A Ollastra, terra di antiche transumanze tra Campidano di Oristano e Barigadu, da tempo quasi immemore si tiene una manifestazione che solo il Covid-19 ha potuto fermare: la Fiera del bestiame di San Marco; allevamento, produzioni tipiche, enogastronomia, artigianato artistico, momenti di formazione e divulgazione didattica per piccoli e grandi caratterizzano l’edizione 2023, in corso dal 21 al 26 aprile e sostenuta dall’Amministrazione comunale con il supporto delle associazioni di volontariato che operano nel paese.
L’identità di un paese passa anche dal suo archivio comunale
Iniziativa di spicco della manifestazione, quest’anno, è una mostra documentaria dedicata alla memoria storica di Ollastra, spunto per riflettere sul valore e sull’importanza degli archivi nella ricostruzione identitaria di una comunità che, attraverso la fruizione e la valorizzazione dei documenti, può conoscere e ritrovare le proprie origini. Nel paese l’archivio del Comune è sede, oramai da più di un anno, di un intenso lavoro di riordino al quale collaborano tutti gli uffici comunali con il supporto dei due archivisti e ricercatori della società Alicubi, Davide Maringiò ed Eleonora Poddi.
Atti, documenti, liti e controversie; donazioni e deliberazioni amministrative; registri di nascita, morte, leva e migrazioni e molto altro: dallo studio delle carte d’archivio si evince con sempre più chiarezza che la storia e l’economia di Ollastra sono legate in maniera indissolubile alla Fiera, la cui prima edizione pare si sia svolta nel 1839.
“Ciascuno di noi, ad Ollastra, conosce la Fiera di San Marco da sempre – dichiara il sindaco Osvaldo Congiu – la conosciamo da generazioni. Solo il Covid ha interrotto quest’antica tradizione. Le nostre campagne sono sempre state luogo di crocevia, di scambio, di incontro e mercato. Stiamo lavorando alacremente da mesi, per quest’attesissima prima annata post-Covid. Sono stati anni complicati e la nostra intenzione è quella di proporre una fiera all’insegna della tradizione, del rispetto della sua storica importanza per l’economia agropastorale del nostro territorio. Un’economia solida, radicata nella cultura della cultura del tempo, che sa contrapporsi, non senza difficoltà, alle molte problematiche locali e globali che il mondo delle produzioni rurali ed alimentari devono superare. Stiamo lavorando affinché la Fiera di San Marco, così come è sempre stata, costituisca in modo ancora più forte, un’opportunità, un’occasione favorevole per la crescita dell’economia del nostro territorio e della nostra comunità. Per guardare avanti, abbiamo incominciato dalle fondamenta del nostro passato: dalla storia”.
Il pezzo centrale dell’esposizione è un documento risalente all’edizione del 1909 della Fiera: la richiesta del duplicato di un bollettino di compravendita di bestiame avvenuta in occasione della manifestazione e inviata da tale Giovanni Musinu Fadda di Busachi all’allora segretario comunale di Ollastra Simaxis. Il “bollettino di bestiame” era obbligatorio per legge, comprovava l’affidamento in custodia, la donazione o la compravendita della proprietà dei capi e doveva essere esibito agli ufficiali e agenti della forza pubblica a ogni controllo; era anche un documento che poteva essere presentato in una causa per attestare la proprietà degli animali in caso di furto o smarrimento. A occuparsi di questa documentazione era l’Ufficio Abigeato, istituito in ogni comune della Sardegna da un Regio Decreto del 1898 e soppresso solo nel 1996, quando le sue competenze furono affidate alle Aziende sanitarie locali; il compito fondamentale dell’Ufficio era vigilare e contrastare l’abigeato, il reato del furto del bestiame, uno dei fenomeni che più preoccupava e occupava gli allevatori.

Un appello per un patrimonio da costruire insieme
Ollastra sta lavorando alle basi di quello che in un futuro potrebbe divenire un museo della memoria civica; per riuscire nell’intento sarà necessario creare un fondo storico con il contributo di coloro che, in paese e non solo, sono in possesso di documenti, fotografie, ricordi o atti che siano legati alla Fiera di San Marco. Per la scansione o la donazione di testimonianze del passato sarà possibile rivolgersi al Comune che provvederà alla condivisione dei documenti attraverso l’esposizione e la disponibilità alla consultazione.










