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Giornate FAI di Primavera, i siti archeologici, le aree naturali, i monumenti e i musei aperti nell’isola il 23 e 24 marzo

Di Maria Carrozza
23/03/2024
in Ambiente, Cultura
Tempo di lettura: 3 minuti
Giornate FAI di Primavera, i siti archeologici, le aree naturali, i monumenti e i musei aperti nell’isola il 23 e 24 marzo

Appuntamento anche in Sardegna per il più importante evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese. Sabato 23 e domenica 24 marzo tornano nell’isola le Giornate FAI di Primavera, alla loro trentaduesima edizione.

Nella foto la presidente del FAI Sardegna Monica Angela Grazia Scanu

Sono nove i luoghi in tutta la Regione aperti in via eccezionale nel fine settimana dai volontari del Fondo Ambiente Italiano della Sardegna: a Villaurbana, in Provincia di Oristano, il Nuraghe Bau Mendula; a Sassari il Museo diocesano di arte sacra; ad Alghero le Tenute Sella&Mosca e il parco botanico; a pochi chilometri da Olbia l’area archeologica e il Castello di Perdas; a Tortolì, in Ogliastra, il Faro di Capo Bellavista e la Stazione Meteorologica di Arbatax; a Nuoro il Museo del Costume; i Beni FAI Batteria Militare Talmone a Palau e le Saline Conti Vecchi ad Assemini; infine, a Cagliari l’area archeologica di Vico III Lanusei.

“La missione delle Giornate FAI è tutelare beni speciali, raccontare le storie che testimoniano e raccogliere fondi – ci spiega la presidente del FAI Sardegna Monica Angela Grazia Scanu – Con questi eventi invitiamo i cittadini ad iscriversi al FAI, per la partecipazione attiva, ma anche per accedere a sconti e altre facilitazioni nelle visite ai luoghi della cultura”.

Chi parteciperà alle Giornate FAI di Primavera potrà dare un contributo libero a partire da 3 euro utile a sostenere la missione di cura e tutela del patrimonio culturale italiano della Fondazione. Fino al 31 marzo si potrà sostenere la missione del FAI donando con un SMS o una chiamata da rete fissa al numero 45584.

Area archeologica vico III Lanusei, Cagliari (foto FAI)

La due giorni è organizzata con la partecipazione di centinaia di istituzioni, associazioni, enti pubblici e privati: “Abbiamo avuto la collaborazione di molti soggetti, come, tra gli altri, il Demanio, la Marina Militare e l’Aeronautica – sottolinea l’architetta che rappresenta la delegazione regionale del Fondo Ambiente Italiano – Le soprintendenze hanno dato un apporto prezioso, come, ad esempio, nel caso dell’apertura di vico III Lanusei a Cagliari, un’area archeologica che racconta qualche millennio dei storia della città e che sarà interessata da nuovi scavi. E ancora, apriremo il Nuraghe Bau Mendula: inserito tra i 21 siti italiani nel PNRR, sarà anch’esso oggetto di nuovi scavi grazie allo strumento dell’Unione Europea. Un viaggio all’indietro dai Nuraghi al Medioevo è la visita all’area archeologica e al Castello di Pedras. Il Comando della Maria Militare ci ha permesso di aprire al pubblico il faro di Arbatax, un luogo da sogno abitato fino a poco tempo fa”.

Del Museo del Costume, aperto con la collaborazione del FAI Nuoro – tutte le delegazioni territoriali partecipano all’organizzazione dell’iniziativa – è proposta una chiave di lettura in base alla sua architettura progettata da Antonio Simon Mossa: un “villaggio isola”, dove è riprodotta la struttura di un tipico paese sardo. A Sassari visite guidate a due sezioni speciali del Museo Diocesano, generalmente chiuso e visitabile solo su richiesta.

“Tra i nove siti al centro della manifestazione anche due beni FAI: le Saline Conti Vecchi e a Palau la Batteria Militare Talmone – continua Scanu – In Sardegna siamo molto fortunati perché abbiamo due dei 72 beni affidati al FAI attraverso lasciti o concessioni. Non tutte le Regioni italiane vantano la presenza di siti tutelati dal Fondo Ambiente Italiano”.

Il FAI Sardegna conta (al 2022) 2300 iscritti che, insieme agli studenti delle scuole italiane nel ruolo di Apprendisti Ciceroni e alle professionalità delle istituzioni coinvolte, sono il motore della manifestazione. Al FAI si lavora tutto l’anno: “È un impegno che si affianca alle iniziative nei territori delle delegazioni provinciali e dei gruppi”, conclude la presidente del FAI Sardegna.

Nell’immagine di copertina il Faro di Capo Bellavista (foto FAI)

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