È domestico ciò che appartiene alla casa.
È domestico ciò con cui abbiamo a che fare tutti i giorni, che è per noi abituale ed entra in uno spazio personale o intimo.
Essere domestici vuole anche dire svolgere un servizio per la casa e le persone che vi abitano. Abitare, habitus, abitudine, consuetudine, abito.
Domestico è abitudinario, lo conosciamo e ci fidiamo, ce lo mettiamo addosso.
Rimasi totalmente rapita dalla spiegazione di “cosa vuol dire addomesticare” che il Piccolo Principe di Antoine de Saint Exupery chiese alla volpe che lo osservava da sotto un melo.
Un incontro fortuito che tra il Piccolo Principe e la volpe diventerà per sempre se il giovane venuto dalle stelle con un volo d’uccelli migratori avesse preso il tempo, la costanza e la pazienza di addomesticare la volpe.
Perché addomesticare, in accordo con la volpe, significa creare dei legami. E i legami nascono, si sviluppano, si rafforzano e rinsaldano mettendo, nel tempo della relazione, la pazienza, la costanza, la perseveranza, la cura, l’attenzione. Amore.
Addomesticare significa attraversare gradi sempre più ampi di conoscenza della cosa in addomesticamento.
Perché conoscenza? Perché creare dei legami significa mettersi in una relazione circolare e di interdipendenza con l’altro. Non si tratta di certo di soggiogare o sottomettere. Per questo è necessario conoscere, per avere considerazione dell’altro e tenere conto dei suoi bisogni, piuttosto che passare sopra a tutto questo senza riguardo.
Rendersi domestici è l’altro polo del processo di addomesticamento.
Addomesticamento contiene la parola addome, ed è nell’addome che abbiamo alcuni tra gli organi più importanti per la vita. L’addome è nel tronco ed è tutta lì la vita. Senza gambe o braccia vivo, senza stomaco, intestino, fegato, pancreas, no. Sono gli organi che nell’addome digeriscono e trasformano la vita in altra vita. Addomesticare significa quindi anche adattare, trasformare, rendere vivo ed energetico un nutrimento che otteniamo e introduciamo grazie al nostro metterci in relazione. Nell’addome vi è anche il plesso solare, un centro energetico che assimila ed elabora le emozioni di ordine inferiore e le invia al centro del cuore nobilitate.
Ma cosa ne sappiamo di tutto questo? Avremmo mai immaginato che nel diventare domestici e nell’addomesticare ci potesse essere tutto questo ben di Dio?
Ma soprattutto, per rendersi domestici è necessario, perché il percorso di addomesticamento avvenga, non solo conoscere l’altro ma essere disposti a farsi conoscere, saper dichiarare i propri bisogni, esserci e interagire per arrivare a una co-costruzione dei legami.
Neppure a dirsi quanto sia fondamentale essere domestici a se stessi.
Io sono l’unica persona al mondo.
Cioè, vivrò con me stessa per il resto della vita e sono lo strumento attraverso il quale entro in relazione col mondo. Quanto più mi sono abituale, consueto, conosciuto e in contatto con bisogni, emozioni e pensieri di me stesso, tanto più posso pormi in un addomesticamento autentico, vivo e vibrante di vita, mai precotto, preconfezionato e scontato, sempre sincero e carico di energia.
È così che stringo amicizie, che stabilisco relazioni d’amore, che attraverso la vita con un senso di casa indossando un abito confortevole.
(Foto di Erik Mclean)










Una lettura davvero bella e arricchente. Grazie molte.