Una pietra di legno oblunga passa di mano in mano, entra nella scena e diventa elemento della performance che si sta realizzando. È la “piedra de madera”, la “pietra di legno” originaria della Cantabria, la regione a nord della penisola iberica, che ha ispirato il nome dello spettacolo “La piedra de madera”, prodotto dalla compagnia del Circo “Eia”, e andato in scena giovedì 25 settembre 2025 a Cagliari, all’anfiteatro del parco di San Michele.
Inserito nella rassegna del festival “Spettacolo Aperto”, che l’associazione musicale Studium Canticum ha predisposto per celebrare il suo trentennale (Nemesis Magazine lo ha raccontato qui), lo spettacolo è un prodotto originale che mischia musica, teatro, circo contemporaneo e performance visiva.
Una voce narrante accompagna ogni tanto l’esibizione, spiega cosa sta accadendo o introduce cosa accadrà. In questo teatro all’aperto l’ideale quarta parete si rompe due volte: il pubblico non partecipa alla performance, è parte della performance stessa.
L’improvvisazione, con gli arrangiamenti musicali dell’artista Francesco Medda in arte “Arrogalla”, raggiunge la sua acme col coinvolgimento dei bambini e delle bambine. Lo spettacolo diventa gioco, il gioco diventa spettacolo.
Intorno, il parco immerso nel silenzio e nel buio: le uniche luci sono quelle della scena, sullo sfondo, dominante, la città illuminata. Gli attori-circensi utilizzano l’equilibrio, parola chiave del linguaggio del circo, insieme a quel tocco di comicità condivisa. È un attimo: Francesca Lissia, Celso Pereira e Josè Luis Redondo, cui oltre all’interpretazione si deve la regia, conquistano la fiducia degli spettatori.
Ogni momento è un tributo al modo che la compagnia ha di intendere il rapporto col pubblico: “Collochiamo le relazioni umane al centro delle nostre creazioni. Per questo l’incontro e lo scambio con gli spettatori e le spettatrici è per noi un fattore essenziale del nostro lavoro”, fanno sapere dalla compagnia di Circo “Eia”. Perfettamente in linea con lo spirito e i valori che lo Studium Canticum porta avanti nelle sue attività, dove la coralità è elemento caratterizzante e distintivo.
Gli elementi naturali circostanti entrano nel set quasi circolare e diventano pretesto di nuove improvvisazioni. Sgabelli esagonali ricevono il tocco artistico di Federico Carta, in arte “Crisa”, per un lavoro originale in cui da questi e dall’immaginazione dei presenti nascerà una composizione artistica inedita, assemblando le sedute dipinte per l’occasione.
Esercizi acrobatici, sonorità che richiamano la natura, gag comiche sono gli ingredienti essenziali di una performance audace adatta a tutti, grandi e piccoli dove la “piedra de madera”, che altro non è che un pezzo di legno, fa da fil rouge dei racconti e delle acrobazie.
Il festival “Spettacolo Aperto” dello Studium Canticum prosegue con gli ultimi due eventi in programma e dà appuntamento sabato 27 settembre, alle 20.30, nella chiesa di Sant’Elena a Gairo, dove la musica barocca sarà la grande protagonista della serata (Martina Taris ce ne parla qui), grazie all’esecuzione dei Coronation Anthems di Händel, opere scritte per l’incoronazione dei sovrani britannici, eseguite dal coro e dall’orchestra dello Studium Canticum sotto la direzione di Pier Paolo Scattolin.
Infine, domenica 28 settembre, il festival termina con lo spettacolo delle 20 al Teatro Carmen Melis di Cagliari, dove si terrà un grande concerto che celebra i trent’anni di attività dello Studium Canticum e chiude simbolicamente il cerchio dell’esperienza condivisa tra cori, ospiti, musicisti e pubblico, per un ultimo abbraccio corale.
Tutti gli eventi sono a ingresso con donazione libera. Il programma completo dell’iniziativa e i relativi aggiornamenti sono sempre consultabili sul sito internet www.studiumcanticum.it e sui canali social dell’associazione.










