Ritorna a Mogoro, al Centro Fiera del Tappeto in piazza Martiri della Libertà, la Fiera dell’Artigianato artistico della Sardegna, la più variegata e longeva dell’Isola. La 62esima edizione ha preso il via il 22 luglio e ci accompagnerà per tutta l’estate fino al 17 settembre con circa cento espositori a raccontarci i saperi antichi attraverso i loro manufatti contemporanei. Ceramiche, tessuti e ricami, alta sartoria, legni intagliati, gioielli in oro e non solo, ferro, pietra e metalli, vetri, coltelli, arte dell’intreccio e pelletteria, oltre a prodotti agroalimentari, saranno a disposizione per l’acquisto nello spazio allestito di 2500 metri quadrati.
Sotto la neo direzione artistica di Anna Cabras l’edizione 2023 ha una nuova veste grafica e una gestione degli spazi coesa e minimale, facendo ben attenzione a distinguere design, artigianato artistico e artigianato storico. Ad accogliere i visitatori ci saranno anche quest’anno i giovani del Parte Montis, presenti insieme alle istituzioni al taglio del nastro dove il sindaco di Mogoro Donato Cau ha ribadito l’importanza dell’integrazione soprattutto per le fasce più fragili della comunità che, grazie al lavoro in collaborazione con alcune associazioni sarde, vedranno esposte le loro creazioni in un’area della Fiera.
Gli esordi e l’intraprendenza delle tessitrici di Mogoro
Pina Piras Spanu insieme ad altre sette donne fondò l’Associazione delle tessitrici mogoresi nel 1962, pensata da loro e promossa dall’allora sindaco Efisio Lippi Serra; la prima Fiera del Tappeto debuttò lo stesso anno con particolare riguardo all’arte tessile, tra arazzi e tappeti di fresca e antica fattura. Il progetto era del tutto innovativo, nato da un piccolo gruppo di donne che avevano imparato a tessere dalle loro madri e che desideravano fortemente tramandare e mostrare il loro lavoro. La realizzazione necessitava di un contributo collettivo: erano solo in sette e per dar vita ad un’esposizione adeguata ci sarebbe voluto molto più materiale di quello che avrebbero potuto creare da sole, così invitarono tutti i mogoresi ad esporre insieme i prodotti tessili presenti nelle loro case affinché la tanto agognata Fiera potesse mostrare le capacità artigiane del paese. Pur mantenendo la sua peculiarità sul tessile, di cui Mogoro è un nostro fiore all’occhiello, nel tempo l’evento si è diversificato coinvolgendo tutta la Sardegna e ora la memoria si fonde con un design contaminato dalla modernità.
“Il filo della tradizione” è stato il titolo per un decennio fino al 2022, anno in cui si è aggiunto “Dove tutto nasce”, quasi a rimarcare concettualmente la centralità di Mogoro come raccordo tra le varie anime della nostra terra. Quel filo utile per tessere e per unire idealmente generazioni e luoghi, come l’iconico filo di Maria Lai che con l’opera relazionale “Legarsi alla montagna” coinvolse tutto il paese di Ulassai nell’atto creativo di reale connessione tra la natura e la comunità.

Restituire una storia completa della Sardegna
Mogoro e il tessile fanno da cornice e i laboratori artigiani presenti all’appello offrono una visione caleidoscopica dell’artigianato sardo, inoltre la Fiera è diventata un’imperdibile vetrina rivolta anche ai numerosi turisti che popolano l’isola in questo periodo, ultimamente curiosi di scoprire altro al di là del mare. L’obiettivo è di restituire dignità agli antichi mestieri attraverso una fruibilità che deve necessariamente viaggiare oltre i confini natali, in modo che non si perda. Ogni oggetto esposto testimonia la bravura tecnica e l’ingegno degli artigiani sardi, benchè riprodotto non sarà mai seriale, si sa, le mani seppur precise non sostituiscono le macchine ed è questo il sapore emozionale che cerchiamo quando acquistiamo un manufatto artigianale: l’unicità.
Laboratori ed eventi collaterali
Come per l’edizione passata la Fiera ospiterà diversi artigiani che terrano laboratori esperienziali insegnando, a chi volesse partecipare, la loro abilità artistica. Ancora da calendarizzare anche gli eventi collaterali che si svolgeranno a Mogoro, al momento si conosce solo la data del concerto della “Mario Biondi band” prevista il 20 agosto al teatro comunale per il Culturfestival. Oltre ai social, per tenersi aggiornati e per conoscere i musei gemellati con il progetto al costo di un biglietto vi consigliamo di seguire il sito www.fierartigianatosardegna.it.










