L’Italia è il paese che qualcuno ama, altri no, ma in cui tutti e tutte noi non facciamo altro che provare nostalgie varie. Deve essere proprio un marchio di fabbrica o la nostra millenaria storia, ma non penso di fare un torto scrivendo ciò.
Le forme possono essere tante e diverse e sicuramente è nell’arte che abbiamo una delle migliori, e quella cosa fantomatica che in musica è chiamato indie è forse il genere che in questi ultimi anni sta più rappresentando questo sentimento, rischiando però a volte di essere più caricaturale che romantico.
Nel caso de i Golpe, invece, siamo sulla giusta lunghezza d’onda, in cui talento, intelligenza, gusto, sanno fondersi coniugando un progetto che unisce due album “Prima Repubblica” e “Seconda Repubblica” dove lo spirito nostalgico si incarna in una forma alternative pop con sfumature jazz d’autore che non scadono mai nel banale, in cui anche gli “skit” hanno il loro senso di essere, come intermezzi delle loro opere
Ma andiamo nello specifico: Golpe è una band composta da Matteo Bellitto (chitarra, voce), Zevi Bordovach (piano, tastiere, sintetizzatori, flauto traverso), Michele Bussone (batteria, percussioni), Andrea Marazzi (basso), Luca Neri (sassofono tenore, sintetizzatori) e Giulia Pecora (violino, tastiere, voce), con a bordo un notevole set di collaborazioni importanti (Andrea Laszlo De Simone, Bianco, Francesco Bianconi, Pietra Tonale) ed esperienze in tutta Italia, e si sente.
‘Seconda Repubblica’ è quindi il secondo tassello della loro opera dedicata ad un’ Italia che solo anagraficamente non c’è più ma che rimane nelle radici, nelle macerie, sottopelle, anche ora, qui, adesso.
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