Con una mobilitazione pacifica Cagliari ha accolto il 30 ottobre Alessandro Zan, promotore del disegno di legge affossato in Parlamento dalle destre, complice l’assenza al voto dei renziani di Italia viva, che in questi giorni è in Sardegna per presentare il suo libro “Senza paura, la nostra battaglia contro l’odio”, edito da Piemme.
Zan assicura che non si fermerà, che continuerà a mobilitarsi finché non saranno restituite uguaglianza e dignità a ogni persona. “Non si possono fare giochetti politici sulle spalle della gente, perché dietro quel comportamento vergognoso in Parlamento, più simile al tifo da stadio che alla serietà dovuta all’istituzione, ci sono le storie delle persone intimorite, minacciate, discriminate ed è a loro che la politica, quella buona, deve una risposta ferma e risolutiva”. Così Zan porta avanti la sua battaglia ricordando che la guerra contro la barbarie culturale che stiamo vivendo si vince con le manifestazioni di piazza, certamente, ma anche dentro le istituzioni, nelle sedi giuste dove le cose possono essere cambiate e lancia il suo appello ai giovani perché non siano disillusi e vadano a votare. La risposta è un’ovazione, uno scoppio di gioia che attraversa tutti i manifestanti. “Non deve restare nelle nostre menti l’immagine di quei trogloditi che hanno applaudito in Senato – prosegue Zan – ci deve restare l’immagine di una politica che non si piega e che lavora per l’idea di una cittadinanza inclusiva con persone pienamente rispettate per quello che sono“.
“Per me che ho una disabilità mentale questo disegno di legge era l’unica speranza di avere la dignità che hanno tutti e di poter accedere al mondo del lavoro” ci ha detto una ragazza mentre dall’improvvisato palco sulle scale del THotel, in via dei Giudicati, diversi interventi hanno spiegato perché questa mossa politica è stata un affronto intollerabile. “Non è una questione di privilegi, non voglio un trattamento speciale per la mia diversità – ha proseguito – ma solo le stesse possibilità che gli altri hanno di default”. L’intervento di Alessandro Zan, come gli altri, è stato accolto da uno scroscio di applausi imponente. Una signora accanto a noi esclama a gran voce “Non voglio vivere in un paese così, sono eterosessuale ma ho una coscienza, non si può promuovere la violenza”.
Due ragazzini esibiscono un cartello con scritto “Non vogliamo avere paura”, stanno in silenzio, si guardano intorno con un’aria così dispiaciuta che fa male al cuore, ed è chiaro che questa battaglia per i diritti è davvero irrinunciabile. “I giovani devono far capire in modo chiaro che non vogliono un mondo così, e lottare per cambiarlo. La presenza di così tante persone oggi lo conferma. Noi andremo avanti per sostenerli e garantire loro un futuro” ha concluso Alessandro Zan.
Accanto a Zan c’è il giornalista e deputato alla Camera per il Partito Democratico Andrea Frailis: “Finché le candidature della classe dirigente saranno selezionate sul basso e non sui meriti e le competenze delle persone assisteremo a spettacoli volgari e beceri come quello che abbiamo visto in Senato”.
(La foto in evidenza è di Dietrich Steimnetz)










