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Alfabeto interno. Lettere speciali. Y come Yoga

Di Valeria Martini
18/03/2021
in alfabeto interno, Rubriche
Tempo di lettura: 4 minuti
Alfabeto interno. Lettere speciali. Y come Yoga

Direttamente dal sanscrito abbiamo in eredità una parola che porta con sé un grande significato che è stato declinato in maniera varia.

Yoga significa semplicemente unione, aggregare parti disgiunte in un tutto ordinato e armonioso.

Nel tempo della nostra modernità e contemporaneità, yoga ha iniziato a diventare sinonimo di pratiche che conducono a particolari conseguimenti, soprattutto dal punto di vista fisico o per ritrovare il respiro e la serenità, per contrastare ansietà e preoccupazioni. “Vado a fare yoga perché mi aiuta a dormire bene la notte”, “Da quando faccio yoga sono dimagrita”, “Lo yoga mi sta aiutando a risolvere i problemi alla schiena” ecc… ecc… Tutto questo è molto buono e giusto ma come spesso accade l’atteggiamento è strumentale a una pratica che nei millenni è cresciuta in risposta alle necessità di sviluppo dell’essere umano, che non sono solo puramente materiali. Oggi però l’approccio allo yoga è prevalentemente questo: essere belli, flessibili, stare meglio. Un ramo particolare è quello del Kundalini Yoga, il risveglio dell’energia dormiente e accucciata alla base del chakra della radice, quello più in basso nel riferimento materiale del nostro corpo fisico. Si tratta di energia di grandissima potenza, il cui risveglio e canalizzazione lungo la colonna vertebrale e fino alla sommità del capo, recherebbe grande potenza, a cui si è spesso interessati dal punto di vista sessuale. Non è da sottovalutare l’attivazione di una simile energia, perché è la causa del bruciarsi di molti individui sprovveduti e mossi solo da un desiderio di maggiore potere, un qualche tipo di potere. E questo perché l’essere umano, che si aggira per lo più impaurito sulla superficie della terra, sente la continua sete di potere per giungere a dominare gli altri e avere meno paura.

Di fatto maggiore dominio è uguale a maggiore paura. Paura è uno del paio con ignoranza. Ciò che non sai ti atterrisce.

Vogliamo avere le idee chiare, sentirci sicuri e informati. È totalmente ironico il fatto che nell’epoca dell’informazione ci sia maggiore disorientamento. Abbiamo un largo accesso alle notizie ma siamo anche esposti alle bufale ed è sempre più difficile capire, nella fretta della nostra quotidianità, cosa sia attendibile o meno. Dovremmo spendere ore e ore del nostro tempo, già tremendamente parcellizzato e assegnato, per fare continue verifiche. Quindi tutta questa informazione ci sta facendo diventare più sospettosi, negativi, arroganti, saccenti e spaesati. Per fortuna non solo questo, grazie a Dio siamo anche più intelligenti e istruiti e l’accesso al sapere, sempre più ampio e diffuso, ci aiuta a crescere.

Allora in questa direzione potremmo considerare il percorso di partenza dello yoga e dove siamo arrivati fin qui.

I Maestri dell’antichità ci hanno trasmesso una grande conoscenza purtroppo ancora poco diffusa, e lo hanno fatto incaricando grandi discepoli che hanno speso la loro vita nella trascrizione per occidentali di un’enorme mole di sapere sulla cosmogenesi e l’antropogenesi. Tra questi saperi ci hanno anche fatto dono dello yoga.

Così giunge fino a noi anche il grandissimo insegnamento del saggio Patanjali che ci ha trasmesso lo yoga del fuoco, il Raja Yoga, lo yoga della mente.

Ma prima di questo passo dobbiamo tornare indietro al primo yoga dato all’umanità, era l’Hatha Yoga e aveva il preciso scopo di aiutare l’essere umano, formantisi nel suo rudimentale corpo materiale, ad usare il suo fisico, a farlo funzionare nella maniera perfetta.

Una volta compiuto questo passo, che è costato millenni di lavoro, giunge il Bhakti Yoga, lo yoga della devozione, per il corpo emotivo, in cui si originano le emozioni, dalle più basse a quelle più elevate. È lo yoga della liberazione dal ciclo delle rinascite, perché è proprio a causa della polarizzazione nelle emozioni che generiamo karma, che seminiamo nel campo delle cause e poi raccogliamo gli effetti in una catena ininterrotta di eventi. Una maglia della catena si spezza quando raggiungiamo il dominio delle emozioni, che non significa il freddo e razionale distaccarsi e negarle, ma precisamente la totale consapevolezza e capacità di superare lo stato coscienziale delle emozioni. Anche le più elevate.

Infine, già da tempo, ed anche qui si parla di vari millenni, giacché Patanjali si dice essere stato un saggio vissuto sulla Terra nel II secolo a.C., il regalo ignorato a lungo e ritrovato di recente: il Raja Yoga, come già detto, lo yoga della mente, per il dominio del pensiero, per il raggiungimento del mondo dell’idea pura.

Gli yoga ci servono per mettere insieme tutto ciò che siamo: corpo, emozione, mente.

Un corpo sano e armonioso non può essere disgiunto da un corpo “calmo, limpido e luminoso” (cit: Richard Bach, Illusioni, Avventure di un messia riluttante), e nemmeno da un corpo cristallino e riflettente l’idea che informa tutto l’essere nel suo incedere significante della vita.

Lo yoga parzializzato ma messo tutto assieme diventa lo yoga degli yoga, ovvero oggi dobbiamo essere in grado, nella pratica yoga, di radunare le cose sparse, perché è questo ciò a cui lo yoga ci deve condurre.

Gli aforismi che Patanjali ebbe la generosità di trascrivere, venendo meno alla tradizionale trasmissione orale di tale saggezza, oggi possono costituire i pensieri-seme su cui esercitare la pratica yogica, che è fatta di respirazione, concentrazione, meditazione, contemplazione e intuizione assieme alle asana, le posizioni del corpo. Riflettere sui suoi aforismi sottopone la nostra mente razionale a mollare la presa, dare il testimone in mano alla mente astratta e lasciare che la comprensione avvenga nello spazio in cui può avvenire, mentre esercitiamo il corpo, ne abbiamo cura, respiriamo e rendiamo flessibile il nostro strumento e agiamo anche sulle emozioni, portandole alla calma ed energia pura per il fare.

Così si raggiunge l’unione e si diventa yogi, anche con giacca e cravatta o in tuta da ginnastica. Essere uno yogi oggi significa essere un individuo compatto e consapevole.

Buon lavoro.

(Foto di Saffu)

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