• Accedi
  • Aiuto
Sito nemesismagazine.it
  • Home
  • Articoli
  • Rubriche
  • Editoriali
  • Interviste
  • Podcast
    • Creattiva
    • L’isola sconosciuta
    • Vamp
  • Chi siamo
  • Sostienici
  • Newsletter
Nessun risultato trovato
Vedi tutti i risultati
Sito nemesismagazine.it
  • Home
  • Articoli
  • Rubriche
  • Editoriali
  • Interviste
  • Podcast
    • Creattiva
    • L’isola sconosciuta
    • Vamp
  • Chi siamo
  • Sostienici
  • Newsletter
Nessun risultato trovato
Vedi tutti i risultati
Sito nemesismagazine.it
Nessun risultato trovato
Vedi tutti i risultati

La Giornata internazionale del Mediterraneo si celebra l’8 luglio per onorare il mare e ricordarci che ha bisogno di cura e rispetto

Di Valeria Martini
09/07/2022
in Ambiente
Tempo di lettura: 7 minuti
La Giornata internazionale del Mediterraneo si celebra l’8 luglio per onorare il mare e ricordarci che ha bisogno di cura e rispetto

Il Mar Mediterraneo è appena l’1% della superficie di tutti gli oceani, eppure presenta una grande biodiversità che si colloca tra il 4% e il 12% di quella mondiale con oltre 12 mila specie marine. Un dato prezioso, celebrato oggi per la Giornata Internazionale del Mediterraneo, voluta nel 2014 da Earth Day Italia, ANCIS-LINK, ASC-CONI e con il fondamentale contributo della Marina Militare Italiana.

Quando parliamo di Mar Mediterraneo siamo portati a essere orgogliosi e fieri di un bacino di acqua stupenda che lambisce le coste delle terre che vi si affacciano, bellissime e dall’alto potenziale turistico e ricreativo. Il mare si inoltra nelle grotte, penetra in sistemi lagunari in cui prosperano tante specie del cielo e del mare stesso, e alimenta saline e stagni dove è possibile ammirare il fenicottero rosa e altri volatili che vi nidificano. Un mare complessivamente placido che consente una navigazione sicura e sport marittimi, in accordo alle condizioni del tempo che vanno comunque sempre rispettate. Ma il Mar Mediterraneo non è una fonte inesauribile ed è per questo necessario aumentare la sensibilizzazione e consapevolezza della fragilità di un sistema così complesso.

Una parola da tenere a mente: biodiversità

La diversità biologica si riferisce alla ricchezza e differenza delle specie viventi sul pianeta. Questa ricchezza può essere ordinata in tre livelli gerarchici: di ecosistema (differenza degli habitat e ecosistemi in cui le specie vivono), di specie (numerosità e differenza delle specie che vivono in un habitat) e genetica (differenze nel patrimonio genetico tra le specie che vivono in un habitat). Il concetto di biodiversità comprende animali, piante e microrganismi ma si allarga agli esseri umani, rappresentando anche per la specie umana un valore che va protetto.

Il mare ha bisogno delle nostre cure

Il mare non ha un potere auto-rigenerante illimitato, per questo è importante prendersene cura, affinché non muoia lentamente. Nel sito dell’ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, troviamo tante notizie utili alla comprensione dell’importanza del mare e nelle parole di Leonardo Tunesi, responsabile dell’Area Tutela Biodiversità, Habitat e Specie Marine Protette, “Dati incontrovertibili mostrano che la biodiversità degli oceani, a tutti i suoi livelli, è in forte diminuzione a causa degli impatti diretti e indiretti delle pressioni determinate dalle attività umane”. Abbiamo bisogno delle nostre attività, ma abbiamo anche bisogno che il mare sia in piena salute perché le acque regolano il clima, basti pensare a quanto mitighino il freddo e rendano le terre che vi si affacciano luoghi piacevoli e vivibili. Le acque producono anche ossigeno, rappresentano fonte di sussistenza e approvvigionamento di cibo.

Le principali minacce per il mare

Una delle principali cause di forte stress a cui il mare è sottoposto è la sovra-pesca oltre che la pesca a strascico. A queste si deve aggiungere un’introduzione sbagliata di specie non indigene che alterano delicati equilibri, l’inquinamento dato dallo sversamento in mare di prodotti chimici, dall’invasione delle plastiche, eccesso di nutrienti, costruzioni costiere, sostanze tossiche. I cambiamenti climatici potrebbero fa aumentare di due gradi centigradi la temperatura del mare, portando all’estinzione di specie che già oggi sono a rischio e l’acidificazione delle acque non fanno che peggiorare la situazione.

Da sinistra: una rara immagine della foca monaca, la pinna nobilis e la posidonia oceanica

Quali specie sono a rischio nel Mar Mediterraneo

La foca monaca è la più a rischio di estinzione tra le varie specie animali presenti, ma le fanno compagnia la posidonia oceanica, la patella ferruginea, i coralli bianchi profondi e la pinna nobilis. Quest’ultima è per la Sardegna motivo di ulteriore protezione giacché nella penisola di Sant’Antioco vive Chiara Vigo, una delle ultime tessitrici di bisso, la seta di mare. Il bisso è un materiale quasi impalpabile che si presenta come una matassina ricavata dalle secrezioni del grande mollusco racchiuso in un guscio simile a quello dei mitili. Una volta raccolto va lavorato e filato e con una speciale procedura, segreto dell’arte del bisso, quel filo inizialmente di colore marrone, diventa dorato. Chiara Vigo sta istruendo alcuni allievi che vengono da diverse parti del mondo, come Giappone o Danimarca, per imparare un’arte che andrebbe altrimenti perduta.

Cosa possiamo fare per proteggere il Mare Nostrum?

I nostri comportamenti sono alla base della protezione o distruzione dell’ecosistema marino. La consapevolezza che un atteggiamento di rispetto si traduca in azioni virtuose sarebbe già un primo passo per guardare il mare non solo come generoso dispensatore ma anche come organismo tanto a volte impetuoso quanto delicato e che richiede amore e attenzione.

Inutile dire che non lasciare rifiuti in spiaggia, non predare per il solo gusto di farlo sarebbe già un grande passo avanti. A questo link l’articolo di Carola Farci con alcuni semplici passi per una maggiore sostenibilità. È segno del fatto che si sta prestando maggiore attenzione al mare anche con l’uscita in commercio di creme solari che non inquinano l’acqua e che sempre più associazioni, spesso di volontari, si adoperino per ripulire le spiagge.

Mappa delle isole di immondezza negli oceani

Ci sono molti progetti che propongono dispositivi per la raccolta delle plastiche in mare, attivisti e biologi marini che salvano animali intrappolati nelle reti o con le zampe o le ali legate da fili di plastica che galleggiano in mare. Si chiama Jenny, ed è alla sua seconda implementazione, il sistema di raccolta rifiuti che Ocean Cleanup sta utilizzando per ridurre l’estensione del Great Pacific Garbage Patch. Nell’Oceano Pacifico esiste una zona chiamata Great Pacific Garbage Patch, si tratta di un’area che si stima tra i 700.000 e i 10 milioni di km quadrati tutta interamente di plastiche galleggianti. È impressionante e, per la sua grandezza, è anche semplicemente chiamata isola di plastica. Per capire quanto sia smisurata, pensiamo a un accumulo di rifiuti plastici esteso quanto la penisola iberica ma probabilmente quanto tutta la superficie degli Stati Uniti. Di dimensioni decisamente più ridotte di Jenny è, invece, Seabin dei due australiani Pete Ceglinski e Andrew Turton, ma dalle inaspettate capacità. Come dice il nome stesso, si tratta di un cestino per la raccolta dei rifiuti in mare. Un solo seabin può raccogliere in un anno 90.000 buste di plastica, 35.700 tazze per caffè da asporto, 16.500 buste di plastica e 166.500 posate e utensili di plastica. Non male.

Ci sono anche il drone acquatico WasteShark che mangia i rifiuti sul pelo dell’acqua, i battelli ecologiciPelikane per il nostro Mare Mediterraneo è già in atto il progetto Insieme per il Mediterraneo con l’obiettivo di recuperare 10.000 kg di rifiuti da riconvertire in energia elettrica e calore grazie al dispositivo Green Plasma sviluppato da IRIS.

Ma non sarebbe più facile semplicemente smettere di usare il mare come cestino dei rifiuti?

Il WWF rende noto un dato davvero allarmante : ogni 60 secondi finiscono nel nostro mare più di 33 mila bottiglie di plastica. Attualmente, i maggiori responsabili dell’inquinamento in mare sono 5 nazioni dell’est asiatico: Cina, Filippine, Thailandia, Vietnam e Indonesia, ma sono anche quelle nazioni in cui è stata dirottata la produzione di beni che, prima del concetto mal declinato di globalizzazione, venivano prodotti in Europa. Il fenomeno dell’inquinamento è davvero complesso e le sue cause sono da ricercare anche in scelte economiche che non solo non stanno rendendo più ricco il pianeta, ma lo stanno perfino facendo ammalare. Oltre a questo, le politiche ecologiche dei suddetti paesi lasciano a desiderare, praticamente non esiste un sistema di riciclo e sono incredibili le carenze nella gestione dei rifiuti.   Altri 5 stati completano la classifica dei grandi inquinatori e sono: Malesia, Nigeria, Egitto, Sri Lanka e Bangladesh.

I dati del WEF

Il World Economic Forum, che si è tenuto a maggio di quest’anno a Davos in Svizzera, ha diramato un importante dossier, il nel quale appare chiaramente la previsione che entro il 2050, se si continua a produrre come oggi e a non attivare il riciclo, il peso delle plastiche in mare avrà superato quello della fauna marina. L’usa e getta non solo non rende un servizio realmente vantaggioso ai consumatori, ma si configura come un perdita stimata in tra gli 80 e i 120 miliardi di dollari ogni anno, cifra pari agli imballaggi usati una sola volta e poi gettati via. L’applicazione di un sistema circolare di uso e riuso delle plastiche non solo aiuterebbe gli oceani e i mari ma darebbe vita un una importante filiera produttiva.

Mediterraneo culla di cultura ma anche cimitero di migranti

L’amore per il creato include attenzione e presenza per ogni forma di vita: minerale, vegetale, animale e umana. Il Mar Mediterraneo è diventato anche un luogo di tragedia e sono migliaia le persone che hanno finora perso la vita al largo delle nostre coste, mentre aspettavano un soccorso nella loro fuga da territori devastati dalla guerra o da regimi totalitari. Anche i fattori geopolitici interessano la salute del mare che si intreccia con responsabilità che le nazioni europee continuano a rimpallarsi le une con le altre.

Il mare è vita e dovremmo pensare a celebrarlo come luogo di rigenerazione, rinascita e libertà.

CondividiTweetInviaCondividiCondividi

Post correlati

Arrivederci Nemesis Magazine, una palestra di sogni, parole e responsabilità
Cultura

Arrivederci Nemesis Magazine, una palestra di sogni, parole e responsabilità

18/10/2025
Quei posti, dove abbandonarsi ancora ai sogni di sempre
Comunicazione e società

Quei posti, dove abbandonarsi ancora ai sogni di sempre

18/10/2025
Post successivo
Luca “El Pelado” Prodan. Il punk italiano che rivoluzionò la musica argentina e quel santone sardo incontrato nel suo cammino

Luca "El Pelado" Prodan. Il punk italiano che rivoluzionò la musica argentina e quel santone sardo incontrato nel suo cammino

Last Night In The Bittersweet – Finalmente, Di Nuovo Paolo Nutini

Last Night In The Bittersweet - Finalmente, Di Nuovo Paolo Nutini

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sono d'accordo con la Privacy Policy.




Enter Captcha Here :

Sostieni Nemesis Magazine

I contenuti di Nemesis Magazine sono gratuiti e accessibili a tutti e tutte. Potete sostenere il nostro lavoro con un una donazione. Grazie!
Fai una donazione

This Station Is Non-Operational
as heard on radio nemesis

This Station Is Non-Operational

Di GianLuca
18/10/2025
0

The Last One

Leggi l'articolo
Perché quando la cultura perde spazi sparisce anche la sua voce

Perché quando la cultura perde spazi sparisce anche la sua voce

18/10/2025
Quei posti, dove abbandonarsi ancora ai sogni di sempre

Quei posti, dove abbandonarsi ancora ai sogni di sempre

18/10/2025
Arrivederci Nemesis Magazine, una palestra di sogni, parole e responsabilità

Arrivederci Nemesis Magazine, una palestra di sogni, parole e responsabilità

18/10/2025
Casa Famiglia Killia, apre a Selargius la struttura per bambini disabili orfani o di famiglie in povertà socio economica

Casa Famiglia Killia, apre a Selargius la struttura per bambini disabili orfani o di famiglie in povertà socio economica

18/10/2025
LA VITA VA COSÌ V. Raffaele, G.I.Loi @Claudio Iannone

“La vita va così”, nel nuovo film di Riccardo Milani la storia del pastore del Sulcis che non volle vendere la sua terra agli speculatori edilizi

18/10/2025

Articoli recenti

  • This Station Is Non-Operational
  • Perché quando la cultura perde spazi sparisce anche la sua voce
  • Quei posti, dove abbandonarsi ancora ai sogni di sempre
  • Arrivederci Nemesis Magazine, una palestra di sogni, parole e responsabilità
  • Casa Famiglia Killia, apre a Selargius la struttura per bambini disabili orfani o di famiglie in povertà socio economica

Commenti recenti

  • Anonimo su Sindaco si muore. Il sangue degli amministratori locali nella Sardegna dell’Ottocento
  • Anna Licia Melis su Cagliari perde uno degli ultimi intellettuali. Si è spento Gianluca Floris
  • Marianna Peddio su Giornata della Memoria. Dalla Barbagia a Mauthausen e Auschwitz, la marcia della morte di Antonio Moi
  • .. su Le luci sul porto (Dietrich Steimetz)
  • Anonimo su Porto Canale in bianco e nero (Dietrich Steinmetz)

Sostieni Nemesis Magazine

I contenuti di Nemesis Magazine sono gratuiti e accessibili a tutti e tutte. Potete sostenere il nostro lavoro con un una donazione. Grazie!
Fai una donazione

Info

Direttrice: Francesca Mulas
Nemesis Magazine è registrato al pubblico registro della stampa con decreto del Tribunale di Cagliari n. 14/2020
Editrice: Associazione culturale Terra Atra
Sede legale: Via del Sestante 5, 09126 Cagliari

Email: info@nemesismagazine.it

Hosting

Hosting: Tophost srl
Piazza della Libertà 10, Roma
P.Iva 08163681003
Rea 1077898
Iscrizione alla camera di Roma del 01/10/2004

La testata usufruisce del contributo della Regione Sardegna, Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport. Legge regionale 13 aprile 2017 n. 5, art. 8 comma 13

Newsletter

    • Arte
    • Cinema
    • Comunicazione e società
    • Cultura
    • Fotografia
    • Interviste
    • Libri
    • Moda
    • Musica e spettacolo
    • Privacy Policy

    Benvenuto!

    Accedi al tuo account!

    Ho dimenticato la password

    Recupera la tua password

    Inserisci il tuo nome utente o la tua email per recuperare la password!

    Accedi
    • Accedi
    Nessun risultato trovato
    Vedi tutti i risultati
    • Home
    • Articoli
    • Rubriche
    • Editoriali
    • Interviste
    • Podcast
      • Creattiva
      • L’isola sconosciuta
      • Vamp
    • Chi siamo
    • Sostienici
    • Newsletter
    • Aiuto


    Direttrice: Francesca Mulas
    Nemesis Magazine è registrato al pubblico registro della stampa con decreto del Tribunale di Cagliari n. 14/2020
    Editrice: Associazione culturale Terra Atra
    Sede legale: Via del Sestante 5, 09126 Cagliari

    Email: info@nemesismagazine.it

    Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, al fine di migliorare i servizi offerti e l'esperienza di navigazione dei lettori. Se prosegui nella navigazione o se chiudi questo banner acconsenti all’uso dei cookie. Privacy e Cookie.