Si sa, le cose belle piacciono a tutti, ma esiste anche un innegabile piacere a riconoscere, e a volte celebrare, i “flop”. Ed è così che dal 1980, in parallelo alla più celebre ed autorevole consegna dei premi Oscar per le migliori performance in ambito cinematografico, vengono consegnati i Razzie Awards, cioè il riconoscimento ufficiale al peggio del cinema dei 12 mesi precedenti, quest’anno in calendario per il 26 marzo.
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Nati con il nome ufficiale di Golden Raspberry Awards per via del termine ‘blowing raspberry’, che in slang americano sintetizza l’effetto di una pernacchia derisoria, devono il più comune nickname all’assonanza con il termine ‘to razz’ che si può tradurre come ‘prendere in giro’ o appunto ‘pernacchia’.
La forma del premio è dunque un lampone placcato oro poggiato su una pizza cinematografica, (valore di mercato 4,97 dollari) rendendo superflua qualunque ulteriore spiegazione, se non quella inerente alla scelta del vegetale: nella cultura anglosassone, infatti, il lampone è l’equivalente delle uova (marce) o pomodori che vengono lanciati da un pubblico scontento.
Si tratta dunque di un mondo contrapposto, ma parallelo, a quello realmente dorato e ben più patinato degli Oscar consegnati dall’Academy, cosa che rende i più ironici Razzie Awards altrettanto noti e, perché no, ambiti.
Le nomination alle categorie e la cerimonia di consegna avvengono con la stessa ufficialità dei primi in linea successoria e, in entrambi i casi, la sera immediatamente antecedente l’evento hollywoodiano.
Nascono come goliardica serata casalinga nel tinello di casa del loro fondatore, il pubblicista e giornalista statunitense John J. B. Wilson, che tutt’ora presenta le attuali premiazioni. L’ironia e il sarcasmo insiti nell’idea rendono breve il passo dal salotto privato dell’ideatore, all’acquisto dei diritti da parte della CNN dell’evento, che nel 2015 apre al pubblico in presenza.
Giunti alla 42esima edizione, sono tante le curiosità che si possono riportare.
Candidature 2022
Nuova categoria, indubbiamente personalizzata, quella creata per l’edizione 2022 dal titolo ‘Peggiore interpretazione di Bruce Willis in un film del 2021’. Otto candidature che puntano tutte in un’unica, non troppo nascosta, direzione. Facile immaginare il candidato e il vincitore.

Promette bene per l’imminente edizione la pellicola ‘Diana the Musical’, che tra le nove candidature (su dieci categorie) può vantare quella per la ‘Peggiore coppia sullo schermo’, per la quale risultano candidati qualsiasi membro del cast e qualsiasi numero musicale lirico o coreografato.
Amy Adams per ‘Dear Evan Hansen’ e ‘La donna alla finestra‘ e Ben Affleck, per ‘The Last Duel‘ risultano candidati nella categoria ‘Peggior attore/attrice protagonista e non protagonista’; probabilmente perplesso Jared Leto che rischia di essere insignito del premio “per il controverso accento” sfoggiato nella pellicola ‘House of Gucci‘ e quindi come ‘peggior attore’, ma anche come ‘Peggior coppia’ candidato “con qualsiasi faccia con nove chili di latex e vestito geek” .
I più premiati

Per la categoria ‘Peggior attore protagonista’ (e non protagonista) sia a livello di candidature, ben 31, sia di premi effettivamente aggiudicati, a oggi dieci, l’imbattuto Sylvester Stallone, ispiratore della nuova categoria creata ad hoc: Peggior attore del XX secolo. La parità tra i generi impone la versione femminile del premio, vinto da Louise Veronica Ciccone, in arte Madonna, per gli otto premi vinti.
Per la categoria ‘Peggior film’ imbattuta la pellicola ‘Jack and Jill’, che in un’unica edizione conquistò dieci premi, regalando anche il primato al suo protagonista Adam Sandler, vincitore del premio come ‘Peggior attore e attrice protagonista’ in contemporanea, oltre che ‘Peggiore coppia’ con sé stesso.
Incetta di premi nel 2010, e caso scuola davvero unico, quello di Sandra Bullock, vincitrice del Razzie Award come ‘Peggior Attrice Protagonista’ nel film ‘A proposito di Steve’ e dell’Oscar come ’Miglior Attrice Protagonista’ la sera seguente per il film ‘The Blind Side’. Alla premiazione dei Golden Raspberry si presentò con un enorme numero di DVD del film da mostrare ai giurati affinché almeno la metà di loro cambiasse idea e tornasse sulla decisione.
Altrettanto ironica Halle Berry, che nel ritirare personalmente il suo Razzie nel 2004 per la performance in ‘Catwoman’, guardava con aria schifata l’Oscar ricevuto nel 2002 per ‘Monster’s Ball’ tenuto nella mano sinistra mentre contemporaneamente brandiva commossa e ironica il lampone dorato nella destra.
Non hai vinto? Meriti un premio
A consolazione per la mancata vincita di alcun premio a fronte di otto candidature ricevute nel tempo, e assicurare così la consegna del famigerato lampone dorato ad Arnold Schwarzenegger viene appositamente, e temporaneamente, istituita nel 2004 la categoria ‘Perdente dei perdenti’. Il vincitore era scontato.
Anche i Razzie hanno un cuore
L’istituzione del Razzie Redeemer Award dimostra che ad una (o molteplici) brutte performances ne possono seguire di ottime; questa versione del premio viene assegnata, mediante votazione del pubblico sul sito Rotten Tomatoes, ai vincitori delle scorse edizioni che si sono “redenti” con inaspettate prestazioni positive. Riabilitati così i nomi di Mel Gibson – almeno fino a quest’anno perchè nuovamente candidato – (pernacchia per ‘Daddy’s Home 2’ e rendento per ‘La battaglia di Hacksaw Ridge’), di Kirsten Stewart (6 razzie ricevuti per ‘Twilight’ e redenta “per ‘Camp X-Ray’ e Ben Affleck, pluri-vincitore di lamponi dorati per Amore estremo – Tough Love – ma perdonato per essere diventato un favorito dagli Oscar con ‘Argo’ e ‘L’amore bugiardo’.
E Sylvester Stallone? Naturalmente si è aggiudicato anche questa versione del premio “per tutti i premi che sta vincendo grazie al film Creed – Nato per combattere”. Un vero collezionista.
Non solo critica feroce di pellicole a basso budget, ma spesso personale, opinabile e chiaramente politicamente non corretto giudizio arbitrario. Un successo annunciato!










