Immaginate di percorrere il periplo della Sardegna in barca seguendo vecchie mappe che raccontano di tesori, creature fantastiche e luoghi spaventosi. Immaginate pescatori, marinai, naufraghi, donne potenti e ferocissime in grado di attraversare il tempo. Immaginate una città martoriata dalla guerra e dal terrore che si affaccia sul mare, dove passato e presente si sovrappongono e i sogni si confondono con la realtà. Tutto questo è “Nostalgie della terra”, romanzo dell’oristanese Mauro Tetti, 36 anni, pubblicato pochi mesi fa per la casa editrice Italo Svevo nella collana “Incursioni”.
Un viaggio, dicevamo: il romanzo, narrato in prima persona dal protagonista senza nome, racconta il giro attorno alla Sardegna sulle tracce di Maddalena, trisavola del narratore che secondo la leggenda era nata da un seme di capodoglio. Maddalena, morta molti anni prima, gli appare spesso in sogno, creatura fantastica che “rassettava le reti e canterellava preghiere per la madonna delle conchiglie”, insieme al suo compagno pescatore Glauco. Attorno a loro si muovono personaggi come Naira, Aria, il capitano Perez, la Rondine e Salif, ma non sapremo mai se sono reali o frutto di un sogno del protagonista. Insieme a loro parte un incredibile viaggio per mare guidato dalle stelle e dai venti che partendo da Cagliari raggiungerà le isole di San Pé, Malu Entu, Concali su Terrainu, la Foradada, l’Asinaria e tutte le altre isole attorno alla Sardegna.
“Il romanzo nasce da tante cose – ci ha detto Mauro Tetti, al suo secondo libro dopo ‘A pietre rovesciate’ (Tunué 2016). – ‘Nostalgie della terra’ è un quadro dell’illustratrice argentina Norah Borges, un quadro che non ho mai visto e non so se esista realmente, ne parla il fratello scrittore nei suoi saggi, le nostalgie sono quelle che Gesù ha della terra, in un luogo che ha tutti gli elementi della Buenos Aires contemporanea. In una poesia simile, Borges immagina che tra le nostalgie di Gesù ci sia la visione della volta stellata da quaggiù: ‘Gli occhi Miei videro quel che ignoravano:/ La notte e le sue stelle’. Da qui partono i riferimenti astrali, i cieli che circondano le terre. La nostalgia è il dolore per il ricordo, per il passato o per il presente che fugge. Era necessario un allontanamento per mare che permettesse di unire la tradizione marinaresca in un contesto nuovo (non del tutto) come quello della Sardegna”.

Il punto di partenza da cui si muove il protagonista è il Villaggio Pescatori, “là dove il mare si quieta e diventa laguna”, alla periferia di Cagliari, un luogo particolarmente caro all’autore che lì ha svolto un progetto di ricerca e scrittura sulla memoria insieme ai suoi abitanti: “Il romanzo nasce dal lungo lavoro svolto nei borghi marinari di Cagliari che ha portato alla costruzione di due guide inserite nella collana Nonturismo di Ediciclo editore. In particolare il Villaggio dei Pescatori di Giorgino, emblema di un mondo sconvolto e dimenticato, ma perfetto per una letteratura isolana che, come nel resto d’Europa, inizia a interrogarsi sul destino del pianeta”.
La storia raccontata in “Nostalgie della terra” è impreziosita da tante citazioni: “Allusioni, più che citazioni – precisa Tetti – Il palombaro nel capitolo dedicato a Concali su Terrainu è una novella di Grazia Deledda; un altro libro fondamentale è ‘Il ragazzo morto e le comete’ di Goffredo Parise, e poi Sergio Atzeni, Filippo Tuena, Giuseppe Dessì, la biografia di Vincenzo Sulis e l’Isolario arabo medievale di Angelo Arioli”.
Il romanzo di Mauro Tetti tra luoghi incredibili e personaggi onirici è una scoperta che si rivela lentamente, e non solo per la scrittura così carica di simboli e suggestioni: le pagine sono in parte ancora intonse e per procedere occorre separarle con la taglierina: “L’idea è una scelta editoriale che accomuna tutti i romanzi della collana Incursioni diretta da Dario De Cristofaro, ma posso dire che si sposa bene con l’idea di letteratura che nasconde il libro al suo interno, con i diari di bordo e con un romanzo che a tratti vuole prendersi gioco della storia attraverso gli anacronismi, riportando al presente elementi più antichi, fondazioni, guerre, bombardamenti, arresti, città in tumulto, e altro. Il taglio delle pagine costringe il lettore a fare un piccolo sforzo iniziale e la cerca disperata dell’oggetto magico inizia prima della lettura, ma in questo caso l’oggetto magico è il libro stesso, l’eroe con la spada è il lettore”.










