E’ morta questa sera a 87 anni Letizia Battaglia, la più grande e amata fotogiornalista italiana che ha documentato con i suoi scatti gli ultimi decenni della nostra storia, dalle più terribili vicende di cronaca nera alle feste e momenti quotidiani della sua Palermo e non solo. La notizia è stata comunicata da Leoluca Orlando, sindaco del capoluogo siciliano: “Palermo perde una donna straordinaria, un punto di riferimento. Era un simbolo internazionalmente riconosciuto nel mondo dell’arte, una bandiera nel cammino di liberazione della città di Palermo dal governo della mafia. In questo momento di profondo dolore e sconforto esprimo tutta la mia vicinanza alla sua famiglia”.
Ci piace ricordarla con le parole che ha lasciato a Nemesis Magazine e al nostro collaboratore Mario Gottardi lo scorso agosto, quando è stata protagonista del festival Licanias a Neoneli per raccontare il suo impegno come fotografa tra impegno civile e bellezza.
La Battaglia per la bellezza
È conosciuta per le sue foto di cronaca nera, mafia palermitana soprattutto, ma ha immortalato anche tanta bellezza. “Per compensare”, dice. Letizia Battaglia, la più grande fotogiornalista italiana, ha fotografato la morte ma ha sempre cercato l’umanità, la vita. Ottantasei anni sempre vissuti in prima linea, “mi piace affrontare le cose in prima persona”. Ed è esattamente così che fotografa: “utilizzo il grand’angolo, quindi mi devo avvicinare molto”. Immersa nella scena ma mai al centro. “Ero la fotografa, erano loro al centro”.
E loro erano mafiosi, certo — come dimenticare il suo scatto dell’arresto di Leoluca Bagarella — e le vittime della mafia, come Piersanti Mattarella, il fratello del presidente della Repubblica, ma anche tantissimi uomini e donne della sua Palermo. E poi “bambini e bambine. I fiori. C’è la banale bellezza che tanto ci conforta”.
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