattandosi più verosimilmente di “onlife”, termine coniato da Floridi per indicare “la nostra vita ibrida in un ambiente digitale definibile come infosfera nel quale siamo strettamente interconnessi con i dati che scambiamo”.
La rivoluzione digitale, secondo Floridi, è una “rivoluzione legata al tempo, allo spazio nel quale viviamo, ma anche alla comprensione di ciò che siamo e di noi stessi. La sfida è quella di cogliere l’innovazione che sta dietro al digitale come luogo in cui fare la differenza, vedendo problemi e immaginando soluzioni ed opportunità che siano per tutti”.

L’aspetto etico di questa rivoluzione parte dalla consapevolezza che l’intelligenza artificiale e il digitale scrivono nuove pagine nell’evoluzione, dandoci responsabilità su come gestire questa enorme possibilità di cambiamento. In conclusione Floridi ha sottolineato come “la nuova sfida non sia l’innovazione digitale in sé ma una buona governance del digitale“, una capacità di visione del dove vogliamo andare e come vogliamo guidare questo percorso. La buona politica deve saper gestire questa potenza creativa e mettere in pratica una governance all’altezza della sfida. Conoscere la direzione, capire come e dove andare verso il futuro possibile.
Il Festival ConnEtica è in corso ad Oristano dal 4 al 6 novembre, promosso dalla associazione culturale “Oristano e Oltre” con il patrocino del Comune di Oristano e dell’Assessorato alla Cultura e con il sostegno di Fondazione Oristano e Fondazione di Sardegna.
In una tre giorni ricca di appuntamenti – trasmessi in diretta streaming e di cui è possibile trovare le registrazioni – la prima edizione del Festival si pone come obiettivo quello di sviluppare un dialogo attivo sul digitale e sulla necessità di un’etica da ricercare in questo spazio immateriale difficile da circoscrivere e delineare. Il tema delle connessioni, dei punti di interazione, di trasformazione verso un futuro più consapevole ha animato le giornate di incontri e laboratori alla presenza di professionisti, studiosi ma anche scuola e istituzioni.
“Con ConnEtica”, dichiara il vicepresidente dell’associazione “Oristano e Oltre, Riccardo Scintu,“ci poniamo l’ambizioso obiettivo di trasformare per tre giorni Oristano nella capitale del mondo digitale. Attraverso un corretto utilizzo delle sue incredibili risorse, è infatti possibile azzerare le distanze e valorizzare la fantasia delle persone. Tutto il festival nasce da un’idea di rinascita dopo un periodo buio, dalla voglia di vedere la nostra città protagonista, all’avanguardia e pronta ad affrontare le affascinanti sfide del nostro presente”.
Il festival proseguirà fino a sabato 6 novembre con la terza e ultima giornata dedicata al tema “La città dei 15 minuti” di cui saranno coordinatrice scientifica Esterc Cois e moderatrice Maura Falchi. Tra gli interventi quelli del Professor Arnaldo “Bibo” Cecchini, Caterina Giannattasio e Oriol Nel.lo i Colom.










