Pamela Rooke, Jordan – questo il nome che aveva scelto per se stessa – è scomparsa il 3 aprile.
Tra i volti più noti del movimento Punk londinese a cavallo tra anni ’70 e ’80 Jordan seppe incarnare lo spirito di ribellione e sperimentazione di quel periodo, fornendo al Punk un’immagine forte, diretta e consapevole. In un’Inghilterra ancora largamente influenzata dai retaggi dell’educazione femminile vittoriana, fatta di pose aggraziate, moderazione e timidezza lei fu un punto di rottura.
Ogni giorno faceva la pendolare fino a Londra da Seaford creando scompiglio alla stazione dei treni con la sua sola presenza: calze autoreggenti in gomma, minigonne in rete, tacchi a spillo, capelli biondo platino verticalizzati e un trucco pesante nero che la rendeva simile a un procione. Ricorda lei stessa che più volte fu insultata e aggredita per la sua indecenza e che addirittura il personale della British Rail la fece trasferire in prima classe in modo che non venisse infastidita.
Non si trattava solo di look, ma di rappresentare un’epoca, un grande cambiamento. Jordan era anche il volto della stilista e sua datrice di lavoro Vivienne Westwood che la assunse come commessa per il negozio SEX in Kings Road, cuore e anima del Punk inglese.
Fedele accompagnatrice dei Sex Pistols durante i loro concerti, Jordan appare in quasi ogni registrazione video della band e, lungi dall’essere solo una bella immagine, recitò in alcuni film significativi per il movimento e lei stessa fu manager del gruppo Adam and the Ants, che mescolava Punk e New Romantic, eseguendo il brano “Lou”, dedicato a Lou Reed, sia in studio che durante i concerti.
La famiglia, per sua volontà, ha diffuso un comunicato che contenesse la causa esatta della morte, una rara forma di cancro nota come colangiocarcinoma, perché non si avesse da speculare sulla sua morte: “Non ho mai avuto nulla da nascondere”. Nella sua vita più recente Jordan ha mantenuto anticonformismo ed empatia. Era una veterinaria e allevava gatti birmani, conduceva una vita lontana dalla mondanità ma sempre con un look forte e spiazzante.
Certo oggi quelle che allora erano considerate scioccanti provocazioni inaccettabili dalla società sono di fatto codificate e assorbite ma, come è sempre stato e sempre sarà, sono le scelte etiche, la sensibilità, la personalità, la coerenza a dare un significato profondo all’immagine. Lei ci è riuscita, ha lasciato il segno contravvenendo a ogni logica di bon ton, a ogni preconcetta idea di donna dimessa e timorata, regalando a un movimento che ancora è capace di incarnare l’incoerenza di questo mondo e la rabbia verso l’ipocrisia delle persone, un volto immortale.










