Ve lo ricordate il girello, quella specie di trabiccolo che serviva a sostenere il bambino in transizione dal gattonare al camminare?
Quella cosa dentro la quale molti di noi sono stati infilati e che, in qualche modo, ci ha accompagnato per un periodo di tempo della nostra primissima infanzia?
Oggi si usa un po’ di meno, è stato sostituito da surrogati variamente creativi e meno dannosi.
Dannosi? Eh sì, perché se da un lato era un coadiutore dell’incedere, dall’altro il girello aveva il grande difetto di falsare l’appoggio del piede sul terreno e costringere l’anca a un movimento innaturale e fondamentalmente sbagliato.
Quindi ti aiutava facendoti sbagliare.
Interessante.
Come è interessante cosa dovesse evitare che ti accadesse. Beh, il girello evitava le cadute, lo sbattere qua e là.
Ma… perché, non possiamo cadere?
Se c’è una cosa che fortifica l’essere umano è proprio cadere e riuscire a rialzarsi. È illusorio pensare che questo possa avvenire lasciandoci indenni. Un graffio, un ginocchio sbucciato, una ferita e un taglio sono inclusi nel pacchetto “imparare a camminare”.
Quello che da sempre cerchiamo di fare è facilitare le nostre difficoltà, persino le primarie, per poi, in un futuro spesso distante, dover apportare delle correzioni.
Quando non si impara a mettere correttamente i piedi per terra, o le nostre anche assumono una posizione innaturale, la correzione che dobbiamo imporci, lo sforzo, il dolore e la disciplina necessaria a me sembrano molto più pesanti di tutte le cadute, i graffi, i lividi e i tagli che mi sarei procurata in assenza di girello.
Questo vale per qualsiasi cosa nella vita. Ogni volta che la nostra strada viene troppo spianata, noi perdiamo l’occasione di sviluppare correttamente alcune nostre abilità, anche quelle psichiche. Nessuna strada piana conduce alle altezze.
Altezze dell’anima e anche quelle dell’autorealizzazione. Ci abituiamo a vivere tutto con ansia perché sebbene agevolati e magari persino ricchi e con grandi disponibilità, se tutto questo ci ha tolto la possibilità di conquistare le nostre mete e ci ha fatto saltare dei passaggi, noi saremo insicuri di fondo, incerti e ansiosi.
La paura, il terrore, il panico, la vergogna non dipendono da quello che hai ma solo da quello che sperimenti dentro di te.
La depressione, la follia, non risparmiano la ricca ereditiera.
E il consumo di psicofarmaci a ogni piè sospinto testimonia quanto sia grande la tendenza ad anestetizzarsi dal proprio dolore cercando di evitare l’attraversamento delle proprie difficoltà.
Come nel caso del girello, i correttivi da apportare saranno tanti e se si continua a richiedere dei sostitutivi alla responsabilità di noi stessi, avremo una vita essenzialmente vuota.
(Foto Jimmy Conover, unsplash.com)









