Design dei prodotti e sostenibilità ambientale, un binomio sempre più necessario. Lo dimostra la lampada Phos, ideata dal giovane creativo cagliaritano e eccellenza sarda del product design Gabriele Onnis. Oggetto moderno, utile ed ecosostenibile per l’uso quotidiano, trasportabile e soprattutto autosufficiente, Phos è stato inserito tra i migliori progetti di design selezionati dall’ADI (Associazione per il Design Industriale) per l’esposizione temporanea dedicata ai designer italiani under 35 “Italy: a New Collective Landscape”, inaugurata lo scorso 4 aprile e visitabile fino al 10 settembre. La ospita l’ADI Museum di Milano, il più importante spazio espositivo dedicato al design “made in Italy”, dove risiede la collezione permanente del Premio Compasso d’Oro: i pezzi vincitori dei migliori progetti di design dal 1954 ad oggi.

La mostra-programma, curata da Angela Rui con Elisabetta Donati de Conti e Matilde Losi, è rivolta ai migliori giovani creativi italiani di talento ed è costituita da prodotti, progetti, nuove pratiche progettuali e produttive virtuose, che tengono conto delle sfide che questo momento globale richiede.
Come il prototipo “Phos”: una lanterna a mano semplice da usare che utilizza nuovi combustibili più sostenibili come il bioetanolo, prodotto dalla fermentazione della canna da zucchero o di altra origine vegetale che durante la combustione non rilascia sostanze dannose. La creazione di Gabriele Onnis è stata selezionata tra oltre 300 candidature di progetti pervenute all’ADI da tutta Italia.
Designer freelance, Gabriele Onnis (classe 1992, corso di laurea in ingegneria biomedica poi interrotto per gli studi in Product Design allo Ied di Cagliari) racconta: “L’idea è nata per caso. Ho una mia visione personale maturata negli anni che riguarda l’utilizzo dell’energia elettrica. Ho iniziato a indagare le forme di energie alternative e ho scoperto che esistevano dei componenti elettronici che erano presenti anche nei computer e quindi nelle nostre case, che si comportano come dei generatori quando si produce una differenza di temperatura tra questi”.

L’amore incondizionato e rispettoso per il fuoco parte dal ricordo di Gabriele, appena cinquenne, di quella fiammella viva che animava le vecchie lampade ad olio dei minatori di Porto Flavia, illuminando le loro storie tra le anguste e umide gallerie sotterranee. Ricordi molto belli e nitidi che gli ha impresso nella memoria suo nonno Franco, medico della miniera, attraverso i suoi racconti. “Sono sempre stato affascinato dalle storie di mio nonno, e dagli oggetti che richiamavano le miniere, in particolare dall’elemento ‘fuoco’ perché ha una poetica che riscalda, tipica della fiamma e del suono dell’atmosfera che crea, e ho trovato naturale unire le due cose”. Il fuoco lo ha ispirato infatti per la sua creazione innovativa: il focolare attorno al quale ci si riunisce e che unisce. “Il mio racconto dell’oggetto Phos vuole essere una speranza. Ho realizzato questa lampada che utilizza l’energia termoelettrica con il desiderio di poter raccontare quello che era il mio modo di vedere sia la luce che il fuoco, all’interno di una possibile idea di eco-sostenibilità dentro le nostre case, ma soprattutto per mostrare un nuovo modo di vedere le cose. La mia speranza è che qualcuno veda questo progetto e dica: “Ok, c’è un altro modo o altri modi per arrivare allo stesso risultato, che siano più sostenibili”.
Nell’immagine di copertina la lampada Phos di Gabriele Onnis










