Il film breve del regista cagliaritano Peter Marcias è in concorso al Torino Film Festival 2022 dal 25 novembre al 3 dicembre per la sua sua quarantesima edizione.
Distribuito nel mondo da The Open Reel ‘Lo sguardo esterno’ è un film sulla riflessione e sull’arte, sui molteplici aspetti e sulle caratteristiche umane che coinvolge.
Silenzi, sguardi, l’importanza di un viso, di un luogo, delle giuste parole per raccontare una storia sono al centro di questa analisi che muove i primi passi dai concetti di viaggio e di scoperta.
Ispirato alla figura di Vittorio Alinari e della sua visita nell’isola alla ricerca di emozioni genuine immortalate in immagini senza tempo, il film risente anche dell’influenza delle opere del ritrattista francese Gaston Vuillier. Figure che hanno una parte in questa narrazione così empatica, il cui svolgimento è scandito dalle parole della grandissima Elena Cotta, attrice teatrale e cinematografica tra le più significative nel panorama italiano. Accanto a lei gli attori Emilio Puggioni e Daniel Dwerryhouse, il danzatore Luca Cappai e il fotografo e pittore Paolo Ventura.
Il film, girato interamente nell’isola con il contributo della Fondazione di Sardegna, ha abbracciato diverse località per restituire un’immagine varia e sfaccettata della realtà sarda: da San Salvatore di Sinis a Bosa, e poi Posada, Alghero, Tavolara, Siliqua e Cagliari. Ciò che emerge è un luogo mobile, dinamico, dai tempi dilatati e dagli orizzonti illimitati, perfettamente in linea con la visione personale del regista già indagata in altri lavori cinematografici e fortemente voluta dalla Fondazione per promuovere la valorizzazione storica e culturale della Sardegna.
“Questo progetto cinematografico nasce come una riflessione sull’arte – dice Marcias – sullo sguardo, il viaggio e la scoperta, temi che mi sono molto cari, e che inseguo da anni con gli altri miei film. Soprattutto – continua il regista – sono stato affascinato dalle visioni delle opere inedite di Paolo Ventura (fotografo milanese, classe 1968), nate da un’esperienza di residenza nell’isola”.
Oggetto ultimo dell’indagine sono gli stati d’animo, il senso stesso dell’ispirazione artistica e della sua natura sfuggente, la necessità e la frustrazione di mettere in moto un meccanismo i cui ingranaggi sono spesso inafferrabili ma che si rivela un’esigenza irrinunciabile.










