Non c’è bisogno di iper eccitazioni di massa quando si parla artisti professionali come Brett Anderson e soci. Non servono reunion grossolane o annunci pacchiani, è sufficiente seguire il processo, unire istinto e rigore, disciplina e creatività, e, soprattutto, onestà intellettuale.
Solo così si continua a creare pop di classe come in ‘Autofiction’ – qua su Nemesis Magazine – e continuare imperterriti con ‘Antidepressants’, uscito pochi giorni fa su BMG e prodotto da Ed Buller, che aveva già lavorato, seppur in diversi ruoli sempre con i Suede, i White Lies, Slowdive, e non solo.
Come per il lavoro precedente ‘Antidepressants’ parte subito con un tiro notevole e trascinante e che riesce a mischiare l’urgenza di un post punk maturo, la classe e la gentilezza del pop da sempre loro marchio di fabbrica, la capacità di attrazione dei loro ritornelli soprattutto data dal megnetismo infinito della voce e – quando sarà – della totale presenza live di Anderson. Un lavoro molto compatto che scorre con una grande fluidità ma che anche molto eterogeneo e che riesce a condensare diverse anime non in contrasto tra di loro ma corali, un vero vortice UK che riesce a farci rimembrare nelle sue diverse declinazioni, a piccoli tratti, nomi come Sad Lovers and Giants, Gang of Four, giusto per citare la parte meno mainstream ma in realtà il significato di queste parole intendono la capacità della band inglese di riuscire a creare un clima di onde sentimentali in grado di interpretare le diverse emozioni di uno stato psicologico maturo, che ha attraversato diversi lidi e che si ritrova risolto rimanendo sempre se stesso, nonostante tutto, ma che continua a cercare.
E, come Anderson afferma:
“Mi piace credere che il nostro lavoro più coraggioso debba ancora arrivare”, e, “Non vogliamo accontentarci”.
Dopo il comeback del 2013, la capacità e la costanza di una band immensa ma mai sopra le righe e, soprattutto, di classe.
Cosa ascoltare: ‘Antidepressants’ non è un album da singolo acchiappatutto, può essere ascoltato internamente senza cali di attenzione, una nota particolare però per la chiusura con ‘Life Is Endless, Life Is A Moment’
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