Le esperienze della vita forgiano il carattere di una persona. Aiutano a maturare, a prendere consapevolezza di sé. Danno nuovi stimoli e il desiderio di migliorarsi costantemente. Un desiderio che non è mai mancato ai BruvuraBros, gruppo hip hop sardo formato da tre Mcs storici della scena isolana ovvero Alessio Casedda, 46 anni in arte Napa01, Dario Vargiu in arte Dvr 47 anni e Skaz, al secolo Gabriele Cioni 47 anni. I tre sono tornati con un album pubblicato il 22 dicembre scorso, dodici tracce prodotte interamente da Dartmoor Diro presente anche alle liriche in due pezzi, che già dal titolo è una dichiarazione d’intenti: ‘’Vecchi Bastardi’’ con le collaborazioni di Ilenia, Andrea Rosas, El Guapo, ZeusOne, Vendetta e Dj Under. Un disco frutto di una carriera solida all’insegna della tenacia e di uno sano spirito di competizione che consente di rivolgere lo sguardo sempre verso nuovi obiettivi. Completezza e sperimentazione sono gli elementi che contraddistinguono un disco vario e fluido: ci sono brani hardcore come l’incalzante e tagliente ‘’Nuova parabola’’, con un giro di chitarra energico, pezzi con elevate punte di lirismo quali ‘’Fizzos’’, con il ritornello in sardo di Andrea Rosas, dove emerge il legame profondo con la Sardegna reso ancora più struggente da una base caratterizzata da una morbida melodia di archi, e ‘’Stelle’’ – con il ritornello nostalgico e dolce di Ilenia – una dedica intensa ai propri cari venuti a mancare. L’ironia non manca così come i giochi linguistici, le metriche serrate e gli esercizi stilistici come in ‘’Blackout’’ e nella possetrack ‘’G.D.M.’’. L’intensità dei testi permea tutto il progetto, come dimostra ‘’Mostri e demoni’’ dove tra i versi più significativi spicca: “una vita di guerriglia sul beat finché non saremo ceneri”. Determinazione e perseveranza vengono fuori in toto in brani come ‘’John Wayne’’ così come nella titletrack – arricchita dall’abilità nello scratch di Dj Under – dove non vengono risparmiate critiche ad approfittatori e discografici. A suggellare il tutto è il rapporto viscerale con la propria terra come ribadito nel remix di ‘’Leada fogu su logu’’, canzone scritta in lingua sarda, dove è stata campionata la voce estratta dall’esecuzione di un canto a tenore.
“Questo nuovo progetto dei BruvuraBros – racconta Napa01 – arriva a 14 anni di distanza dal precedente disco ‘’Dae s’istrada’’ a cui iniziammo a lavorare nel 2007. Ciò che sta alla base del disco è, oggi come allora, il desiderio di voler realizzare qualcosa assieme e di farlo nel modo migliore possibile. Tutti noi ci conosciamo da parecchio, questo era il momento giusto per ripresentarci assieme: certe cose vengono da sé, non bisogna forzarle. Ci siamo messi all’opera nel 2022 e il 22 dicembre il disco è uscito su Spotify oltre che in copia fisica. Rispetto al 2009 siamo cambiati tanto chiaramente, si parla di due fasi della vita diverse ma le idee chiare non ci sono di certo mancate e il processo di lavorazione è stato molto fluido”. Capacità di guardarsi dentro e l’amore verso la Sardegna sono i pilastri del disco. “La scrittura è uno sfogo molto importante, rende la quotidianità meno complessa e permette di tenere a bada la parte oscura che c’è in ciascuna persona. Il legame con la Sardegna emerge tanto perché noi amiamo profondamente la nostra terra: siamo tutti e tre immigrati, quindi anche l’uso del sardo in ‘’Leada fogu su logu’’ si carica di un significato ancora più profondo’’. Un significato profondo come quello della cultura hip hop, rappresentata con orgoglio da tanto tempo. “L’hip hop ci ha insegnato che niente deve essere dato per scontato. La cultura hip hop aiuta a capire che la vera sfida è con se stessi e che l’amicizia ha la meglio su tutto”. Amicizia, impegno e amore per ciò che si fa, quell’amore che – come diceva il poeta Mario Luzi – aiuta a vivere e a durare. Nel caso dei membri dei BruvuraBros da ben trent’anni, sempre con quell’entusiasmo di chi non smette mai di mettersi in gioco.










