I gabbiani non lo distraggono, anzi gli consentono di caricare di maggior divertimento il suo monologo. Viaggia tra momenti più agitati e altri più rallentati, tra discorsi seri e altri semiseri. Tra due tocchi al pianoforte e una musica di sottofondo che riassume la sua vita. Sì, perché con “Uno spettacolo divertentissimo che non finisce assolutamente con un suicidio”, Lodo Guenzi ha portato alla Notte dei Poeti 2021 di scena a Nora, nella sua 39esima edizione organizzata da CeDAC, un saggio sui momenti topici della sua vita. Raccontando il tutto con ironia, trovando di qua e di là la chiave ripetitiva ma sicura che suscita la risata. Non una risata facile, ma consapevole.
Qui Lo Stato Sociale non c’è. Almeno non del tutto. C’è un Lodo Guenzi che si spoglia delle sue paure, delle sue amarezze e delle sue insicurezze. Tra dramma e commedia, tra la morte e le scuole medie. Sì, questi due sono i punti fermi dello spettacolo. Perché alle medie è stato bullizzato. E perché il pensiero della morte accompagna un po’ tutti, come quel regista fallito di un teatro vuoto che a 20 anni vaneggia una superiorità inesistente su un nugolo di ragazzi troppo timidi per ribellarsi. Nel mezzo c’è un monologo, il monologo narrato davanti a quel regista fallito, che fa da filo logico attraverso Sanremo e X Factor, tra i palasport e le ragazze che lo vogliono e lo aspettano. In sottofondo “Io che amo solo te” di Sergio Endrigo, che Lodo ammette di non riuscire a cantare bene ma di esserci legato fortemente sin da quella prima esperienza teatrale.
Di seguito l’intervista di presentazione dello spettacolo.
(Photo e video credit: Simone Spada)










