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Il Parco del Limbara come un museo a cielo aperto: al via il progetto Organica

Di Valentina Lixi
25/06/2021
in Ambiente, Arte
Tempo di lettura: 16 minuti

Bruno Petretto_Pietra Imprigionata_2021_Foto_Antonello Fresu

La cornice naturale del parco regionale che si estende sui monti della provincia di Tempio Pausania si trasforma in museo a cielo aperto con dieci installazioni site-specific: Organica, museo di arte ambientale curato dall’associazione culturale Tramedarte, è stato inaugurato domenica 13 giugno per promuovere e valorizzare il patrimonio naturale, ambientale e paesaggistico del Parco del Limbara.

L’arte contemporanea incontra dunque i boschi galluresi: tra pini e sugheri, e lungo i percorsi che regalano una preziosa biodiversità, macchia mediterranea, lecci e piante rare, sono state installate dieci opere che si pongono in perfetto dialogo con il luogo, offrono un’occasione originale per scoprirne la straordinaria bellezza, e incoraggiano una riflessione sul complesso tema del rapporto tra uomo e ambiente naturale attraverso i linguaggi visivi del nostro tempo.
Gli artisti invitati dalla curatrice Giannella Demuro hanno dedicato un’attenzione particolare alla natura e alle tematiche ambientali utilizzando diversi media e diversi approcci, e rappresentano alcuni degli esiti più interessanti della ricerca visiva contemporanea in Sardegna.
Alla macchia mediterranea si rivolge lo sguardo delle artiste Monica Solinas e Pietruccia Bassu: la prima con ‘Disseminazioni II, Myrtus’ ricrea in grandi forme di metallo i delicati fiori del mirto, un monumento alla fragile bellezza della nostra terra; la seconda con monumentali arbremagique costruiti con corde di juta naturale, colorate con i colori del mirto e del corbezzolo, con i quali diffonde le essenze dei profumi del Mediterraneo.


Le ‘Limbara Observatory Towers’ di Paolo Carta sono torrette di avvistamento minimali nascoste tra gli alberi, per osservare il mondo naturale e, di riflesso, anche se stessi. L’intervento di Paola Dessy, utilizzando levigate inserzioni metalliche, ridona armonia a uno spazio naturale modificato dall’ingerenza umana.
Le sedute nomadi ‘Senza titolo (jeans)’ di Giuseppe Loi sono gusci morbidi e accoglienti che secondo l’artista “Hanno lo scopo di connettere l’individuo con lo spazio circostante attraverso azioni molto semplici quali l’atto del riposarsi e sedersi”.
L’opera ironica di Gianni Nieddu è costituita dai ‘Pinocchio picchio’, otto piccole figure gialle disseminate nel bosco, piantati sul terreno, il naso verso l’alto a esplorare il tronco, forse alla ricerca delle proprie origini. Sabrina Oppo con il suo labirinto personale ordito di fili di metallo, ‘Lasciar Andare’, evoca un legame tra natura, morte e vita, oggetto della sua ricerca artistica.
Alcuni artisti hanno invece interagito con la natura litica del Limbara: ‘La Pietra imprigionata’ di Bruno Petretto rivolta a un’umanità troppo spesso incurante della natura che la ospita; Josephine Sassu con ‘Non ho Tempo’ libera dai massi di granito gli animali fantastici che popolano il suo mondo immaginario, mentre Daniela Frongia con ‘Innesti’ ha creato una struttura architettonica modulare dal movimento fluido sospesa nel vuoto tra graniti e pini svettanti .
Proprio Daniela Frongia racconta: “L’installazione vuole esprimere l’armonia che si incontra tra la pesantezza e durezza del granito e la leggerezza e mobilità delle chiome degli alberi. Tra questi elementi intercorre il vuoto, inteso come entità priva di forma, ed è proprio qui che l’innesto prende vita; una forma caotica e fluttuante in comunicazione con l’intorno. Al contempo accentua la simbiosi natura-uomo sottolineando come l’atto umano modifichi continuamente il paesaggio, creando molteplici punti di vista di un unico spazio vitale e mai stabile”
Le sale del CEDAP, Centro per la Documentazione sull’Ambiente e sul Paesaggio, piccolo gioiello di architettura contemporanea in granito dell’architetto Antonello Menicucci, accolgono due mostre temporanee visitabili fino al 2 luglio: ‘Prima dell’opera_progetti per un bosco’, schizzi, disegni, appunti, fotografie e bozzetti delle opere allestite nel bosco; ‘Non solo granito’, mostra collettiva di fotografia naturalistica sul Limbara in collaborazione con l’associazione La Sardegna vista da vicino.

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