Un calendario scherzoso e irriverente per raccontare, in dodici mesi, la storia del movimento antimilitarista sardo e i più recenti fatti dell’operazione ‘Lince’: è l’idea del movimento A Foras contra s’ocupatzione militare de sa Sardigna che ha coinvolto fotografi, grafici, creativi e tantissime persone impegnate oggi nella lotta contro l’ingombrante presenza delle servitù militari in Sardegna.

“Blu notte, misteri sardi” è il titolo che gli ideatori del progetto hanno dato al calendario. Le fotografie sono state scattate e editate da Marco Piras, fotografo di Porto Torres, da sempre vicino al movimento contro le basi e laureato al DAMS di Bologna. La post produzione e la composizione grafica ed editoriale sono state curate da Matteo Orani, artista e graphic designer di Quartu Sant’Elena, e da Ambra Iride Sechi, fotografa e artista visiva di Las Plassas; entrambi fanno parte del collettivo Transhumanza, che da sempre si occupa di supportare e promuovere l’arte contemporanea in tutte le sue forme in terra sarda.

L’obiettivo, spiegano da A Foras contra s’ocupatzione militare de sa Sardigna e dalla Cassa Antirepressione Sarda, è quello di raccogliere fondi destinati alla difesa degli antimilitaristi coinvolti nella cosiddetta “Operazione Lince”, la più grande inchiesta giudiziaria in Sardegna per numero di persone indagate e per gravità delle accuse che riguardano il movimento contro l’occupazione militare, raccontare le vicende attorno all’inchiesta e in generale le azioni di repressione contro gli antimilitaristi.
“Il 18 settembre del 2019 è stata notificata a 45 persone la chiusura delle indagini della direzione distrettuale antiterrorismo per reati che vanno dall’associazione a delinquere con finalità di terrorismo a danneggiamento, resistenza, lesioni, imbrattamento – sottolineano gli attivisti del movimento. – I reati contestati riguardano le manifestazioni contro le basi militari e altri momenti di lotta che vanno dal 2014 al 2017. Il periodo preso in esame coincide il momento in cui la lotta antimilitarista e contro l’occupazione militare dell’isola ha toccato i picchi più alti di coinvolgimento popolare, ha portato un enorme risalto mediatico, politico, un principio importante di unione basato sull’azione diretta da parte di tutti i gruppi politici, le organizzazioni, associazioni e sensibilità individuali. Il castello accusatorio portato avanti dal PM è stato esplicitato durante la prima udienza preliminare svoltasi a gennaio nella Corte d’Assise di Cagliari”.

A gennaio scorso il pubblico ministero ha presentato le accuse. Il 14 settembre ci sarà la prossima udienza: allora il Giudice per le udienze preliminari deciderà per l’archiviazione o il rinvio a giudizio degli accusati. “Se si dovesse avanzare con il procedimento e la convalida dei capi di imputazione – spiegano gli antimilitaristi – si creerebbe un pericoloso precedente per il quale anche l’organizzazione e la partecipazione alle manifestazioni politiche e pubbliche, possono essere elementi distintivi per gli apparati giudiziari e repressivi, per definire e perseguire ‘presunti terroristi e terroriste’. L’assurdità di questo processo, tutto politico, è palesata dal fatto che nessuna delle 45 persone indagate ha fatto un solo giorno di misure cautelari, nonostante si insista sulla pericolosità sociale degli elementi indagati”.
Il calendario “Blu notte” racconta dunque le vicende attorno all’operazione Lince, e lo fa con linguaggio ironico e irriverente con l’obiettivo di raggiungere l’intera popolazione sarda e far conoscere la lotta contro le basi militari in Sardegna. Gli scatti sono stati realizzati tra febbraio e marzo a Cagliari, le location utilizzate rappresentano in piccola parte il vissuto o le esperienze delle persone che sono state immortalate nelle foto o hanno partecipato al progetto.

“Per ogni mese abbiamo voluto inserire delle ricorrenze che non troverete in nessun altro calendario e che descrivono la storia dell’occupazione militare in terra sarda, la vita e le opere di persone che secondo noi hanno rappresentato un’ideale di libertà e riscatto per la nostra terra, episodi spiacevoli ma significanti che hanno condizionato la nostra storia, ma soprattutto quei momenti in cui gruppi più o meno organizzati, masse di città o campagna hanno rivendicato autodeterminazione e insofferenza ai vari regimi che si sono susseguiti nell’isola fino ad oggi”.
Il calendario, in vendita a dieci euro, si trova a Cagliari, Su Tzirculu in via Molise 58, a Sassari da Tirrindò – Assòtziu Turritània in via Masia 2, a Nuoro al circolo Sa Bena in via San Martino 17 a Nuoro. Per spedizioni o informazioni si può contattare via WhatsApp il numero 3386377600 o scrivere alle pagine Facebook o Instagram di A Foras.
(Nella foto di anteprima, il backstage)










