I pregiudizi sul rap hanno stufato, sono sempre stati di una banalità sconcertante, più sono stato in grado di trovare ottimi artisti e/o album (e qua su Nemesis Magazine non sono mai mancate le testimonianze) più sono felice di sconfessare ogni pregiudizio banale su questo genere musicale, genere che in Italia ha trovato terra fertile e soprattutto una vera capacità di attecchire a generare artisti ed una scena seconda solo a quella statunitense.
Ed ecco un altro figliol prodigo della scena degli ultimi venti anni tornare alla ribalta con ‘Gara 7’, ultimo album di sedici (si) brani e cinquantadue minuti, ultimo (quarto) di una serie sempre notevole di lavori mai sopra le righe, mai eccessivamente fortunata, ma sempre figlia della qualità e della intelligenza.
Partito nel 2009 con ‘Sentire non è ascoltare’, dopo anni di gavetta, il rapper della Trinacria si fa subito notare per uno stile personale e ricercato, intimista, profondo e dopo quasi quindici anni rieccolo con il suo ultimo lavoro che conferma le qualità dell’Artista in un album in cui l’argomento principale è quello che potremmo definire il “match della vita”.
Si parte subito in quarta, il flow è forte, diretto, la produzione è asciutta e non contaminata da quelle esagerazioni da festa di paese che troppo spesso prendono strada nelle strumentali che si trovano nel mercato secondario del beat.
Già una hit come ‘Odio/Amo’ dovrebbe essere insegnata a scuola, ma non solo, tutto l’album ha la scorrevolezza di una palla da bowling su di un piano inclinato, meravigliosa da osservare ma pericolosissima quando si è in traiettoria, ‘Gara 7’ sembra essere quasi l’ultimo minuto per l’ultima azione, con la possibilità di un ultimo tiro quando si è in bilico tra la vittoria o la sconfitta, vittoria che non esiste però, forse solo un pareggio.
Johnny M si apre nei nostri confronti con la massima dignità ed intelligenza dell’amico che noi vorremmo essere o avere, rendendo tutto l’album quasi come se fosse una nostra voce interiore, quella che si accende al bancone quando si è da soli, quella che guida la mano quando decidiamo di prenderci un momento solitario di note su cui riflettere.
‘Mare d’ Inverno’ è una gemma stupenda equiparabile ad altre come ‘Freddo’ che costituiscono la parte più lunare dell’album, sapientemente miscelata con le tracce più forti.
‘Gara 7’ è veramente un album da conservare gelosamente a conferma del talento genuino di JM, di sicuro una unicità dell’ottimo panorama italiano.
ASCOLTA ‘GARA 7’ SU SPOTIFY
GUARDA IL VIDEO DI ‘HAKEEM’ SU YOUTUBE









