Si spegneva il 13 marzo 2002, all’età di 102 anni, il filosofo Hans Gadamer. Una vita dedicata alla filosofia e, in particolar modo, all’ermeneutica filosofica.
Ermeneutica è un termine greco che deriva da hermeneutiké téchne, la tecnica e metodologia di interpretazione dei testi, in antichità i testi sacri e i poemi omerici dei quali si cercava di scegliere le parti originali e di salvarne l’autenticità e la struttura del linguaggio.
L’ermeneutica filosofica moderna attraversa diverse impostazioni. Martin Heidegger, filosofo tedesco di orientamento esistenzialista, porta l’ermeneutica verso direzioni ontologiche, che riguardano l’essere nel mondo. Il Dasein di Heidegger, ovvero l’essere e l’esserci, dipendono dalla precomprensione che sviluppiamo del mondo che ci circonda. Gadamer è stato allievo di Heidegger ed essendo influenzato dal suo pensiero, applica il concetto di precomprensione all’ermeneutica che diviene un metodo in cui mancherà sempre l’oggettività in quanto le precomprensioni, cioè i pregiudizi formatisi a causa delle nostre conoscenze, ci porteranno ad analizzare i fatti secondo quello che però non viene valutato come un inconveniente ma solo una condizione del processo cognitivo.
Gadamer mette in chiaro le strutture della comprensione e dell’interpretazione come strutture proprie dell’esistenza storica del mondo.

La sua opera più importante e famosa è Verità e Metodo, in cui affronta il problema del linguaggio e della sua possibilità di restituirci la complessità dell’esperienza umana e la verità della scienza. Si tratta di un saggio lungo e complesso, che si affianca ad altri suoi lavori importanti tra cui è doveroso segnalare “Il problema della coscienza storica” (1963), “Ermeneutica e metodica universale” (1971), “La dialettica di Hegel” (1971), “La ragione nell’età della scienza” (1976), “I sentieri di Heidegger” (1983), “Chi sono io e chi sei tu?” (1990).
Inizia la sua carriera accademica presso l’Università di Lipsia nel 1939, poi nel 1947 a Francoforte e, infine, dal 1949 al 1969 a Heidelberg. Una volta ritirato dall’insegnamento universitario ha continuato a divulgare e tenere seminari e conferenze, partecipando a convegni e iniziative nelle maggiori università italiane ed in particolare dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli e Genova.
Gadamer è stato un profondo amante della letteratura e della poesia e questo contribuì alla sua già vasta cultura, conferendo al filosofo una ancora maggiore bellezza e raffinatezza del pensiero.
Gadamer, nella sua lunga vita, era divenuto un importante interprete dei grandi temi della storia contemporanea mirando a un’etica basata sul dialogo. La capacità di ascoltare gli altri, in particolare, doveva essere l’anima dell’ermeneutica e pertanto divenire più di una filosofia, cioè una vera e propria indicazione di comportamento per l’uomo del nuovo millennio.










