È partito lo scorso dicembre a Cagliari il primo corso professionale per la formazione di futuri tecnici dell’educazione e riabilitazione in orientamento, mobilità e autonomia personale per persone con disabilità visiva.
Non un corso di formazione qualsiasi: si tratta, infatti, del primo corso di questo genere ad essere avviato proprio in Sardegna, grazie alla volontà dell’Istituto Europeo Ricerca e Formazione Professionale onlus, IERFOP, che lo ha proposto con successo alla Regione Sardegna, ottenendo il suo inserimento prima nel Repertorio Regionale dei Profili di Qualificazione (RRPQ), poi all’interno dell’elenco regionale dei Corsi liberi ed autofinanziati.
Un’autentica novità promossa sul finire dell’anno scorso dall’agenzia cagliaritana che con questo percorso, della durata di 1000 ore, introduce per la prima volta in Sardegna un nuovo profilo di qualificazione professionale molto richiesto nel mercato del lavoro sardo, per il quale prima d’oggi, vista la sua carenza, bisognava attingere nella Penisola italiana.
Una scelta fortemente voluta dal presidente Roberto Pili così come dal direttore della Formazione Bachisio Zolo che hanno attivato tutti i passi necessari per la realizzazione del progetto.
“Grazie al nuovo percorso formativo si avrà a disposizione una figura professionale che prima non esisteva – sottolinea Roberto Pili – Si colma così un fabbisogno professionale del mercato del lavoro regionale dove finalmente saranno presenti sette nuovi tecnici dell’educazione e riabilitazione in orientamento, mobilità e autonomia personale per persone con disabilità visiva”.
“Nel dettaglio – aggiunge Bachisio Zolo – la nuova figura professionale che verrà formata sarà in grado di effettuare valutazioni funzionali in Orientamento e Mobilità e Autonomia Personale, potrà elaborare piani di intervento e condurre training di OM e AP individuali, in relazione ai bisogni e alle esigenze dell’utente, derivanti da una valutazione collegiale effettuata dall’equipe pluridisciplinare di riferimento, al piano educativo, formativo e riabilitativo concordato e condiviso con quest’ultima”.
I nuovi tecnici nell’espletamento della loro attività opereranno sia in accordo con équipe multidisciplinari che in piena autonomia e potranno svolgere la propria attività sia presso strutture pubbliche che private, di rilevanza socio sanitaria, riabilitativa e sociale, a carattere residenziale, semiresidenziale, diurno e domiciliare, in ambito scolastico, lavorativo, ricreativo e sportivo, in condizione di dipendente o in altra forma tra quelle previste dalla normativa vigente in materia. Conclude Pili: “Nonostante la lunga tempistica dell’iter, iniziato nel febbraio 2021, è valsa la pena di attendere per muovere un altro importante passo nell’attuazione concreta dell’integrazione delle persone con disabilità visiva”.










