Oltre mille firme per proteggere e valorizzare il bosco di Pixinortu: uomini e donne di San Sperate, e non solo, chiedono che la grande area verde a un chilometro ad est dell’abitato venga trasformata in parco naturalistico e che il suo futuro venga deciso insieme alla comunità.
La mobilitazione è nata l’11 ottobre, tre mesi dopo l’avvio dei lavori per la messa in sicurezza voluti dal Comune e sospesi il 4 luglio dalla stessa amministrazione, con una petizione pubblica rivolta alla comunità di San Sperate e a chiunque avesse a cuore la natura e l’ambiente: “La nostra è una richiesta semplice e legittima: poterci confrontare con gli organi rappresentativi e governativi del nostro Comune sul Bosco e il suo futuro, convinti che un bene prezioso e collettivo, richieda un onesto confronto e dibattito che possa coinvolgere la cittadinanza”. La richiesta è stata accolta dal sindaco Fabrizio Madeddu e dal Consiglio comunale, che ha invitato i referenti del Comitato Permanente a difesa del Bosco di Pixinortu, rappresentato da Sofia Pinna, Roberta Lecca, Elena Saccani, Piero Schirru, Giovannino Schirru e Gianluca Meloni e avviato un confronto sul futuro dell’area.
E a difesa del bosco, una zona ricca di memoria e storie per la comunità, si schierano anche artisti ed artiste che in questi giorni hanno cominciato a girare per San Sperate alla ricerca dei muri che possano accogliere nuove opere che raccontino le vicende di Piscinortu. E’ nata perciò una raccolta di donazioni per realizzare almeno due murales sul tema: “Vogliamo permettere a chiunque può e condivide il progetto di dare il suo contributo e a noi di parlare del nostro legame con il Bosco attraverso l’arte, di raccontare la storia di ciò che è stato, di ciò che è e di ciò che vorremo che questo posto sia per le future generazioni”. Il crowdfunding, avviato martedì 30 gennaio, ha già raccolto oltre 1000 euro su un obiettivo di 10 mila; si può contribuire sulla piattaforma Gofundme a questo indirizzo.
“Piscinortu è parte fondamentale dell’identità dei sansperatini, che custodiscono preziosi ricordi delle storie che si sono svolte all’interno della cornice del bosco.
L’emozione nell’ascoltare questi racconti per chi appassionandosi a San Sperate lo ha eletto come suo paese di adozione è simile a quell’emozione che quelle stesse persone provano ascoltando i racconti sulla nascita del muralismo in questo paese. Entrambi nascono come esperienze di partecipazione attiva: Piscinortu diventa un bosco tutto intero grazie alle donazioni dei terreni da parte di privati cittadini. Il muralismo diventa realtà grazie alla forza trainante di Pinuccio Sciola e al contributo dei sansperatini che non si sottrassero a questo ‘laboratorio di creazione e confronto’. Entrambi arrivano a noi come dono da parte delle generazioni precedenti, e soprattutto come segnale che qualcosa di coraggioso, creativo e innovativo scorre nelle vene di questo paese”.










