In viale Cimitero, a Cagliari, dove una volta c’era un campo in terra battuta che ha visto le gesta calcistiche di numerose generazioni di cagliaritani e non solo, oggi c’è un centro sportivo con campi da calcio a 5 e a 7, da padel, un campo da tennis e un campo polivalente per pallacanestro e pallavolo. La struttura è intitolata a Giuseppe Belly ma per molti, soprattutto per i meno giovani, continua ad essere indicata come l’Ossigeno, nome che deriva dal fatto che per molti anni in quegli spazi ha lavorato una società che produceva e commercializzava ossigeno e altri gas compressi.

Ma chi era Giuseppe Belly, il cui nome probabilmente non dice nulla alla maggior parte dei cittadini? Secondo il Canonico Giovanni Spano, che conobbe il cavalier Belly quando arrivò a Cagliari nel 1834 per svolgere la sua attività di docente nell’Università cittadina, il “… giudice della Reale Audienza in riposo” era “uomo dotto, filologo eccellente… cultore di amene letture e di poesia…”. Il Canonico strinse amicizia con il Belly, che era stato un magistrato e che, ricco oltre che colto, lo nominò suo esecutore testamentario, destinando quasi tutte le sue sostanze alla Congregazione del Santissimo Sacramento nella Marina (o di Sant’Eulalia) “…affinché si distribuisse il frutto ai poveri operaj della Marina che per qualche disgrazia diventerebbero impotenti e storpj”.

Alla morte del Belly, avvenuta il 2 settembre 1839, alla Congregazione andò gran pare dei suoi beni (una cospicua somma di denaro, oltre ai beni mobili contenuti nella sua abitazione), come riportato dal Canonico Spano. Ma nonostante questo generoso lascito, la Congregazione non si volle occupare della sepoltura del suo benefattore. Fu quindi lo stesso Spano, che della cosa si lamentò più volte nelle sue opere e che rinunciò anche al suo onorario come esecutore testamentario, a predisporre il monumento funebre del “dotto cavaliere che” lo “onorò della sua amicizia”. Acquistò a tale scopo “un’ara profana trovata in Palabanda” e predispose l’iscrizione che ancora si può leggere nel cippo che si trova nel Cimitero Monumentale di Bonaria, al limite tra la prima terrazza ed il cimitero degli acattolici.

Questo il testo dell’epitaffio, distribuito su tre lati del monumento.
Lato frontale:
EQ(UITI) IOSEPHO P. F. BELLY I(URIS) P(ERITO) CLARISSIMO CAN(ONICUS) IOH(ANNES)SPANUS AMICO OPTIMO P(OSUIT)
(Al Cavalier Giuseppe Belly, chiarissimo giurisperito, ottimo amico, pose il Canonico Giovanni Spano)
Lato destro:
OBIIT IN PACE IV NON(IS) SEPT(EMBRIS) AN(NO) MDCCCXXXIX AET(ATIS) SUAE LXXX
(Morì in pace il 2 Settembre 1839 all’età di ottanta anni)
Lato sinistro:
SUA OMNIA LAESIS ET EGENIS LEAPOLEOS OPIFICIBUS TESTAMENTO LEGAVIT
(Per testamento lasciò tutti i suoi beni agli operai del quartiere di Marina inabili al lavoro per infortunio o malattia).
Ma qual è il legame tra Giuseppe Belly e il campo dell’Ossigeno e perché il centro sportivo è a lui intitolato? L’area adiacente al Cimitero di Bonaria fa parte delle proprietà immobiliari della Congregazione, però il donatore non fu il Giudice Belly ma un “mastro conciatore”, Pasquale Boy, morto nel 1816, socio della Congregazione alla quale lasciò in eredità, oltre ad alcune abitazioni, un “predio” in zona “S’Arriolu”, contigua al camposanto. Molti anni dopo, nel 1955, quel terreno fu dato in affitto e successivamente, nel 1985, parte di esso fu venduta e con il ricavato fu realizzato il moderno centro sportivo che i dirigenti della Congregazione intitolarono a Giuseppe Belly, ritenendo erroneamente che questi fosse il donatore di quei terreni.
Il Cavaliere fu certo un benefattore della Congregazione, cui come già detto lasciò gran parte delle sue sostanze, però nel suo testamento non c’è alcun riferimento a terreni ma solo a denaro e ai beni mobili contenuti nella sua abitazione di via Barcellona. Probabilmente, al momento della intitolazione del complesso sportivo non fu eseguita una verifica attenta negli archivi o, forse, la Congregazione fu tratta in errore circa l’entità del lascito del Belly da quanto scritto in merito dal Canonico Spano, probabilmente influenzato dalla stima e dall’amicizia che a lui lo legavano. Quindi, se fosse stata considerata la proprietà del terreno donato alla Congregazione e su cui sorge il centro sportivo, questo avrebbe dovuto essere intitolato a Pasquale Boy e non a Giuseppe Belly.
E in ogni caso per i cagliaritani, giovani e meno giovani, rimane il campo dell’Ossigeno.
Fonti consultate: Canonico Giovanni Spano. “Guida della città e dintorni di Cagliari” (Timon, 1861), edizione anastatica, GIA Editrice, 1991; Mario Cugusi, “Congregazione del Santissimo Sacramento nella Marina”, Grafiche Ghiani, 2009; Serafino Agus. “Della Congregazione del SS. Sacramento di Sant’Eulalia a Cagliari”, Publigrafic, 2013; Giovanni Spano, “Storia e necrologio del Campo santo di Cagliari” (Tipografia Alagna 1869), ristampa anastatica commentata e illustrata, a cura di Mauro Dadea, fotografie di Nicola Castagna, PTM Editrice, 2020.
(Le foto a corredo del testo sono di Lorenzo Spanedda; la foto in evidenza è di Francesca Mulas)










