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La conferenza nazionale dell’associazione Italiana di Public History premia Marta Fontana per l’installazione ‘Formiche di mare’

Di Giacomo Pisano
14/06/2025
in Arte
Tempo di lettura: 3 minuti
La conferenza nazionale dell’associazione Italiana di Public History premia Marta Fontana per l’installazione ‘Formiche di mare’

Avevamo parlato qui dell’installazione site specific dall’affascinante titpolo “Formiche di mare”, che Marta Fontana, artista veneta ma ormai residente in Sardegna da lunghisismo tempo, ha realizzato a Carloforte, posizionata sul molo San Carlo.

Avevamo anche sottolineato quanto fosse importante per la memoria collettiva un lavoro così carico di elementi di storia e di costume oltre che, naturalmente, di sensibilità per le forme artistiche e per la bellezza estetica. E non è certo un caso se la conferenza nazionale dell’Associazione Italiana di Public History, che si è svolta a Modena dal 3 giugno ad oggi 6 giugno, ha scelto questo progetto tra i migliori selezionati.

La menzione speciale rende merito a ‘Formiche di mare’, la cui genesi è ispirata ai galanzieri, alla loro fatica di mare e di piombo, al nostro orizzonte. Un progetto di arte pubblica partecipativa che ha coinvolto tutta la comunità territoriale di Carloforte riscoprendo il mestiere antico e poco noto dei galanzieri, i marinai addetti al trasporto di minerali di piombo, riportato alla coscienza comunitaria. Il dialogo con cittadini e maestranze è stato finalizzato a un intervento artistico attorno a cui convogliare attività diverse. L’opera d’arte visiva, un “monumento permanente attraversabile“, è realizzata insieme alla popolazione sin dalla fase progettuale e rimane stabilmente non solo a testimonianza del lavoro svolto ma anche come elemento caratterizzante del paesaggio isolano e dello spazio pubblico.

“Questo riconoscimento mi riempie di gioia e mi incoraggia a proseguire nell’arte pubblica partecipata con più consapevolezza circa le pratiche comunitarie di Public History – ci ha detto entusiasta Marta Fontana – un ambito che si apre ad infinite possibilità di interazione tra discipline nella vita reale. Sono consapevole anche di tutte le complessità affrontate durante il mio lungo progetto che è stato possibile realizzare in tutti i suoi aspetti grazie alla volontà e all’impegno di moltissimi diversi enti e persone del territorio. Sono davvero grata a chi ha navigato con me sino a questo bell’approdo“.

L’arte pubblica partecipata veicola con sè una serie di significati che travalicano l’opera stessa. È infatti un tassello iimportante nella stratificazione identitaria del luogo ed è anche specchio di una comunità che sa leggere il proprio passato in chiave contemporanea creando ponti slanciati verso il futuro. Ritrovarsi e riconoscersi in un opera d’arte che appartiene a tutti sensibilizza e responsabilizza sul valore di città e paesi, sul senso di società civile, sulla necessità di comunicare bellezza e garantire un avvenire consapevole alle generazioni che verranno.

Marta Fonana, con il suo esteso progetto, inaugurato il 30 giugno 2024, proprio in virtù di aver spontaneamente messo in atto pratiche di Public History, era stata coinvolta all’interno della settimana Summer School LUDICA, in programma per quel settembre a Carloforte, organizzata da Giampaolo Salice, professore associato di Storia Moderna del Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali dell’Università di Cagliari, con il supporto del Comune di Carloforte. Da qui la candidatura di ‘Formiche di mare’ in occasione della conferenza nazionale indetta da AIPH (Associazione Italiana di Public History) e il riconoscimento ottenuto a seguito di una valutazione che evidentemente non si è limitata ad apprezzare la pulizia formale dell’opera di Marta Fontana ma a sottolineare il valore più profondo di una ricerca frutto di indagine sul territorio, di interazione e di raccolta di ore e ore di materiale audio visivo con intervieste tenute dalla stessa artista in fase di documentazione.

Marta Fontana ha saputo restituire a Carloforte, con delicata fermezza e solida eleganza, un pezzo di storia identitaria, Il suo slancio d’orgoglio, privo di retorica, getta le basi per una linea della memoria collettiva che genera appartenenza e disegna nuovi orizzonti.

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