Si è conclusa Sardegna Volleyball Challenge, la manifestazione, organizzata dall’ASD Gymland Oristano in collaborazione con il Ministro per lo Sport e i Giovani, da Regione Sardegna e Comune di Oristano insieme alla Fipav, alla Fondazione di Sardegna, alla Fondazione Oristano, alla Pro loco oltre a sponsor privati, che ha visto il palazzetto di Sa Rodia a Oristano preso d’assalto da circa seimila persone.
Un evento talmente apprezzato anche dalle condivisioni sui social e dagli spettatori che hanno assistito alla diretta delle gare che ha proiettato la Sardegna in tutto il mondo, facendo ben sperare. Protagonista assoluto è lo sport, con atlete che da giovanissime sacrificano tanto della loro vita personale e degli affetti più cari per inseguire il sogno della nazionale, dei mondiali e delle Olimpiadi. Il pubblico lo sa e le applaude senza sosta, tributando il giusto calore dovuto al loro impegno e le attende a bordo campo per autografi e foto che loro elargiscono dispensando sorrisi.
Ieri serata di finali e ancora di sorprese, la greca Panionios infatti, grazie alle implacabili attaccanti Elisa Vasileva, Polina Rahimova e Bianka Buša, piega la resistenza del Vakifbank con un punteggio di 3 a 1. La squadra turca, allenata da Giovanni Guidetti, indubbiamente tra le più forti al mondo, non riesce a imporre il suo ritmo di gioco nonostante il grande impegno della capitana Zehra Gunes, delle attaccanti Derya Cebecioglu, Katarina Dungobic e Helena Cazaute e della palleggiatrice Cansu Ozbay, reduce dall’infortunio riportato nella partita della sera prima, quando un attacco dell’opposta del Busto Arsizio, Valentina Diouf, l’aveva colpita in pieno volto con una schiacciata, compromettendone la presenza in campo.
È il turno della regina della serata, Alessia Orro fa il suo ingresso in campo con le compagne del Fenerbahce, per scontrarsi proprio con la Diouf. Il pubblico lamenta l’assenza in campo della superstar Melissa Vargas, prudentemente lasciata in panchina per via di un dolore alla caviglia, ma egregiamente sostituita dalla statunitense Yasmeen Bedart-Ghani. Nonostante le italiane abbiano dato del filo da torcere alle avversarie, con una Alessia Gennari che si è distinta in attacco e la brava Federica Pelloni a guardia della difesa, alla fine Busto capitola sotto la pioggia di attacchi di Arina Federotseva e Hande Baladin.
La gara termina con uno scroscio di applausi e con la corsa dei più piccoli a bordo campo per il rito delle foto e degli autografi. Ed è qui che assistiamo a una scena che dice tanto sull’educazione del volley. Il servizio d’ordine cerca di tenere dietro il cordone di sicurezza i bambini armati di palloni, magliette, carta e penna, li contiene a fatica perché sono tanti e molto felici. Inizia così a respingerli indietro un po’ in malo modo e a questo punto è Arina Federotseva che dice “Non spingeteli! Non spingeteli! Sono solo bambini”. La ragazza ha la mano pesante, non è il caso di farla arrabbiare. Sarà proprio lei a ricevere il premio di MVP del torneo, la giocatrice più brava in assoluto e che ha collezionato un’impressionante quantità di punti. Per quanto ci riguarda vince anche il premio fairplay e quello del buonsenso.
Anche Hande Baldin, Eda Erdem, Melissa Vargas, Federica Pelloni, Zehra Gunes e naturalmente Alessia Orro, hanno ricevuto un premio per il loro ruolo. A nostro avviso anche Polina Rahimova, Elisa Vasileva e Valeria Batista avrebbero meritato una menzione speciale, quindi assegniamo noi il premio della critica.
Il grande volley saluta la Sardegna con un arrivederci che speriamo sia a presto. La nostra terra ha bisogno di eventi così salutari e coinvolgenti. Lo sport è didattica, accoglienza, disciplina, inclusione, divertimento, crescita. Tutti gli ingredienti che ci occorrono per vivere in pace e costruire il futuro.
Contributo fotografico At Studio










