Una generazione di incompresi cresce all’ombra del temuto giudizio sociale: “Adorazione”, firmato dalla giovane scrittrice Alice Urciuolo nel 2020 per 66thand2nd, racconta la complessità e le difficoltà della vita in un ambiente ristretto e giudicante, con un occhio bene focalizzato su tematiche attuali e urgenti.
Ventisette anni, nata nella provincia di Latina e con un libro d’esordio già candidato al premio Strega e finalista al Premio POP 2021, Alice Urciuolo, che abbiamo incontrato lo scorso 17 settembre al festival di letterature applicate Marina Cafe Noir di Cagliari, è sceneggiatrice e scrittrice.
“L’esperienza nella sceneggiatura – ci ha detto – è stata molto utile nel delineare la psiche e il carattere dei personaggi, anche se la letteratura richiede uno sforzo più articolato e la ricerca di uno stile narrativo”. L’esperienza a cui fa riferimento è quella della fortunatissima serie Skam Italia (Netflix, Tim Vision e Cross Productions) che racconta la quotidianità di un gruppo di sedicenni divisi tra scuola, amicizie, amori e i problemi tipici di un’età che si fa sempre più tormentata in una società frenetica e piena di trappole anche virtuali. La serie originale, norvegese, ha avuto un successo strepitoso, tanto da essere adattata in molti altri paesi Italia compresa.
“Adorazione – prosegue Alice – non ha avuto una genesi lineare, mi son trovata a scrivere per la necessità di farlo, per poter parlare di certi argomenti, ma la storia è poi cresciuta lentamente, l’ho iniziata due anni fa, fino a creare un intreccio definitivo che contiene alcuni dei temi portanti del nostro tempo”.

Autodeterminazione, identità, isolamento, incomunicabilità sono in continua lotta in questo romanzo, a volte silenziosamente, altre volte in modo plateale con conseguenze drammatiche. La mancanza di coraggio nell’operare scelte radicali scevre dal giudizio degli altri, la chiusura forzata che inevitabilmente porta con sé diffidenza verso il prossimo e l’impoverimento personale, sono gli spettri con i quali i protagonisti del libro devono misurarsi. Fantasmi mentali e pregiudizi reali. “Il termine adorazione indica una devozione quasi religiosa verso un altro essere umano ma ha anche un secondo lato della medaglia: il controllo – continua la Urciolo – un problema urgente con cui tutta la società deve fare i conti.
Il romanzo infatti non si rivolge solo ai giovani, di cui pure, grazie anche alle letture di poesia, la Urciolo definisce tratti caratteriali e aspirazioni segrete. Parla piuttosto anche agli adulti perché si cerchi e si trovi un equilibrio nel delicato rapporto fra emancipazione dei figli e tradizione genitoriale e lo fa con un linguaggio naturale e credibile. Il quadro che emerge da questo lavoro è un ritratto che sì, si riferisce a una cittadina di provincia, ma appartiene in realtà al mondo intero, perché lo scontro generazionale e la tentazione di bollare i giovanissimi come superficiali, lasciandosi cullare dalla nostalgia per tempi andati, è molto forte.
“Più che un romanzo di formazione definirei ‘Adorazione’ un romanzo di trasformazione – ha concluso Alice – alla fine della storia i personaggi non hanno più risposte di quando son partiti, il mio finale è aperto come augurio perché trovino la loro strada”.










