Come può Alice essere nonna, madre e anche se stessa? Il tempo non sembra esistere se non per inseguirsi in una spirale senza uscita, tra eventi che affondano nel passato e proiettano ombre su un futuro incerto.
Nel nuovo noir di Emanuele Cioglia “Farfalle”, edito da Condaghes, ancora una volta il commissario Libero Solinas è alle prese con un’indagine spiazzante e apparentemente senza senso. Perché una studentessa attenta alla vita dei professori durante la sua sessione di laurea? Perché in una Cagliari piena di sole si rivela un buio denso in grado di confondere la mente? Sono tanti gli interrogativi che guidano Solinas fino all’Ospedale Civile, nei suoi sotterranei dismessi, dove un esperimento di mezzo secolo prima ha lasciato in bella vista i suoi fallimenti. Qui Elisa Mahler e suo figlio Joseph hanno sfidato la creazione: è la ricerca della razza perfetta, dell’eugenetica tanto agognata dai nazisti che rivela tentativi di clonazione con largo anticipo rispetto alle attuali possibilità della scienza moderna.
Tra una birra ghiacciata consumata ai tavolini di un bar nel caldo del mattino e l’ambiguo incontro con Alice, Libero Solinas dovrà sciogliere un enigma che risale ai bombardamenti del 1943, quando la luminosa Cagliari divenne nera per la fuliggine. Tra vecchie e nuove morti la casa delle farfalle è la meta a cui bisogna giungere per tentare di capire, ma le piste rivelano più di un vicolo cieco sullo sfondo di un sentimento amoroso che travalica il tempo e con esso combatte aspirando all’eterno. La città è come un personaggio del libro, con una sua importanza: nei cunicoli, attivi come vene pulsanti, si muovono i personaggi, apparentemente lineari e in realtà dotati di una complessità taciuta ma suggerita. In un’atmosfera di raffinata semplicità gli eventi si manifestano in modo fatale come in una tragedia del teatro classico greco, e cercare il proprio destino diventa una inconsapevole lotta per la sopravvivenza.










