Quando un balletto entra nel repertorio e ci resta per oltre un secolo, vuol dire che ha vinto la sua battaglia contro lo scorrere del tempo. Tra i capolavori coreutici e musicali che in tutto il mondo hanno conquistato generazioni di ballettomani c’è “La bella addormentata“, considerato da sempre il trionfo della danza. Negli ultimi vent’anni e poco più, il pubblico sardo ha avuto modo di applaudire due volte nel Teatro Lirico di Cagliari il celebre balletto coreografato da Petipa e musicato da Cajkovskij, tratto da una fiaba di Perrault, dove Aurora, figlia del re Florestano, viene maledetta dalla fata malvagia Carabosse, furiosa per essere stata esclusa dalla lista degli invitati al battesimo della nobile neonata.
Condannata da un maleficio a morire a sedici anni, Aurora si salverà grazie all’intervento di un’altra maga che muterà la morte in un sonno eterno interrotto solamente dall’arrivo del bel principe Désiré, il cui bacio spezzerà l’incantesimo e trionfare l’amore.
La prima volta che “La bella addormentata” si materializzò sul palco del teatro di via Sant’Alenixedda fu nel 2003 con il Balletto di Kirov. La seconda invece nel 2012 con il Balletto del Teatro Nazionale di Praga. Adesso ritorna con il Balletto dell’Opera Nazionale di Riga e le coreografie di Aivars Leimanis, da Marius Petipa, in scena dal 13 maggio (alle 20.30) al 18 (ore 17.00) con le musiche eseguite dall’Orchestra del Teatro Lirico diretta per l’occasione da Martins Ozilins. Lo spettacolo, in tre atti, dura due ore e cinquanta minuti intervalli compresi e viene replicato il 14, 15 e 16 sempre alle 20.30 e il 17 alle 15.30 e alle 21.00.
Coreografo e direttore artistico della compagnia ospite a Cagliari (vista all’opera in città nel 2009 con “Le corsaire” e l’anno successivo con “Lo schiaccianoci”), per Leimanis “La bella addormentata” oltre a rimanere “un punto di riferimento del balletto classico dove agli interpreti è richiesto uno stile di altissimo livello”, è un titolo “che si adatta perfettamente al Balletto dell’Opera Nazionale di Riga per via della molteplicità dei ruoli, delle danze particolarmente difficili non solo per i solisti, e per uno dei ruoli femminili più impegnativi del balletto classico, quello della principessa Aurora, che può essere interpretato solo dalle migliori ballerine”. Della “Bella Addormentata” esistono tante versioni e numerosi sono i coreografi che con questo balletto immortale si sono confrontati nel tempo: Balanchine, Ashton, Nureyev, Grigorovich, Petit, Wheeldon, Cranko, Ratmansky, Dowel, Ek, Bourne, Duato, Walsh, Maillot, Torres e altri ancora. Ora è arrivato il momento di Leimanis, che il pubblico attende con curiosità per vedere se la sua versione sarà godibile oppure no.










