Sembra un gioco di parole ma non lo è. Ogni decade porta con sé un genere che nasce, cresce, scompare, poi magari ritorna, a cicli. Lo sappiamo già e non c’è bisogno che io debba spiegarlo.
Succede anche dalla Covid era in poi e da tutto quel carrozzone che troppe persone ha voluto chiamare indie post punk e buttato dentro gente non proprio sempre con criterio, a volte quasi a caso, e via quindi di Idles, Shame, Fontaines PD o DC, Viagra Boys, poi magari invece band assolutamente degne di non essere confuse con le precedenti come TV Priest, Dry Cleaning, e potrei purtroppo continuare per ore inutilmente viste le premesse. Quindi ecco l’anomalia del sistema, una band nata nel 2016 che decide di fare sul serio dal 2021 e che pubblica un gioiello ancora un po’ grezzo come ‘Projector’ che già per il solo singolo ‘Rain Dance’ avrebbe dovuto far gridare al miracolo con un’ eco ancora intatta ma come le migliori onde supersoniche i fronti d’onda successivi hanno raggiunto e superato quelli precedenti con il meraviglioso ‘3D Country’, la sua integrazione ‘4D’ ed il successivo live ‘Alive & In Person’, tutto qua ben in ordine su Nemesis Magazine.
Il 2025 non poteva però non regalarci una nuova perla della band di Brooklyn ed ecco ‘Getting Killed’ che arriva per continuare a stuzzicarci e stupirci con la loro classe sopraffina, le loro costruzioni mai banali, fatte di un mix di blues, garage, richiami surf ’60s, sciamanesimo lisergico, oltrepassando quello che i Primal Scream non riuscirono mai nemmeno a pensare. Un album che cresce traccia dopo traccia esplodendo verso il finale con le monumentali ‘Au Pays Du Cocaine’, ‘Bow Dow’. ‘Taxes’ e la nevrotica ‘Long Island City Here I Come’
I Geese ritornano ogni volta con il loro miglior album con la speranza che possano continuare per lustri nella loro impresa.
Per il momento, però, rimpiangiamo la loro totale assenza dai palchi italiani. Non penso sia un segnale casuale
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