Gli italiani del primissimo dopoguerra percorrevano la stessa rotta balcanica attraversata dai migranti oggi, una via difficile e pericolosissima tra Italia e Jugoslavia. Cambiano solo i nomi e la direzione, ma 75 anni fa anche il nostro paese stremato da guerra e povertà conobbe la disperazione e il desiderio di un futuro migliore. “Il sogno di una cosa”, romanzo di Pierpaolo Pasolini scritto nel 1950 (e pubblicato 12 anni dopo) racconta proprio questa storia attraverso la vicenda personale di Nini, Milo ed Eligio, friulani in viaggio verso la Jugoslavia: oggi le parole di Pasolini arrivano a teatro con lo spettacolo del musicista di Pordenone Teho Teardo e dell’attore romano Elio Germano che andrà in scena domenica 9 luglio alle 20 al teatro romano di Nora e lunedì 10 luglio alle 21 al nuraghe Palmavera di Alghero.

“Sono molto legato a questo romanzo di Pasolini – ci ha anticipato Mauro ‘Teho’ Teardo, musicista e compositore dal curriculum infinito, in una chiacchierata telefonica poco prima di raggiungere la Sardegna – perché vengo da quelle terre, il Friuli, e i protagonisti del libro sono persone esistite davvero che ho conosciuto indirettamente. Come ho avuto l’idea di portare questa storia a teatro? Non so se le idee nascano dal nulla, forse era qualcosa che avevo dentro da tempo e a un certo punto ho sentito il desiderio di farlo. E sono molto felice di portare in giro lo spettacolo con un attore strepitoso come Elio Germano”.
Lo spettacolo, prodotto da Infinito Teatro – Pierfrancesco Pisano e Argot Produzioni, arriva in Sardegna grazie a CeDAC – Circuito multidisciplinare dello spettacolo dal vivo in Sardegna con il patrocinio e sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Sardegna, dei Comuni di Pula e Alghero e il contributo di Fondazione di Sardegna e Fondazione Alghero.
“Il sogno di una cosa” racconta i desideri di tre giovani friulani, figli di braccianti che, provati dalla vita in campagna ma profondamente idealisti, immaginano un futuro migliore fatto di dignità e giustizia: l’Italia è appena uscita da un periodo storico terribile e una guerra devastante, per un ragazzo di vent’anni è facile immaginare che altrove possa esistere la felicità. Il romanzo di Pasolini è un affresco dell’Italia del secolo scorso, ma anche una storia drammaticamente attuale: “L’essere umano tende a ripetere gli stessi errori di sempre, ecco perché per me non esistono storie vecchie e nuove – prosegue Teardo – oggi ci sono persone che attraversano la rotta dai Balcani verso l’Italia, 75 anni fa quelle stesse strade le percorrevamo noi, disperati e affamati, verso un altro paese: allora i clandestini eravamo noi”. Un tema, quello delle migrazioni, a cui Teardo è sensibile, così come è sensibile ai temi dei diritti civili, della crisi climatica, dell’antifascismo, in una militanza quotidiana che affianca una ricchissima produzione musicale. Lo spettacolo dal romanzo di Pasolini è l’ultimo capitolo di un’attività estremamente versatile, che va dalle colonne sonore per cinema e teatro (ha lavorato con Gabriele Salvatore, Paolo Sorrentino, Guido Chiesa e Daniele Vicari per il quale ha firmato le musiche del documentario sulla Carrà “Raffa”, in uscita proprio in questi giorni, e con le compagnie Motus e Socìetas Raffaello Sanzio, tra i tanti nomi), al lavoro con musicisti di tutto il mondo tra cui Placebo, Rothko, Pigface, C.S.I., Marlene Kuntz, Departure Lounge, Front 242, Sheep On Drugs, Blixa Bargeld, Lydia Lunch, e firmato una ricchissima discografia come solista e in collaborazione con progetti diversi.
Ad accompagnare le parole di Pasolini affidate alla voce di Elio Germano un suggestivo allestimento sonoro: “Sarà un’esperienza forte che toccherà i sensi anche dal punto di vista del suono – anticipa il musicista – con le casse attorno al pubblico. Abbiamo ricreato un ambiente sonoro di grande impatto per questo spettacolo che non vediamo l’ora di proporre al pubblico sardo”










