La storica torre dell’acqua di Dolianova, conosciuta in paese come ‘la torretta’, acquisterà nuova funzione e nuova vitalità: da domenica sarà adibita a polo culturale e artistico grazie al progetto D.Ar.T voluto dall’amministrazione comunale. L’edificio del 1957, ben visibile e riconoscibile dal territorio circostante, aprirà le porte all’arte grazie a un restauro e riqualificazione che lo trasformeranno in spazio museale e di ricerca, che presto accoglierà anche proiezioni, dibattiti ed eventi.
Il D.Ar.T (Dolianova Art Tower) è stato affidato nella sua nuova veste a Casa Falconieri, associazione che da oltre trent’anni si occupa di diffondere e attualizzare i linguaggi dell’arte e incisori a livello internazionale.
Stiamo creando un luogo dove ci si può incontrare, che valorizzi il mondo dell’arte ma sia anche un centro culturale di inclusione sociale e identitaria, perché l’arte è territorio di dialogo e incontro – spiega per Casa Falconieri Dario Piludu direttore scientifico del Dart -. Qui, oltre a ospitare opere di grandissima rilevanza, porteremo avanti la ricerca sull’arte visiva contemporanea unendo le realtà artistiche internazionali a quelle nostre e nazionali che inauguriamo con le opere di Makov, impegnato a rappresentare l’Ucraina alla Biennale di Venezia”.
Il primo appuntamento, con inaugurazione domenica 8 maggio alle 11 nella Torre di via Armando Diaz, è “On paper IX“, nuova edizione di un’indagine portata avanti attorno ai temi più attuali e suggestivi che animano la ricerca dell’arte contemporanea. “Siamo convinti che l’arte dia la possibilità di creare nuovi significati e alternative, più che mai davanti a un futuro ostico se non indecifrabile come il nostro – afferma Gabriella Locci, artista e anima di Casa Falconieri –. Proseguiamo quindi la ricerca dal titolo del precedente progetto, Metamorphosis, con una nuova trasformazione: abbiamo estrapolato una parola costantemente urgente nella nostra vita, amor(e), e la riportiamo in altre lingue, compreso in ucraino, dove amore si dice lyubov”.

Ospite d’eccezione per il nuovo capitolo di “On Paper IX” sarà Pavolo Makov, artista ucraino di fama mondiale che in questi giorni rappresenta il suo paese alla 59esima Biennale d’Arte di Venezia con l’installazione “La fontana dell’esaurimento”; una presenza importante, la sua, come testimonianza di un artista addolorato per il suo paese in guerra che proprio nel suo paese ha lasciato la casa e lo studio con materiali e opere. A Dolianova sarà presente con alcune opere tra cui “Big Land Escape” e “Paradiso perduto” che raccontano l’Ucraina come un mondo utopico dai legami spezzati.
Accanto al nome di Makov c’è anche un’altra artista ucraina, Zinaida, anche lei presente alla Biennale: a Dolianova porterà “Without Women”, installazione multimediale con una riflessione sul ruolo dominante dell’uomo nella società, documentando in tre video il lavoro dei pastori, le abitudini, la vita isolata di questi uomini e il loro ruolo dominante nella società.
In mostra poi i lavori di quattro artisti sardi: Rosanna Rossi e Gabriella Locci presentano alcune opere realizzate nel 1993 per la Galleria comunale di Cagliari attorno a tre drammatici fatti di cronaca di quell’anno (riassunti nel titolo scelto da Rossi ‘Firenze, Sarajevo, Solingen’); la fotografa Daniela Zedda porta alla Torre alcune immagini del backstage di quelle opere. Infine, il flusso temporale è fulcro dell’indagine di Francesco Casu che con il video “Columna florum” evoca lo scandire del tempo che apre spazi di consapevolezza e di meditazione, e diventa un memoriale per i martiri della pace.
Il progetto ha ricevuto il patrocinio del Comune di Dolianova, della Regione Autonoma della Sardegna, della Fondazione di Sardegna e dell’Ambasciata d’Ucraina nella Repubblica italiana. Casa Falconieri si avvale della collaborazione della Scuola di Architettura/DICAAR dell’Università degli Studi di Cagliari con il progetto SYA (Sardinia Young Architects), della Società Umanitaria – Cineteca Sarda, dell’Ente Concerti Sardegna e, per le nuove generazioni, dell’Istituto comprensivo Pirri 1 e Pirri 2.
(Nell’immagine in evidenza Rosanna Rossi)










