Cosa succede quando tre anime libere si incontrano e uniscono la loro arte? La risposta la conoscono, e bene, gli spettatori che dal 9 ottobre stanno assistendo a ‘Amistade Fratto X‘, lo spettacolo teatrale realizzato da Antonio Rezza e Flavia Mastrella con la partecipazione straordinaria (e involontaria) di Fabrizio De Andrè, andato in scena per la prima volta a Cagliari, al Teatro Massimo. Lo spettacolo è approdato anche a Nuoro e sarà stasera a Paulilatino, alle 18.30 al Teatro Grazia Deledda, e giovedì e venerdì al Teatro del Carmine di Tempio.
La genesi
Sì, partecipazione straordinaria di Fabrizio De André, perché l’ispiratrice di questa opera è stata Dori Ghezzi, che dopo aver visto l’abilità della collaudata coppia di artisti, a Milano, ha voluto mettere loro a disposizione una serie cospicua di registrazioni audio e video dell’indimenticabile Faber. Materiale privato, non musicale, con cui i due artisti hanno contaminato il loro fortunato ‘Fratto X’ per farne un’opera nuova, originale.
Lo spettacolo
Quando per la prima volta è comparsa la voce di De Andrè, non ascoltata dalle casse di un impianto domestico, o nelle cuffie, ma da un palco, la dimensione più alta di un cantautore, il pubblico è stato permeato da una sferzata di energia inusuale, inaspettata, che lo ha reso attonito, stupito, unito in una forma laica di raccoglimento. Sensazione accentuata dall’immagine di Faber proiettata sulle tele intrecciate della scenografia di ‘Fratto X’.
Mapping, il nome di questa tecnica. Usata con sapienza, dosaggio, senza che la parte tecnologica e spettacolare del metodo distogliesse l’attenzione dalla poetica e dalla forza civile delle parole di De Andrè. Che, anzi, ne sono uscite arricchite.
In platea, poi, si ride di gusto per le performance adrenaliniche e concitate di Rezza, coadiuvato sul palco da Ivan Bellavista, che è riuscito a esaltare le doti artistiche dell’istrionico e indiscusso protagonista e dei suoi personaggi.
Libertà
Se le risate sono l’effetto immediato di quest’opera, la sua coda lunga è la riflessione che suscita quando si lascia il teatro. Sia per decostruire, ricostruire e poi elaborare i messaggi dei vari personaggi impersonati da Rezza, sia per le parole di De Andrè, che sono un inno alla libertà, all’uso della ragione e delle emozioni per interpretare ciò che accade nel mondo: sia in quello più intimo e prossimo a noi, sia i grandi eventi politici e internazionali.
E di uno di questi eventi è sicuramente la vicenda del Teatro Massimo. Su questo è proprio Rezza ad aver preso la parola per sensibilizzare il pubblico su quello che sta accadendo a uno dei palchi più importanti di Cagliari e dell’intera Isola, che dopo tanti anni rischia di essere tolto alla gestione del Teatro di Sardegna.
Come Rezza ribadisce e approfondisce in questa intervista dove, con Flavia Mastrella parlano della genesi dello spettacolo, di covid e di libertà.










