Gli inarrestabili Laibach, dopo il tour che ha fatto capolino anche per l’Italia, a Bologna, decidono di tornare, invitati da quel genio di Goran Bregović, con un mash up in cui onorano la band bosniaca Bijelo Dugme (di cui Bregović fu fondatore, ricordiamolo), già ai cinquanta anni di carriera, e la loro canzone ‘Top’ – che diventa ‘Die Kanone’ –
La canzone originale è un vero manifesto rock della ex Yugoslavia – figlio degli anni 70 – e che i Laibach, ormai i veri maestri delle cover, reinterpretano a loro modo fondendo il nativo folk e le loro influenze industrial, mischiando New Beetle (simbolo di produzione locale), cannoni, transizione da economia di guerra a economia civile ovvero l’automotive, da musica rock folk a industriale, e anche passaggio quasi generazionale delle dimostrazioni “alfa” di virilità verso il mondo circostante – il cannone –
Al solito la band di Milan Fars applica immagini sempre in contrasto tra loro, già a partire dalla cover, quasi da cartone animato che contrastano con il video in cui si fondono immagini del passato, delle due band, della società che cambia ma non sempre evolve.
I Laibach si confermano una delle realtà più particolari del panorama musicale europeo se non mondiale, con anche loro decenni di carriera e di contraddizioni solo apparenti ma in realtà solo effimere oscillazioni di una coerenza mai scalfita dal passare degli anni.
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