Marc Dwyer continua nella solitaria sua opera di distruzione sonora. Approdato al terzo album, dopo ‘Chroma’ e ‘New Kind Of Cross’ sempre sotto nome d’arte Buzz Kull, l’artista australiano confeziona un notevole album di synth cold wave molto “industrializzata” ed ’80s, ricordando in parte un certo ‘Tense’ o ‘Cabaret Nocturne’ o un ‘Kavinsky’ più dark.
Già dal primo click sembra quasi di essere stati catapultati ad un ascolto di KMFDM modernizzati, inseriti a calci e pugni in un violento anime cyber di fine ani ’80, post ‘Akira’ per intenderci.
Da abbinare ad occhiali neri, trench di pelle, ovvero come il T800, con James Cameron e Schwarzy ad ammiccarci un grande si, l’ascolto di ‘Fascination’ prosegue attraverso i vari strati di loop, campioni, 808 martellante, graffi, voce baritonale che a volte vorrebbe sognare di essere quella di Dave Gahan ma che comunque convince anche se non è sempre totalmente sostenibile per tutta la durata dell’album.
Un album, come scrivevo prima, notevole nella sua graniticità, nel suo posizionamento nella galassia delle declinazioni musicali (non ce la faccio a scrivere “genere”) che conferma la bontà dell’artista del nuovo continente e soprattutto una sua riconoscibilità.
Che sia a casa, per strada, di notte, in un club sotterraneo di Berlino, ‘Fascination’ saprà bene accompagnare i nostri momenti.
E non è poco.
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