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Il festival Al Ard dedicato a Palestina e Mondo Arabo compie vent’anni, da martedì a Cagliari incontri e proiezioni

Di Redazione
16/02/2024
in Cinema
Tempo di lettura: 4 minuti
Il festival Al Ard dedicato a Palestina e Mondo Arabo compie vent’anni, da martedì a Cagliari incontri e proiezioni

Prende il via il 20 febbraio, al Teatro Massimo di Cagliari, la ventesima edizione di Al Ard Film Festival. Organizzato dall’associazione Amicizia Sardegna Palestina con il contributo finanziario della Regione Autonoma della Sardegna, e la collaborazione dell’Università degli Studi di Cagliari e della Società Umanitaria – Cineteca Sarda, patrocinato dal Comune di Cagliari, Al Ard Film Festival è ormai un consolidato appuntamento cinematografico che da vent’anni apre al pubblico locale e internazionale gli orizzonti della Palestina e del Mondo Arabo, presentando ogni anno decine di film di autori palestinesi, arabi, italiani e internazionali.

“Questa edizione accade in un momento molto drammatico, ma è un traguardo raggiungere i 20 anni di Festival – afferma Fawzi Ismail, presidente di Amicizia Sardegna Palestina – . Al Ard si è ritagliato uno spazio importante nel panorama cinematografico isolano, ma anche nazionale e internazionale. Saranno cinque serate, dal 20 al 24 febbraio, con proiezioni, incontri con registi sardi e internazionali, dibattiti, eventi nelle scuole e tanto altro – ha spiegato Fawzi Ismail -. Le proiezioni dei film si susseguiranno tutti i giorni dalle ore 15 alle ore 22, intervallate dagli incontri con i tanti ospiti che quest’anno saranno presenti alla manifestazione. Abbiamo ricevuto oltre cento pellicole da 30 Paesi tra cui Italia, Libano, Giordania, Francia, Spagna, Paesi Bassi, Iraq, Germania, Regno Unito. Di queste, la Commissione esaminatrice ne ha selezionato trentuno, di cui sette saranno premiate nella serata finale. Quest’anno faremo anche un omaggio ai giornalisti caduti nell’attacco nella Striscia di Gaza, che sono ad oggi 130″.

La giuria del Festival

La Giuria del Festival è totalmente inedita quest’anno ed è composta da esperti di cinema e registi internazionali: Hanaa Mahameed (giornalista), Mohamed Al-Atar (regista), Massimiliano Mazzotta (regista e direttore artistico del Festival Life After Oil), Marco Pasquini (regista), Anna Maria Brancato (co-direttrice artistica di Al Ard Film Festival).

Il programma

Si inizia martedì 20 febbraio alle ore 17 con le prime tre proiezioni: “Lyd”, di Rami Younis, Sarah Ema Friedland e “Bread and Butter” di Marwa Marwah Jbara Tibi, sono i primi due documentari lunghi in concorso in questa edizione; seguiti dalla prima fiction “The Key”, un thriller politico e psicologico, del noto regista palestinese Rakan Mayasi già autore del film “Bonboné”. La prima serata si conclude con la rappresentazione teatrale “Nakba. I nostri occhi sono i nostri nomi”, di Enrico Frattaroli, con Franco Mazzi.

Oltre alla questione palestinese, la Giuria sarà chiamata a esprimersi su film che trattano temi ancora caldi come la questione del popolo Saharawi, con il corto “Little Sahara”, dello spagnolo Emilio Martì Lopez previsto per mercoledì 21 o che riportano alla drammatica situazione dei rifugiati in Libano, come l’imponente “In the Shadow of Beirut”, dei due artisti irlandesi Stephen Gerard Kelly, Garry Keane, quest’ultimo, già regista del candidato all’Oscar “Gaza”, in cartellone venerdì 23 febbraio.

Il Libano e la sua storia sono protagonisti anche del documentario “The Soil and the Sea”, dell’italiano Daniele Rugo, un’immersione sulle conseguenze della Guerra Civile libanese, attraverso le testimonianze di sopravvissuti, parenti delle vittime, o persone coinvolte. Non manca quest’anno l’attenzione verso il tema dei migranti, con il documentario lungo Notes on Displacemente, del regista palestinese Khaled Jarrar, che coraggiosamente ha seguito una famiglia palestinese in fuga dalla Siria, verso la Germania, passando per Lesbo, venerdì 23 febbraio.

Le sezioni Sa terra e Palestina in cattedra

La rubrica “Sa Terra” anche quest’anno ospita due autori sardi: mercoledì 21 alle 20.30 il regista Marco Antonio Pani presenta il suo lavoro “Padenti/Foresta”, documentario autoprodotto concepito come un triplo ritratto e ambientato nella Sardegna sud orientale. Giovedì, sempre alle 20.30 sarà la volta di Agostino Marco D’Antonio con cui si parlerà di repressione e della vicenda giudiziaria che ha colpito il rapper nuorese Bachis Becks.

Venerdì la mattina è dedicata agli studenti delle scuole medie superiori dell’hinterland cagliaritano. Torna anche quest’anno “Palestina in cattedra”, durante il quale sarà presentata agli studenti una panoramica storico-geografica della situazione politica palestinese-israeliana, seguita dalla proiezione di alcuni dei film in concorso. Saranno anche presentati e proiettati i corti vincitori della seconda edizione del concorso “AL ARD Scuola”, realizzati dai ragazzi e dalle ragazze delle scuole superiori che hanno aderito al progetto (IsISS Einaudi – Bruno di Muravera, Liceo artistico Foiso Fois di Cagliari, IIS Zappa Pitagora di Isili).

LEGGI IL PROGRAMMA COMPLETO

La serata finale

Sabato 24 febbraio si apre con due importanti eventi collaterali. Di mattina, il workshop Gaza on Film: A Retrospective, condotto da Abi Weaver; una retrospettiva cinematografica che presenta tre film del XX secolo, girati a Gaza si propone di riflettere sulla ricca storia nella Striscia di Gaza: dalla resistenza agli occupanti coloniali. A seguire, la presentazione del libro Università e Militarizzazione Il duplice uso della libertà di ricerca di Michele Lancione. La serata finale, sempre sabato 24, prevede la proiezione di un film fuori concorso, della regista, nonché giurata Hanaa Mahameed, che illustra la situazione delle popolazioni sul Golan occupato. A seguire, le premiazioni dei film in concorso.

I premi

Quest’anno quattro sono i premi che verranno assegnati dalla giuria: il premio al miglior documentario lungo; quello al miglior documentario corto e il premio per la miglior fiction. Come ogni anno, i presenti avranno la possibilità di scegliere il film che si aggiudicherà il premio del pubblico, tramite votazione in sala.

Il festival si conclude con il concerto del duo Gazelleband, formato da Reem Anbar, una suonatrice di oud palestinese che vive in Inghilterra dopo essere emigrata da Gaza, e Louis Brehony, che si dedica allo studio della musica palestinese della diaspora da circa dieci anni.

L’ingresso è libero e gratuito e non è necessario prenotare.

(in foto, la presentazione del festival alla stampa)

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