Il passato è una lezione preziosa di cui fare tesoro, da custodire e tramandare. Questo perché, osservandolo attentamente, è possibile rendersi conto di quanto ciò che è accaduto in precedenza può rivelarsi significativo anche nel presente. Un concetto, questo, che l’Mc sassarese Fabrizio Verachi in arte Giocca ha ben chiaro e su cui ha incentrato il suo nuovo progetto ‘’Heliocentric Rhymes’’ pubblicato il 19 agosto attualmente solo in copia fisica – in seguito sarà disponibile anche su Youtube e su Spotify – e che va ben oltre l’essere un disco di spessore di uno degli esponenti di maggior prestigio della scena hip hop isolana: è una analisi accurata sulla situazione della Sardegna, sulle sue problematiche e sulle sue speranze racchiuse in 21 tracce – di cui le prime 9 costituiscono il lato A del disco mentre le restanti 12 il lato B – dove il tocco elegante alla produzione di Jump HC, al secolo Giampaolo Pala, e l’abilità nello scratch di Dj Wall rendono ancora più densi di significato i testi dell’artista turritano, 44 anni attivo sin dal 1994. Un artista, da sempre, caratterizzato dal coraggio di prendere posizione in una società dove troppo spesso l’ignavia fa da padrona.
Come mai la scelta di fare uscire il disco, per adesso, solo su supporto fisico?
Perché credo che per gli artisti indipendenti fare una scelta di questo tipo possa in realtà giovare molto più di quanto si possa pensare. Ormai siamo sommersi di musica che esce online settimanalmente, c’è il rischio di perdere la propria arte nel marasma che si è venuto a creare. È una scommessa di cui vado fiero. Questo disco, che uscirà anche in vinile, ha due anime, quella più vintage rappresentata dalla copia fisica e quella più moderna che si condensa nella brevità e nell’intensità dei brani, di circa due minuti, proprio come quelli che si pubblicano al giorno d’oggi. Chiunque vorrà comprare l’album può scrivermi sui miei profili social oppure acquistare la copia fisica alle date che farò d’ora in avanti. Per la pubblicazione online, invece, passeranno un paio di mesi: sicuramente, comunque, entro la fine dell’anno.
Le tracce sono 21, molte di più rispetto alla media generale odierna.
Già, penso che in un momento come questo sia necessario dare vita a un qualcosa di più sostanzioso rispetto a ciò a cui siamo abituati. Ogni traccia è il prosieguo dell’altra, si richiamano a vicenda. Mi sono fatto guidare dall’istinto, dando sfogo alla creatività senza pormi limiti.
Qual è il minimo comune denominatore tra il lato A e il lato B del progetto?
Il fatto di essere l’uno il completamento dell’altro. La prima parte è incentrata sulle difficoltà che il popolo sardo ha vissuto nella sua storia e risaltano maggiormente gli interrogativi sul futuro. Nella seconda parte, emerge un messaggio di speranza e cerco di proporre nuove soluzioni.
Che valore ha per te la cultura sarda?
La cultura sarda ha un valore immenso in quanto ricca di elementi che possono essere di ispirazione in tempi complessi come quelli che viviamo. Per essere davvero compresa dovrebbe essere analizzata sin dai suoi esordi per poterne capire gli sviluppi. Approcciarsi alla cultura sarda può consentire di conoscersi profondamente, riuscendo così ad avere il proprio posto nel mondo.
Come immagini il domani dell’Isola?
Prima di tutto, è fondamentale guardare avanti con determinazione ed essere consci che gli errori compiuti in passato ormai sono stati fatti e rimuginarci, lamentandosi, senza cercare di porre rimedio non è proficuo. Per il futuro, ciò che spero è che si prenda in mano la cultura locale, stringendo una sinergia solida con il mondo della scuola: è importante che la cultura sarda sappia amalgamarsi sempre di più con le culture degli altri paesi.
Nel 2023 l’Hip Hop ha celebrato cinquant’anni di storia: qual è l’insegnamento più prezioso che ti ha trasmesso questa cultura?
Senza dubbio la consapevolezza di poter creare dal nulla qualcosa in grado di rimanere nel tempo, spingendomi a migliorare, senza mai adagiarmi, sia artisticamente che umanamente.










