Il giovane creativo cagliaritano Mauro Zucca lavora a un progetto che include moda, pittura e grafica dal nome accattivante: Links.
“Links sono le connessioni, reali e immaginarie – ci ha detto Mauro Zucca – tutto in qualche modo è collegato e le visioni della mia testa si tramutano in disegni molto simili alla rete neurale che nel nostro corpo svolge appunto la funzione di sistema di collegamento”.
La linea, che comprende maglie, t-shirt, felpe e cappellini, è molto personale. Nasce da un’esigenza quasi fisica di raccontare e di esprimersi che viene trasposta sul tessuto in modo istintivo ma con una componente artistica silenziosa che dimostra ragionamento e impostazione. Echi dello straordinario colorista sardo Antonio Atza, surrealismo e anche iper realismo, si incontrano in creazioni fresche dall’aspetto psichedelico. Anatomie perfette di insetti, pesci, arti umani e animali convivono con entità astratte, adagiati su filamenti simili a ragnatele digitali, in un insieme visivo che ricorda le macchie di Rorschach o le forme intrappolate in un caleidoscopio.
“Ho iniziato a 22 anni nel 2015, in seguito a un periodo di disagio mentale che ho attraversato – racconta Zucca – per me, come per tanti artisti, il disegno è stato una terapia, un modo per portare alla luce il male e per combatterlo, incanalando la negatività in qualcosa che fosse propositivo. I colori principali che utilizzo sono il verde, il blu e il rosa: per me hanno un significato profondo, rappresentano in qualche modo la mia famiglia, in particolare una mia zia, e sono quindi un costante punto di riferimento”.
Le creazioni sono realizzate con tecnica mista che accosta all’utilizzo della varechina per ottenere una base con sfumature di colore aliene una sovrapposizione di interventi pittorici e grafici in acrilico. Se il Punk e il Grunge avevano già ampiamente sfruttato gli effetti inediti, la casualità e la non replicabilità dei tessuti trattati con la varechina, Mauro Zucca porta questa tecnica a un livello superiore equilibrando pieni e vuoti, spingendo al limite le capacità decorative del prodotto chimico e imponendo poi, sulla base finita, grafiche originali e fortemente simboliche.
“Inizialmente mi concentravo proprio sul significato simbolico dei disegni, col tempo ho affinato la tecnica per arrivare a uno stile più concreto, maturo e definito – prosegue Zucca – Mi affascinano le galassie, le nubi gassose, il firmamento. È questo che cerco di interpretare nelle mie creazioni. Mi affascinano anche i flussi di coscienza che sia nella vita quotidiana sia nel mondo dell’onirico ci influenzano. Ogni pezzo è unico, sarebbe impossibile riprodurre esattamente la stessa cosa. Sperimento tanto, non seguo quasi mai una linea predefinita”.
Sono dunque gli intrecci il cuore dell’indagine artistica del giovane artista cagliaritano, le connessioni che guidano, invisibili, ogni cosa animata nel mondo. Che siano rappresentate dall’intrico dei rami di un albero, dai tentacoli avvolgenti di una piovra o dalle linee essenziali di un prisma queste connessioni divengono anche la manifestazione esterna di un moto interiore privato, di un pensiero mediato dal sogno, che appartiene solo a noi e alla nostra unicità, come una sorta di ponte tra mondi intimi e orizzonti condivisi.










