Era destino che prima o poi la storia dei nostri avi confluisse in modo deciso nell’immaginario di quello che a pieno titolo può essere definito uno degli artisti sardi eccellenti.
Antonio Marras, stilista algherese, ha scelto l’impareggiabile su Nuraxi di Barumini, il sito archeologico più visitato in Sardegna inserito anche nel patrimonio dell’Unesco, per ambientare la sfilata della sua collezione autunno/inverno 2021. Grazie a un progetto realizzato in co-produzione con Fondazione Sardegna Film Commission è stato possibile animare uno dei luoghi simbolo dell’epoca nuragica con un evento straordinario in occasione della Milano Fashion Week 2021.
La visione di Antonio Marras non è solo legata alla moda ma abbraccia arte, fotografia, ceramiche, pittura creando così un’alchimia speciale e inconfondibile nata da un’idea di Patrizia Sardo Marras e raccontata grazie alla regia di Roberto Ortu.
Da sempre legato alla sua terra, ha esportato tanto della nostra cultura nel mondo liberandola dai luoghi comuni e con una particolare attenzione alle radici. Era quindi inevitabile che archeologia e Marras dialogassero in un passo a due. Il risultato è straordinario: la delicata consistenza degli abiti solletica la solida architettura di pietra.
Come sempre non si tratta solo di una sfilata ma di una storia, che attinge al cuore della Sardegna. Un’adunata composta e serena per chiedere la grazia alla dea Tanit, impersonata dall’attrice Lia Careddu. Una richiesta di grazia gioiosa per l’incontro e la riconciliazione, costellata di figure allegoriche come un film di Fellini che richiama e consolida in un gioco di rimandi lo stile peculiare di Antonio Marras.












La fierezza, l’identità, l’eleganza sono questioni di cuore ed ecco che questo simbolo ricorre, ricamato, stampato e nei gioielli dell’oreficeria tradizionale, con il suo carico simbolico e la sua forza grafica ancora una volta in una collezione del visionario stilista di Alghero.
Lo spettro cromatico, i ricami in pizzo, stratificazioni di tessuti a righe e quadri sono elementi tipici della sua produzione così come i tessuti ricchi, lavorati, ricamati, impreziositi e resi solidi ma dall’aspetto leggero e impalpabile. Notevole l’utilizzo del tartan accostato a dettagli preziosi e retrò. Spettacolare l’ampia capa nera con incrostazioni gioiello.






Suoni e voci della tradizione si mescolano alla musica contemporanea, trame e filati rivelano una storia secolare, le pagine dei libri e i nidi in paglia intrecciata raccontano di una casa accogliente, che protegge. E infatti i pellegrini/modelli, e tra loro anche gli attori di Sardegna Teatro Fulvio Accogli, Andrea Bartolomeo, Noemi Medas, Massimo Melis, Felice Montervino, Francesca Ventriglia, sono accolti dalla dea, ognuno con le sue diversità, senza distinzione alcuna e anzi con un fiero abbraccio verso la pluralità. Uomini e donne indossano capi senza genere con una fierezza e un’eleganza naturali, mai forzate.
Un vento leggero muove abiti e animi accompagnando il percorso fino al tramonto dove le figure si stagliano nello skyline come i celebri bronzetti dell’età nuragica, sotto l’egida della dea e di una luna benevola.
E alla fine si ride leggeri, e si balla. Perché la grazia è stata ricevuta e la gioia è incontenibile.
Performance, eleganza, identità, attitudine, magia, ironia e gioco convergono nell’unicità di Antonio Marras.










