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A Cagliari è jazz d’autunno con il Club Network e l’European Expo. Poi Alice, Consoli, Caputo, Boni, Corfuentes,Puccini Dance Circus Opera, e Otello, Schiaccianoci, Sardinia meets Qatar al Teatro Lirico

Di Carlo Argiolas
02/10/2025
in Musica e spettacolo
Tempo di lettura: 18 minuti
A Cagliari è jazz d’autunno con il Club Network e l’European Expo. Poi Alice, Consoli, Caputo, Boni, Corfuentes,Puccini Dance Circus Opera, e Otello, Schiaccianoci, Sardinia meets Qatar al Teatro Lirico

Il jazz più bello, per la maggior parte degli appassionati, è quello con cui si è iniziato ad amarlo: i primi dischi acquistati con il fervore dell’adolescenza, i primi concerti vissuti con entusiasmo in compagnia degli amici. Chi negli anni Settanta ha trascorso la propria giovinezza con curiosità e trasporto, si sarà imbattuto di certo negli Art Ensemble of Chicago che, per molti di noi, hanno rappresentato un grande libro di sogni musicali. Album come Fanfare of the warriors, Nice guys, Go home, Chi-Congo, Kabalaka, Phase one, costituirono lavori cardine di quel periodo, e quando per la prima volta il gruppo approdò a Cagliari nel maggio del 1980 al termine di un decennio di grande popolarità ed efficacia espressiva, il Teatro Massimo si riempì fino all’inverosimile.

Al celebre gruppo e all’iconico trombettista Lester Bowie, anima beffarda e istrionica della band, ma che rappresentò anche l’anello di congiunzione con la più sincera tradizione afroamericana, sono dedicati i concerti in programma il 2 e 3 ottobre alle 21 al Massimo, per mano di una formazione guidata dal sassofonista Gavino Murgia, con Claudio Cesar Corvini alla tromba, Mauro Ottolini al trombone, Aldo Vigorito al contrabbasso e Don Moye alla batteria, membro storico dell’AEOC di cui è stato uno dei fondatori. “Il progetto si intitola Mediterranean Art Ensemble omaggio a Lester Bowie ed è nato otto anni fa da un incontro con Don Moye con cui avevo già collaborato in passato” dichiara Gavino Murgia. “Nel corso della serata eseguiremo due brani miei ma gli altri saranno dell’Art Ensemble che presenteremo riarrangiati. Ci saranno Charlie M, Funky T. Cool, Odwalla, We Bop e altri ancora”, precisa il sassofonista barbaricino.

Archiviati i concerti in onore dell’Art Ensemble e Bowie, le luci si accendono su quelli dell’ottava edizione del Jazz Club Network allestita da Cedac e associazione culturale il Jazzino, ospitati al Massimo, nel Jazzino di via Carloforte e al Vecchio Mulino di Sassari che venerdì 3 ottobre accoglie il brillante quartetto anglo-americano formato da Seamus Blake, sassofono, David Kikoski, pianoforte, Alexander Claffy, contrabbasso, Mark Whitfield Jr., batteria. Il gruppo si esibisce poi il  4 e 5 ottobre nel capoluogo sardo nella sala di via De Magistris.

Artie Zaitz

Il 10 e l’11 a occupare il palco del club di via Carloforte è il pregevole pianista Michael Wolff in trio (lo specialista americano della tastiera vanta un carnet di collaborazioni importanti tra cui quelle con Sonny Rollins e Nancy Wilson), la prima sera alle 21.30 e la seconda alle 21.45, e il 12 alle 19 al Vecchio Mulino, mentre il 17 e 18 sempre al Jazzino ma con orario differente, venerdì alle 21.30 e sabato alle 21.45, approda il trombettista e cantante Jumaane Smith che il giorno seguente sbarca al Vecchio Mulino. Con il fiatista americano, in passato al fianco di Quincy Jones, Hancock, Bublé (con cui ha girato il mondo per diciotto anni), Aretha Franklin e Alicia Keys, ci sono Eliah Cole, chitarra, Lorin Cohen, basso, Carmen Intorre jr. batteria.

Altri nomi in cartellone, quelli del chitarrista inglese Artie Zaitz in quartetto, 23, 24, 25 (Jazzino-Vecchio Mulino), gruppo formato da Alex Garnett, sax tenore, Lorenzo Morabito, contrabbasso, Jack Thomas, batteria, il duo composto dal tenorsassofonista Tim Garland e dal pianista Gwilym Simcock, 31,1 e 2 novembre (questa volta Vecchio Mulino e Jazzino), il quartetto del batterista Marco Valeri, 6, 7 e 8 novembre (anche qui V-Mulino-J). Il 13 e 14 al Jazzino alle 21.30 e il 15 al Vecchio Mulino alle 20.30 arriva lo spettacolo musical-teatrale Nessuna Grazia: Gramsci e Pertini, una storia di prigionia e resistenza, con Cosimo Damiano Damato, voce narrante, Antonello Salis, fisarmonica, Giuseppe Bassi, contrabbasso. Uno storytelling musicale incentrato sull’omonimo libro di Damato pubblicato recentemente. “E’ il secondo capitolo di una personale trilogia delle Resistenze. Il primo si intitolava “L’ora X”, scritto insieme a Erri De Luca ed edito da Feltrinelli, in cui raccontavo la resistenza degli anni Settanta attraverso Lotta Continua”, dichiara Damato, scrittore, regista e sceneggiatore pugliese: “In questo secondo lavoro, un romanzo storico, ho pensato di accendere una luce sulla resistenza degli anni Trenta, in cui Gramsci e Pertini sono state figure di primo piano e per un anno hanno condiviso la detenzione nel carcere pugliese di Turi”. Un progetto tra parola e musica che salpa dalla Sardegna per poi approdare nel resto del Paese. “Condiviso con due musicisti che ammiro tantissimo, Salis e Bassi”, prosegue: “Ho pensato ad Antonello, artista potentissimo, perché nelle sue vene scorre il sangue della rivoluzione, della musica libera. C’è una continuità tra le sue mani e gli strumenti che utilizza. Avevo bisogno di un urlo per raccontare la cancrena del carcere, ma anche la luce che filtra dalle crepe, per dirla con Cohen, e Salis è l’unico artista in grado di esprimere tutto questo. Il mio romanzo ha un’impronta molto musicale. Così, come nel testo, nel corso della serata ci sono rimandi a Bessie Smith, al jazz, alla musica classica napoletana, a quella della Sardegna con No potho reposare. La musica è libertà. Oggi con il deliro delle autocrazie e dei fascismi che stanno tornando, credo sia importante raccontare una storia così grande come quella di Gramsci. Nel suo pensiero e nei suoi scritti ci sono tutte le risposte alle inquietudini, ai dubbi, alle domande che un giovane oggi può porsi”. La versione che viene presentata a Cagliari e Sassari ruota principalmente intorno alla figura del filosofo, politico e giornalista di Ales: “L’incontro con la sorella Teresina avvenuto in carcere, quello con la cognata Tania, c’è anche il rapporto difficile che aveva con i compagni comunisti che una volta in prigione lo avevano abbandonato. Racconto la sua infanzia, i ricordi legati alla Sardegna, la malattia, il rapporto epistolare con i figli, la sua visione della cultura per l’emancipazione della società, la scuola politica che portava avanti anche all’interno del carcere perché prima o poi il fascismo sarebbe finito e bisognava avere giovani preparati e pronti a portare avanti il pensiero comunista. Racconto l’uomo, l’uomo che sapeva anche ridere e a cui piaceva la leggerezza”. Oltre a girare nei club e nei teatri, “Nessuna Grazia” potrebbe avere in futuro anche una versione cinematografica: “Nessuna Grazia nasce proprio per la collana Cristalli Sognanti di Rai Libri che raccoglie storie scritte per diventare film o fiction. Insieme a Sergio Cammariere ho scritto una canzone dedicata a Gramsci che spero venga registrata”.

Il chitarrista Bebo Ferra con Bebo Ferra’s Legacy plana il 27 a Sassari e il 28 al Massimo, mentre il quartetto del sassofonista americano Jed Levy con Phil Robson, chitarra, Mark Hodgson, contrabbasso e Roberto Gatto alla batteria, è di scena il 28 e 29 al Jazzino a partire dalle 21.30 e il 30 al Vecchio Mulino alle 19. “Il gruppo è il risultato di un’amicizia che mi lega a Jed Levy da tanti anni, dal periodo in cui ho vissuto a New York” dichiara il noto drummer romano: “Abbiamo fatto dei tour insieme dove c’era anche Robson, mentre con il contrabbassista non avevo mai suonato. Qualche giorno prima di venire in Sardegna registreremo un album. Nonostante non faccia più, o quasi mai, partecipazioni da “sideman”, ho accetto di buon grado la proposta di Jed che ammiro come musicista e col quale mi trovo molto bene. Suoniamo fondamentalmente temi scritti da lui e dal chitarrista. Un jazz moderno, influenzato anche sul piano della scrittura dalle atmosfere newyorkesi che potrebbero far venire alla mente la musica di Liebman e Lloyd. Dentro c’è improvvisazione e strutture poco convenzionali, a tratti complesse, benché non manchino rimandi alla tradizione”. Il finale di programmazione propone l’organettista Riccardo Tesi e la cantante Giua il 3 e 4 dicembre (VM-Teatr.Mass,), il pianista Luigi Bonafade in trio con Marco Micheli al contrabbasso ed Enzo Zirilli alla batteria, il 4 al VM e 5 e 6 al Jazzino, il flamenco jazz del pianista Alex Conde in trio, 11, 12, 13 (VM-J).

Non è tutto, perché dal 20 al 23 novembre, il Teatro Massimo ospita la quarantacinquesima edizione dell’European Jazz Expo. Un cartellone all’insegna della qualità, dove ognuno può gustare in sale differenti la musica che più ama. Si parte quindi giovedì 20 alle ore 20 con uno specialista del pianoforte: il cubano Alfredo Rodriguez, sul palco con Yarel Hernandez al basso elettrico e Michael Olivera alla batteria. Alle 21.30 occhi puntati sul cantante soul americano Bilal, vincitore di un Grammy Award, in passato al fianco di Beyoncè, Erykah Badu, Jay-Z, Guru. Venerdì 21 il programma dell’EJE propone quattro concerti, di cui primo alle 18 con il quartetto del pianista e compositore Giovanni Bietti, autore di Nutcracker suite remix, rilettura del famoso cajkovskijano Schiaccianoci. Alle 19.30 la talentuosa arpista Alina Bzehezhinska in quartetto, al posto dell’annunciato sassofonista Billy Harper (cinquant’anni di musica vissuta sempre ad alti livelli come solista e nei gruppi dei leggendari Lee Morgan, Max Roach, Randy Weston, Thad Jones, Gil Evans), che il pubblico del jazz aspettava da tempo di ascoltare a Cagliari. Alle 21, nella sala M2, il giovane pianista Luca Barrile in quintetto, menzione speciale Premio Isio Saba. Un’ora dopo, ma questa volta nella sala M1, le luci si accendono sulla straordinaria cantante di Dallas Jazzmeia Horn (che agli inizi della carriera fece parte di uno dei gruppi di Billy Harper, per poi entrare in quelli di Ellis Marsalis, Frank Wess, Mike LeDonne), accompagnata da Yago Vazquez, pianoforte, Geraud Portal, contrabbasso, Enrico Morello, batteria. Sabato 22, ancora Giovanni Bietti alle 18 con un altro interessante progetto dedicato questa volta a Béla Bartok. Musicista e compositore, Bietti è anche fine musicologo e domenica 7 dicembre alle 11 nel teatro Carmen Melis presenta il verdiano Otello, dramma lirico in quattro atti tratto dall’omonima tragedia di Shakespeare, con libretto di Arrigo Boito, che mercoledì 10 alle 20 inaugura la stagione operistica del Teatro Lirico con un nuovo allestimento firmato dal teatro di via Sant’Alenixedda, in cartellone fino a martedì 16 (i prossimi appuntamenti prevedono Lucrezia Borgia, Norma, Così fan tutte, Turandot, Il cappello di paglia di Firenze, Rigoletto). Alle 19.30, l’atteso sassofonista inglese Courtney Pine, nome arcinoto ai jazzofili, affiancato da Chris Cobbons e Femi Temowo alle chitarre,Rio Kai al basso, Robert Fordjour alla batteria e Samuel Dubois, steel drums, strumento a percussione ricavato da bidoni metallici modificati. Alle 21 la cantante e chitarrista catalana Sandra Bautista, vincitrice del Premio Parodi 2024. A chiudere la serata, alle 22, il batterista Jerome Jennings (Sonny Rollins, Ron Carter, Hank Jones, Dee Dee Bridgewater, Chris McBride) con un set trascinante a base di blues, be-bop, hip-hop, elettronica, offerto in compagnia del dj Oooh Child, Stéphane Clément alla tromba, Neta Raana al sax tenore, Malik McLaurine, basso e contrabbasso, Jordan Williams al pianoforte. il 23 la giornata conclusiva parte alle 12 con Rita Marcotulli Ensemble. Di sera alle 19.30 la contrabbassista Endea Owens con Nia Drummond, voce, Alphonso Horne, tromba, Irvin Hall, sax alto, Arcois Sandoval, piano, Joe Dyson, batteria. La cantante Ava Alani e il pianista Vittorio Esposito vincitori del Premio Isio Saba alle 20.30 nella sala M2. Chiusura di lusso alle 21.30 con Gary Bartz, indiscusso maestro del sax alto, in compagnia di Rita Satch, voce, Barney McAll, piano e tastiere, Matt Pavolka, basso, Ele Howell, batteria. “L’edizione di quest’anno, organizzata con il contributo della Fondazione di Sardegna e Cassa Deposito e Prestiti, ha ottime probabilità di rimanere scolpita come un momento di svolta” dichiara Massimo Palmas, fondatore dello storico jazzfest: “Coincide infatti con la realizzazione di obiettivi perseguiti tenacemente, come la gestione per i prossimi 25 anni del Teatro Massimo di Cagliar, in partnership con Cedac Sardegna, ma anche con la nascita di Medinsard, il nuovo centro di produzione di Sardegna Concerti, finanziato dal Ministero della Cultura, e naturale evoluzione di un percorso che ci ha visto promotori, fin dagli anni Ottanta, di sperimentazioni e contaminazioni musicali”. E al Teatro Massimo approda il 5 dicembre alle 21 per l’organizzazione dell‘associazione culturale Il Jazzino, Alice, raffinata e poliedrica cantante romagnola, che negli anni ha calcato i palchi più disparati (nell”81 vinse il Festival di Sanremo con l’arcinota Per Elisa) continuando tra presenze e assenze a coltivare la canzone di qualità. Accompagnata da Carlo Guaitoli al pianoforte, Antonello D’Urso alle chitarre e Chiara Trentin al violoncello, quella che negli Ottanta e Novanta è stata mirabile interprete di splendidi brani firmati da Franco Battiato, propone lo spettacolo Master songs, ammaliante viaggio tra musica e poesia Pasolini, Cappello, Di Glieria), nelle canzoni più importanti di una carriera che non ha mai preso scorciatoie, salpata nel ’75 con l’album “La mia poca grande età” che racchiudeva già allora una vocalità limpida e contraltile, stilisticamente rigorosa. “Oltre alle mie canzoni, in questo progetto rileggo brani di Battiato, Gaber, De André, De Gregori, Fossati, Gaber, Guccini, Camisasca”, dichiara Alice, nata Carla Bissi: “Per me è sempre un privilegio dare voce a musica e parole, siano esse contenute in canzoni o poesie, affinché possano parlarci, vivificarci e tenerci uniti”. Il 30 alle 20.30, sempre sul palco della sala di via De Magistris, arriva Raphael Gualazzi, ospite della stagione musicale 2025-26 del Cedac. Il cantane e pianista marchigiano propone quella che ormai da tempo è diventata la sua ricetta vincente: una gustosa miscela di pop, jazz, blues, fusion, classica, in grado di soddisfare ogni genere di palato. Una ghiotta occasione per i fan del musicista urbinese per ascoltare dal vivo i brani dell’ultimo album Dreams, ma anche successi come “Reality and fantasy”, “Follia d’amore”, “Sai (ci basta un sogno)”, “L’estate di John Wayne”, “Lotta things”, “Calda estate (dove sei)”, “Liberi o No”. Con Gualazzi sul palco ci sono Luigi Gaggi alla tromba, Michele Guidi alle tastiere, Anders Ulrich al contrabbasso e basso elettrico, Gianluca Nanni, batteria. Rimanendo in campo pop e canzone d’autore, Il Bflat vara in dicembre la rassegna Incontri d’Autore al via il 15 con i Tazenda e la loro S’istoria infinida, viaggio tra musica e parole che vede sul palco Gigi Camedda, Gino Marielli, Serena Cartamantiglia, Massimo Cossu e il giornalista Felice Liperi, autore del volume che dà il titolo allo spettacolo, in veste di voce narrante. Il 17 Red Ronnie porta sul palco Le star della musica come non le avete mai viste: racconti, aneddoti, video esclusivi, riflessioni, proposti da una delle voci più importanti e conosciute del giornalismo musicale del nostro Paese .Il 19 il raffinato cantante e chitarrista Nino Buonocore, con i brani dell’album appena uscito M.I.S.L.A.- Mettiamo in salvo l’amore. L’autore della celebre “Scrivimi” è accompagnato da Alfonso Deidda, pianoforte, Antonio De Luise, contrabbasso, Amedeo Ariano, batteria. Il 28 il pop-jazz di Sergio Caputo, ormai un habituè del club di via del Pozzetto. Pop e jazz per traghettare gli astanti in brani super conosciuti come “Sabato italiano”, “Spicchio di luna”, “Mercy bocù”, “Mettimi giù”, “Bimba se sapessi”,2 Il Garibaldi innamorato”, “L’astronave che arriva”, “Non bevo più tequila”, da cantare tutti insieme. Settantuno anni, romano ,dopo lunghi anni passati negli Stati Uniti, si è trasferito in Francia dove attualmente vive. Sul palco, con lui, gli ormai collaudati Fabiola Torresi al basso e ai cori e Alessandro Marzi alla batteria, pianoforte e voce. Non fa parte della rassegna ma sarà bene non perderlo, il concerto di Mario Venuti in solo in programma venerdì 12 alle 21. Ha iniziato nel 1984 con i Denovo incarnando una parte importante della new wave italiana di quegli anni, anni in cui a Firenze muovevano i primi passi i Litfiba, ovvero il versante più rock di quel movimento. Poi, col passare del tempo, l’avventura musicale è proseguita in solitaria tra canzone d’autore, pop e rock. senza troppo concedere alle lusinghe del mercato e mantenendo salda una cifra stilistica sempre riconoscibile. ll 16 e 17, alle 21, nella sala di via De Magistris, La notte del Gospel, con la contagiosa energia di Marquinn Middleton & Miracle Chorale. Ospite di Sardegna Concerti e associazione culturale ii Jazzino, Carmen Consoli ritorna nel capoluogo sardo dopo qualche anno di assenza con tre concerti in programma al Massimo il 18 e 19 alle 21 e il 20 alle 18.30, inseriti in un tour che prende il nome dal nuovo album Amuri Luci, dove sono racchiuse le tante anime della cantautrice siciliana: musica popolare, rock anni Settanta, l’indie dei Novanta, canzone d’autore e blues. Ventisette brani in tutto, con una prima parte in siciliano e dall’atmosfera teatrale, in cui trovano posto anche immagini, rimandi a poeti e scrittori, duetti virtuali con Mahmood, Jovanotti e con il tenore Leonardo Sgroi. Nella seconda, dal sapore pop e rock, la scaletta offre “Questa notte una lucciola illumina la mia finestra”, “Ottobre”, “Autunno dolciastro”, “Imparare dagli alberi a camminare”, “Sintonia perfetta,” Lo stonato” e altre ancora. Il trittico “L’ultimo bacio”, “Parole di burro”, “In bianco e nero”, proposto con sola voce e chitarra, anticipa il finale affidato a “Orfeo”, “Amore di plastica”, “Blu notte” e “A Finestra”. Il 31 alle 18 il concerto di fine anno al Lirico Sardinia meets Qatar-il canto dei due mari, al quale prendono parte Anna Tifu, violino, Dana Al Fardan, cantautrice qatarina, Alice Marras, voce, Andrea Granitzio, pianoforte e pietre sonore, Gavino Murgia, sassofono, Giovanni Pasini, direttore, Giovanni Andreoli, maestro del coro, Marcello Peghin, chitarra, Peppe Frana, oud, Francesco Savoretti, percussioni, Daniele Russo, batteria, Ensemble di percussioni “Fijiri” del Qatar, Maria Sciola, pietre sonore. Da gennaio, il teatro guidato da Andrea Cigni vara la stagione concertistica dove spiccano i nomi della star del violino Maxim Vengerov in duo con la talentuosa pianista Polina Osetinskay (i cui concerti, a seguito del dissenso manifestato per la guerra contro l’Ucraina sono stati banditi in patria, ovvero la Russia), protagonisti il 24 gennaio di un programma che spazia da Schubert a Brahms passando per Sostakovic, Paolo Fresu e l’orchestra del Lirico diretta da Paolo Silvestri il 27 e 28 marzo, con un doppio concerto dove sfilano lo storico quintetto del trombettista berchiddese formato da Roberto Cipelli, Tino Tracanna, Attilio Zanchi, Ettore Fioravanti, il Devil Quartet, e ospiti come Antonello Salis, Elena Ledda, Alessio Atzori all’elettronica, la Mahler Chamber Orchestra guidata dalla vertiginosa pianista Vuja Wang, 3 settembre, il sommo pianista russo Grigory Sokolov il 20 novembre, che come sempre predilige i live all’attività discografica. Musica ma non solo, perché in dicembre trova spazio anche il teatro, la danza contemporanea e classica, e il Premio Jana varato dall’associazione Event’s Partners, che il 19 nell’Auditorium ex Cis in viale Bonaria, verrà consegnato a Beppe Severgnini, Luca Ward, Marcello Fois, Valeria Marini, Anna Falchi, Marella Giovanelli, e alla memoria del pioneristico imprenditore ed editore Nichi Grauso scomparso lo scorso maggio (il premio verrà ritirato dalle figlie Virginia e Giulietta), in un’attesa serata presentata dai giornalisti Luca Telese e Giuliano Guida Bardi. Dal 10 al 14 al Massimo per la stagione prosa del Cedac va in scena Iliade – Il gioco degli dèi, con Alessio Boni e Donatella Attili protagonisti in una produzione targata Nuovo Teatro. Nell’era della globalizzazione e della dispersiva simultaneità di internet, i classici greco latino, benché a volte oggetto di riscrittura come in questo caso, conservano ancora quell’energia di enigmaticità, segretezza, invenzione. Sono stati, e restano, testimoni di poliedriche identità in continua metamorfosi, insofferenti a ogni legge precostituita, capaci di influenzare tutto ciò che è arrivato dopo. Il 15 si replica al Verdi di Sassari. Altri titoli in cartellone: La vedova scaltra con Caterina Murino, 14-18 gennaio, Re Chicchinella di Emma Dante, 28 gennaio-1 febbraio, Kinds of Miles con Palo Fresu e Bebo Ferra, 11-15 febbraio, I ragazzi irresistibili, commedia di Neil Simon con due giganti del calibro di Umberto Orsini e Franco Branciaroli, 26 febbraio-1 marzo, Amadeus, Teatro dell’Elfo, 4-8 marzo, Riccardo III con Maria Paiato, 19-22 marzo, Come gli uccelli, compagnia Il Mulino di Amleto, pièce vincitrice del Premio Ubu 2024 per il miglior testo straniero firmato da Wajdi Mouawad, 25-29 marzo, Mein Kampf, Stefano Massini, 8-12 aprile. Sul fronte coreutico, dall’8 al 13 al Teatro delle Saline arriva la prima edizione di Corfuentes (nella lingua sarda, sorgenti del cuore), festival organizzato da Asmed-Balletto di Sardegna con la direzione artistica di Massimiliano Leoni, realizzato con il contributo del Ministero della Cultura e della Regione Sardegna. “Non potrebbe esserci nome più adatto per un festival che affonda le sue radici nella storia di Asmed, associazione che fin dagli anni Ottanta ha accompagnato pubblico, artisti e territori in un percorso di rinnovamento continuo” dichiara Leoni: “Ma Corfuentes ha per noi anche un significato speciale perché arriva in un momento in cui il Ministero ha riconosciuto Asmed come Centro di Rilevanza di Interesse Nazionale per la Danza, uno dei quattro in tutta Italia. Un traguardo prestigioso che premia decenni di instancabile lavoro al servizio della danza”. Ogni serata parte alle 21 offrendo anteprime, prime assolute, incontri inediti, con compagnie provenienti da Veneto, Ersilia Danza di Laura Corradi, Tocnadanza, C&C Company, Toscana, Versiliadanza e Nina, Abruzzo, Gruppo e-Motion, Puglia, ResExtensa, e la nostra Sardegna, ben rappresentata da Amorphe con “Duos”, Art’in, “80”, Circo Zamuner, “Come neri fiori notturni”, Danza Estemporada diretta da Livia Lepri, “Le Crisalidi”, Balletto di Sardegna, “Manamuri”. E poi Francia, Le Phare CCn du Havre Normandie, Bulgaria, Derida Dance Center sabato 13 con la prima assoluta di Fractus, MH Contemporary Dance Company dalla Corea del Sud per la prima volta nell’Isola, e infine, nella serata conclusiva, la presentazione del libro “Nut e l’irresistibile richiamo del Dirupo Oscuro”, con Mario Coccetti, l’attore e regista Senio Dattena impegnato in una lettura e il violinista Sergio Tifu. Il 14 mattina, dalle 10 alle 12, nella scuola di danza Assunta Pittaluga, da decenni punto di riferimento in città anche da quando la sua storica fondatrice non c’è più (al timone c’è Paola Scala, insegnante di vaglia che ne ha raccolto l’eredità e dal 2016 guida la scuola) è in programma una masterclass tenuta da C&C Company. Non è tutto, perché la danza plana anche al Teatro Lirico con il tradizionale Schiaccianoci e il re dei topi visibile dal 20 (ore 20.00) al 24: durata poco più di due ore. A far rivivere la favola natalizia di Ernst Hoffmann, uno dei massimi rappresentanti del romanticismo tedesco che influenzò Poe, Gogol, Dickens, Baudelaire, Kafka, è il Corpo di Ballo e dai Solisti del TAM Ballet – Teatro Arcimboldi di Milano diretto da Caterina Calvino Prina, tra le cui fila compare anche l’oristanese Federica Spiga nel ruolo di Bambola presente nelle repliche del 23 e 24 (la giovane danzatrice si è formata all’Accademia Ucraina di Balletto). Coreografia di Petipa-Vainonen ripresa da Ekaterina Dalsakaya e Pierpaolo Ciacciulli che nella pièce interpreta Drosselmeyer. Bella, complessa, ricca di inquietanti chiaroscuri, ha raggiunto nel mondo una fortuna ben superiore a quella che il suo autore avrebbe mai potuto immaginare, diventando la pietra angolare di un balletto reso immortale dall’impareggiabile musica di Cajkovskij. Il balletto viene presentato al pubblico il 19 alle 18 nel Teatro Carmen Melis dalla giornalista e critica di danza Elisa Guzzo Vaccarino, e replicato il 21 alle 17, il 23 alle 15.30 e alle 20.30, il 24 mattina alle 11. Mentre il 23 al Teatro Massimo, Cedac fa trovare sotto l’albero alle 20.30 Puccini Dance Opera Circus, lavoro tra danza e arti circensi firmato da Caterina Mochi Sismondi, ispirato alle eroine dell’opera, con musiche tratte da Manon Lescaut, La Bohème, Tosca, Madama Butterfly, Turandot. Sul palco sei interpreti, un trio d’archi e un live electronic. Sempre il 23, ma questa volta al Teatro Civico di Sassari, nell’ambito del Festival Danza Motore di Riflessione ideato dall’associazione Music & Movie, Asmed propone Fiore di Loto, che trae spunto dal libro di Serena Dandini Ferite a morte. In scena alle 21 con la regia di Senio Dattena e le coreografie di Sara Manca e Flavia Dute, ci sono, oltre a quest’ultima, Manuela Ragusa, Lucrezia Casula, Cristiana Pilato, Elisa Zedda. Dopo Schiaccianoci, la stagione del Teatro Lirico prosegue con altri capolavori e big della coreografia mondiale. Dal 20 al 24 febbraio va in scena Il lago dei cigni del Ballet Preljocaj, nella coraggiosa rilettura di Angelin Preljocaj, coreografo franco-albanese che il pubblico sardo ebbe modo di applaudire sempre su questo palco nel maggio del 2013 con il bellissimo Les Nuits, e di conoscere per la prima volta nel 1989, quando fu ospite in città del festival Nuova Danza che nell’Isola aprì le porte alla danza contemporanea, a quel tempo diretto dalla mai dimenticata Paola Leoni. Balletto tardo-romantico di Petipa-Ivanov su musiche, manco a dirlo, di Cajkovskij, continua a occupare il posto in prima fila nel cuore del pubblico e in quello di chi pratica la danza classica. Non c’è danzatrice, infatti, che non sogni di interpretare il doppio ruolo di Odette-Odile, la principessa-cigno timida e romantica e la sua sosia sensuale e vampiresca. Con il brevissimo assolo che Fokine disegnò su misura per Anna Pavlova in La morte del cigno, l’iconica danzatrice russa ne incarnò definitivamente il mito esportandolo in tutto il mondo. Rappresentato per la prima volta al Teatro Bol’šoj di Mosca il 20 febbraio 1877, racconta una storia d’amore e sortilegio. Durante i festeggiamenti del suo ventunesimo compleanno, al principe Siegfried viene imposto di scegliere la sua futura moglie fra sei fanciulle presentategli dai genitori. Il giovane si innamora però durante una battuta di caccia di Odette, regina che durante il giorno si trasforma un cigno a causa dell’incantesimo del perfido mago Rothbart. Il maleficio può essere spezzato solo con il matrimonio e Siegfried la sceglie come sua sposa. Ma lo stregone li ostacola dando alla propria figlia, Odile, le sembianze di Odette e ingannando così il principe che, fuggito alla ricerca di Odette, finisce insieme a lei inghiottito dalle acque dello stagno, ricongiungendosi all’amata e spezzando l’incantesimo. Dal 23 aprile al 3 maggio, Beethoven 7, firmato da una delle maggiori coreografe del nostro tempo: Sasha Waltz, universalmente riconosciuta come erede di Pina Bausch, per la prima volta in Sardegna e quindi imperdibile. Con “Beethoven 7”, Sasha Waltz prosegue la sua ricerca sulla relazione tra danza e musica. Tredici danzatrici e danzatori della sua compagnia si confrontano con l’integrale della “Sinfonia n.7″ di Ludwig van Beethoven e con una nuova composizione appositamente commissionata a Diego Noguera come risposta ai temi e alle domande poste da questo monumento della cultura musicale mondiale. Nel 1812 Beethoven si chiedeva infatti: “Le persone reali sono schiave dell’ambiente in cui vivono, o possono dirsi libere?”. Sasha Waltz, oggi, prova a dare una risposta a questa domanda rivolgendosi, ancora una volta, a una precisa idea di movimento corporeo e sonoro, di estetica, di libertà creativa. Dal 23 al 27 maggio un altro importante debutto sul palco del Lirico. Il coreografo rumeno Edward Clug, guida il prestigioso Balletto di Maribor nei territori di Ibsen da cui è tratto Peer Gynt con musiche di Grieg. Uno spettacolo enigmatico e fantasioso, caratterizzato da una narrativa ispirata al surrealismo, all’assurdo e all’ironia. Attraverso una scenografia suggestiva, Clug racconta la vicenda di Peer Gynt che si fa strada attraverso il mondo scappando dalla realtà grazie alle sue storie. Nel suo mondo fantasioso la fatiscente dimora del padre è un palazzo scintillante, i suoi tradimenti si trasformano in gesta eroiche. La ricerca di amore e avventura lo porta non solo in un mondo di troll e demoni, ma anche in Oriente e in un manicomio, prima del salvifico ritorno a casa. Dopo la pausa estiva, la stagione riprende in ottobre con il Béjart Ballet Lausanne, dal 9 all’11 protagonista di tre coreografie del maestro francese scomparso nel 2007: 7 danses grecques con musica di Theodorakis, L’Oiseau de feu con quella di Stravinskji, Boléro con le note di Ravel. Infine Roberto Bolle, che ritorna a Cagliari dopo un’assenza di undici anni, dal 16 al 17 sempre di ottobre con Caravaggio di Mauro Bigonzetti e le musiche di Monteverdi riorchestrate da Bruno Moretti. Al fianco dell’étoile, una compagnia talentuosa creata ad hoc. Tutte le coreografie vengono eseguite dall’Orchestra del Lirico con l’ausilio del Coro diretto da Giovanni Andreoli e dal Coro di voci bianche del Conservatorio Giovanni Pierluigi da Palestrina diretto da Francesco Marceddu. Sempre nel campo dell’arte di Tersicore, il Cedac vara in gennaio la propria stagione con Espana della compania Amalurra, 24-25 gennaio, a cui fanno seguito Cindarella, Compagnia del Teatro Nazionale Croato di Rijeka, 14-15 marzo, Neapolis Mantra, con Emanuela Bianchini, Enzo Gragnaniello e i solisti della Muvla Sungani Phsycal Dance, 18-19 aprile, Notte Morricone, coreografato dallo spagnolo Marcos Morau,9-10 maggio.

Nella foto in evidenza, Gavino Murgia e Don Moye

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Di GianLuca
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