Una passeggiata al mare, il compleanno di una cugina, quella memorabile partita di calcio improvvisata in spiaggia. Sono tante le immagini, le storie impresse nei filmati di famiglia, un cinema privato che, a distanza di decenni, acquista il valore di documento: una testimonianza del “sapore” di un tempo, di luoghi coinvolti nella trasformazione urbana, ma anche di storie private che hanno avuto un seguito, di persone che ritornano, anno dopo anno, in quei posti, perché è così: è necessario.
In questo solco di riflessione si pone ‘Tuffi – Piccoli racconti cinematografici sul mare‘, un progetto originale prodotto dalla Società Umanitaria di Alghero e realizzato dal regista Marco Antonio Pani, presentato nella cittadina Catalana al festival Cinema delle terre del mare, che ha preso il via giovedì scorso.
‘Tuffi’ è un’iniziativa ideata da Alessandra Sento, direttrice dell’Umanitaria di Alghero, che organizza il festival. Il progetto raccoglie il cinema privato e di famiglia girato in Sardegna tra gli anni ’40 e ’80, con l’obiettivo di valorizzare la memoria cinematografica audiovisiva.
Le immagini, messe a disposizione dall’archivio della Cineteca Sarda, sono state montate da Pani per dar vita a nuove storie, a un racconto corale che indaga confessioni e confidenze di quanti ad Alghero sono nati, hanno vissuto, hanno scelto di abitare.
Si tratta di venti piccole storie in cui le immagini di ieri si mescolano alle emozioni di oggi, ovvero una serie di testimonianze raccolte in forma di messaggi vocali, registrati in solitudine e con assoluta libertà in cui si mischiano ricordi d’infanzia, giochi in acqua e amori estivi travolgenti; il sapore del sale che fatica a lasciare la pelle, la malinconia della lontananza, la necessità del ritorno.
Un progetto che sarà il filo rosso di tutto il festival, con la proiezione di tre “Tuffi” prima di ogni film in cartellone (QUI IL PROGRAMMA).
Il festival Cinema delle terre del mare andrà avanti sino a sabato 31 luglio – a Lo Quarter, nel cuore della città catalana, nel suggestivo Mirador Giuni Russo che domina l’intero golfo, e nell’incantevole spiaggia di Maria Pia – per dieci giorni di cinema vista mare, di incontri con autori, registi, produttori. Ma anche di commistione tra le arti con il teatro danza, i libri, la musica.
Cinema delle terre del mare è un progetto fortemente ancorato nel presente con solide radici in un passato glorioso che riporta agli anni ’60 e ’70, al periodo del Meeting che fece di Alghero una delle capitali europee del cinema internazionale. Un festival, però, che non dimentica di guardare al futuro con l’obiettivo di rilanciare la candidatura di Alghero a città del cinema in Sardegna.
“La memoria è qualcosa da maneggiare con cura, – spiega la direttrice della Società Umanitaria di Alghero Alessandra Sento – e per questo va conservata e custodita. Ma deve essere anche ispirazione e modello per nuovi orizzonti. Le idee crescono, trasmutano. E quando succede, bisogna lasciare che accada. Gli esiti sono spesso sorprendenti, inaspettati, ma chi ama il cinema conosce bene il piacere dello stupore”.
Nel rispetto delle normative anti Covid è caldamente consigliato prenotare. Gli eventi sono come sempre gratuiti, ma è obbligatorio il biglietto con il posto assegnato. La biglietteria sarà attiva presso la libreria Cyrano a partire dal 12 luglio, dalle 18 alle 20. Info line: 3311594294.
Tuffi – Piccoli racconti cinematografici sul mare






















