L’entusiasmo non è mai venuto meno e ha caratterizzato il loro percorso sin dagli esordi, consentendo di non adagiarsi mai e di avere un visione dell’arte di ampio respiro. E se di percorso si parla, quello dei Balentia – uno dei gruppi storici dell’hip hop sardo costituito dai due Mcs Su Maistu e Lepa al secolo rispettivamente Alessio e Andrea Mura – è un qualcosa fatto di sperimentazione, passione, vitalità. Tutti elementi che confluiscono nel loro nuovo progetto ‘’Le giuste parole’’ un ep di quattro tracce, pubblicato il 3 marzo scorso dall’etichetta Sonada Label e prodotto dall’Associazione culturale Roots/Nu*ragika Recordz’’ (ne abbiamo parlato qui), che della raffinatezza del sound e di contenuti frutto di una riflessione profonda fa tratti distintivi. Tratti che, da quasi trent’anni, contraddistinguono una realtà solida come la loro, in costante ricerca di nuove chiavi di lettura della realtà: una realtà scandita da parole dense di significato e ben ponderate che, come ricorda il noto linguista Tullio De Mauro, sono il più prezioso strumento di libertà del quale disporre.
In passato, nei vostri lavori, utilizzavate sia il sardo che l’italiano: come siete arrivati stavolta alla decisione di realizzare un progetto totalmente in italiano?
A noi sono sempre piaciute le sfide e amiamo sperimentare, quindi è venuto tutto in maniera molto naturale. Non abbiamo nessun vincolo né linguistico né musicale e volevamo metterci alla prova. Non si finisce mai di crescere.
Nel pezzo ‘’Un bambino che cammina’’ emerge una riflessione profonda sul cammino di ciascuna persona. Il vostro come è stato?
Coerente: abbiamo sempre incentrato il nostro lavoro sulla ricerca della qualità, senza rendere conto a logiche di mercato fini a se stesse ed effimere. Abbiamo, inoltre, sempre parlato di ciò che vivevamo senza fingerci ciò che non siamo e senza alterare la realtà dei fatti. La genuinità è uno dei nostri marchi di fabbrica.
In ‘’Che ne sai’’ risalta una riflessione intima sul futuro. Il vostro come lo immaginate?
Ci auguriamo sia sempre all’insegna di quel pathos che ci ha spinto sino ad oggi a metterci in gioco e a scrivere canzoni. Per quel che ci riguarda, amiamo molto lavorare finalizzando il tutto in un album: la musica attuale predilige la pubblicazione dei singoli ma noi preferiamo proseguire su questa direzione e focalizzare la nostra attenzione su un progetto completo.
Nella traccia ‘’L’occasione’’ fate riferimento a un treno che sta per passare e alla conseguente attesa: voi cosa aspettate?
Aspettiamo di cogliere le nuove occasioni che si presenteranno, consapevoli che sondare nuovi terreni è fondamentale per maturare sempre di più. Il nostro obiettivo è quello di riuscire a guardare oltre, senza accontentarci mai di ciò che sta in superficie. In futuro, ci piacerebbe realizzare un disco interamente suonato, unendo così il rap ad altre sonorità.
Che ricordo avete del primo disco del 2003 ‘’Nos’e tottu’’?
Molto positivo, sono stati anni di grande fermento. A livello underground c’erano tante realtà che si stavano affermando, la scena era molto viva e partecipe.
In cosa siete cambiati maggiormente in questi 28 anni di carriera?
Abbiamo acquisito maggiore consapevolezza, crescendo si diventa meno irruenti e si riesce a declinare un concetto con più maturità, è inevitabile sia così. Detto ciò, siamo rimasti gli stessi nell’approccio alla musica, sia in studio che sul palco.
State lavorando a un nuovo disco?
Al momento no, abbiamo appena pubblicato un progetto e non abbiamo fretta di tornare in studio. Vogliamo prenderci il nostro tempo e fare qualcosa che ci soddisfi e che ci rispecchi appieno.
Per concludere, torniamo al titolo del vostro Ep: siete sempre riusciti a trovare le giuste parole per esprimervi?
Lasciamo che siano le persone che ci seguono a rispondere. Noi, di sicuro, abbiamo cercato di farlo e di dare il meglio di noi stessi per comunicare le nostre emozioni e per trasmettere un messaggio che fosse completamente nostro.
(la foto è di Matteo Melis)










